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<rss version="2.0"><channel><title>Fondazione Umberto Veronesi</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/</link><description>Fondazione Umberto Veronesi</description><lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 09:00:00 -0000</lastBuildDate><item><title>11 tappa: Assisi-Montecatini 255 Km
Perchè è importante parlare di scienza</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4454</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Soprattutto di quella medica, perché oggi  essa si è trasformata da curativa a predittiva e l’informazione e la comunicazione  sono gli strumenti essenziali per sapere come preservarsi sani</p> </div> <p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">&nbsp;</span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337112725_40.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=282" alt="" width="300"></span></span>Il fine della scienza è migliorare le condizioni di vita dell’uomo, favorire il benessere e il progresso civile. Parlare di scienza quindi è importante per rendere i cittadini consapevoli e partecipi delle scelte che riguardano la nostra vita, il nostro benessere e l’ambiente in cui viviamo. In questo senso la scienza medica oggi è forse quella che più di ogni altra ha bisogno di essere comunicata. La tutela della salute infatti è oggi soprattutto nelle mani dei cittadini,            perché dipende in misura sempre maggiore  da azioni che può compiere la singola persona. Dunque diffondere al pubblico una corretta informazione medica equivale a fornire gli strumenti per proteggerci dal rischio di molte malattie.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>ANTICIPAZIONE DIAGNOSTICA -</strong> Da «curativa» infatti la medicina sta diventando sempre di più «predittiva», sempre più fondata su prevenzione e anticipazione diagnostica, perché sappiamo che più una malattia viene diagnosticata in anticipo, più le possibilità di guarigione aumentano. &nbsp;Inoltre sappiamo che ognuno di noi può intervenire attivamente ancora prima che la malattia si sviluppi, sui fattori che la favoriscono o che la causano. Ecco dunque l’importanza della diffusione delle conoscenze sui  fattori pericolosi per la salute presenti nell’ambiente, dell’educazione alla prevenzione e ai corretti stili di vita. Esemplare è il caso della mortalità per cancro che, per la prima volta nella storia, all’inizio di questo millennio ha iniziato a diminuire proprio grazie alla diffusione della prevenzione. Ormai non ci sono più dubbi: adottando alcune semplici abitudini di vita e seguendo i programmi di diagnosi precoce, si riduce il rischio di ammalarsi di tumore e si guarisce di più.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>MEDICINA DEL DIALOGO - </strong>Inoltre la conoscenza è la condizione imprescindibile del rapporto medico-paziente, che oggi si basa su un modello condiviso. Infatti con l’evoluzione della medicina che ha caratterizzato l’inizio del nuovo millennio ci siamo lasciati alle spalle l’epoca paternalistica o super-tecnica della scienza medica, che relegava il paziente e suoi familiari in una posizione di sottomissione e smarrimento, e siamo entrati nell’epoca nuova dell’autodeterminazione, della medicina del dialogo, del rapporto paritario fra medico e paziente.</p> <p style="text-align: justify;">Il malato non dovrebbe più avere quell’atteggiamento rinunciatario e passivo che lo caratterizzava fino a qualche decennio fa, ma è invece invitato a informarsi e a partecipare consapevolmente alle scelte terapeutiche. Dunque parlare di scienza, e in particolare di medicina, significa aiutare ogni persona a vivere con responsabilità il suo nuovo e duplice ruolo di custode del proprio benessere e di «partner» della propria cura.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Paolo Veronesi</strong>, presidente di Fondazione Veronesi</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la Scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 16 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1337112949</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337112725_40.jpg" length="214288" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1337112777_93/laboratorio.jpg" length="214288" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">diagnosi precoce</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">futuro della scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>10 Tappa: Civitavecchia-Assisi 186 Km
Questa è davvero una dieta geniale</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4442</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>La nutrigenomica, la scienza che studia il rapporto fra genoma e dieta, e la nutrigenetica che, studia le interazioni fra alimentazione e genoma di un particolare individuo, tenendo conto delle varianti genetiche di diverso tipo, sono il grande sogno delle scienze della nutrizione. Ce ne parla oggi la professoressa Chiara Tonelli</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337024429_89.jpg?r=4&amp;w=220&amp;h=0" alt="">Oggi è ormai chiaro e accettato che i nutrienti – proteine, carboidrati, grassi, minerali, vitamine, e decine di altre sostanze contenute in piccolissime quantità negli alimenti – sono direttamente coinvolte in una miriade di reazioni metaboliche che determinano equilibri ormonali, reazioni immunitarie, processi di detossificazione e la stessa utilizzazione di alcuni nutrienti. Prendiamo in esempio il sistema immunitario.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>I NATURAL KILLER -</strong> Il consumo eccessivo di grassi può deprimere l’immunocompetenza, influenzando l’attività delle cellule immunitarie e aumentando il rischio di infezioni e tumori. Al contrario il consumo di acidi grassi poli-insaturi (in particolare i cosiddetti omega-3) promuove la produzione di citochine, la proliferazione dei linfociti e l’attività delle cellule “natural killer”, quest’ultima direttamente correlata con il controllo dello sviluppo tumorale. Anche i vari oligoelementi influenzano profondamente la risposta immune. La scarsità di zinco, ad esempio, influenza negativamente la produzione di cellule-B e induce l’atrofizzazione del timo, con conseguente declino del numero di linfociti-T circolanti. Alcune molecole presenti in quantità discrete nella nostra alimentazione, come la ginesteina (contenuta nella soia) e il resveratrolo (presente nell’uva e nel vino rosso), regolano direttamente l’espressione genica. La stessa stabilità del genoma, minacciato ogni giorno da migliaia di mutazioni e da rotture cromosomiche, è in larga misura assicurata da un adeguato livello di alcuni nutrienti, e minacciata dall’eccesso di altri. Livelli crescenti di almeno sei nutrienti (acido folico, vitamina B12, niacina, vitamina E, retinolo e calcio) sono associati a una diminuzione dei danni al DNA.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>ALLA RICERCA DELLA DIETA MEDITERRANEA -</strong> Negli anni ‘50 lo scienziato americano Ancel Keys notò una bassissima incidenza di malattie coronariche presso gli abitanti del Cilento e dell'isola di Creta, nonostante l'elevato consumo di grassi, derivante in buona parte dall’utilizzo dell’olio d’oliva come condimento universale.&nbsp;In seguito a questa osservazione prese l'avvio la famosa ricerca "Seven Countries Study", basata sul confronto dei regimi alimentari di 12.000 persone, di età compresa tra 40 e 59 anni, sparse in sette Paesi del mondo (Finlandia, Giappone, Grecia, Italia, Olanda, Stati Uniti e Jugoslavia).&nbsp;Dallo studio emerse che la mortalità per cardiopatia ischemica (infarto) era nettamente inferiore tra le popolazioni situate intorno al Mediterraneo. La mortalità superiore delle altre popolazioni fu attribuita alla dieta ricca di grassi saturi (burro, strutto, latte e suoi derivati, carni rosse).&nbsp;Successivamente grazie ad un esame più approfondito si scoprì la presenza nei cibi fondamentali della dieta mediterranea, di sostanze capaci di prevenire e proteggere da malattie cardiovascolari ma anche da tumori e malattie neurodegenerative. Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva è ricco di antiossidanti e acidi grassi monoinsaturi  in grado di abbassare il livello di colesterolo, svolgere una azione protettiva per l’arterie prevenendo così malattie quali arteriosclerosi e infarto.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>IL PROGETTO MOLI-SANI -</strong> Nel 2005 venne avviato in Italia il progetto “Moli-sani”che portò alla pubblicazione nel 2008 di importanti risultati in cui si dimostrava che per ottenere effetti antiossidanti e antitrombotici sulla salute cardiovascolare, bastano mediamente circa 7 grammi/die di cacao amaro o cioccolato fondente (circa mezza tavoletta/settimana) e di recente, il gruppo di Juleen Zierath, al Karolinska Insitutet di Stoccolma, ha scoperto che insieme alla vita sedentaria, l’eccesso di grassi nella dieta può provocare l’aggiunta di gruppi metilici a particolari segmenti di DNA. Si tratta di un effetto epigenetico irreversibile che accompagna in molte persone l’inizio del diabete di tipo 2, e che le rende poi insensibili all’eventuale miglioramento della dieta e all’aumento dell’attività fisica, condannandole al pieno sviluppo della malattia.&nbsp;Altri esempi di molecole in grado di aiutare a prevenire l’insorgenza di determinate malattie, quali malattie cardiovascolari, neurodegenerative e tumori sono: il licopene, noto carotenoide presente in elevate quantità nel pomodoro maturo, è un potente antiossidante definito scavenger, letteralmente spazzino dei radicali liberi, molecole che potrebbero danneggiare le cellule del corpo e inoltre ha attività di prevenzione dei tumori alla prostata; i fosfati di inositolo presenti nei legumi e nei cereali, gli isotiocianati e l’indolo presenti nelle brassicacee, ovvero nei cavoli e nei broccoli, svolgono una funzione anticancerogena e in particolare per questi ultimi è stata dimostrata attività chemioterapica nell’adenocarcinoma del colon (C. Bonnesen et al., 2001 Cancer Research). Grazie anche alla presenza di calcio e vitamine A e C, tutta la famiglia delle brassicacee svolge un’azione preventiva nei confronti di malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer, come nel caso dei mirtilli che grazie anche alla presenza di antociani aiuta a migliorare i deficit legati all’età sia a livello motorio che cognitivo (Joseph JA et al., The Journal of Neroscience 1999).</p> <p style="text-align: justify;"><strong>GLI ALIMENTI FUNZIONALI -</strong> C’è poi il settore dei cosiddetti ‘alimenti funzionali’ arricchiti in micronutrienti e molecole bioattive, così chiamati perché capaci di avere effetti positivi che vanno oltre i normali effetti nutrizionali. In merito a tale categoria, è stato da poco concluso il progetto europeo FLORA (Flavonoids and related phenolics for healthy Living using Orally Recommended Antioxidants), che ha fornito le prove concrete dell’attività preventiva e terapeutica di tali alimenti. Lo studio si è basato sulla produzione di cibi arricchiti in antociani (potenti antiossidanti) Tramite incroci di genetica classica è stato prodotto il mais blu, la cui particolare colorazione è conferita proprio dalla presenza di antociani, e una varietà di arancia rossa parti particolarmente ricca in questi composti.. I risultati hanno mostrato come il consumo mais blu e di arance riduca il danno da infarto e l’accumulo di grassi.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Fare della nutrigenomica significa quindi prevedere l’effetto di un determinato regime alimentare sull’organismo, sull’organo, sulla cellula. A breve, medio e soprattutto a lungo termine. Per farlo occorre integrare grandi quantità di dati di diverso tipo: quelli relativi ai geni (il genoma), all’espressione genica (trascrittoma) alle proteine effettivamente prodotte (proteoma), agli alimenti metabolomici (metaboloma). In pratica, vuol dire poter individuare delle molecole chiave – dei marcatori- che segnalino l’insorgenza di un fenomeno. Si tratta di un tipico problema da system biology, il nuovo approccio che guarda a tutto il sistema biologico, non a una parte soltanto. Per farlo utilizza le cosidette “tecnologie-omiche” (genomica, trascrittomica, proteomica e matabolomica) che consentono di studiare il comportamento di migliaia di geni e delle loro migliaia di prodotti, non più uno alla volta bensì simultaneamente. L’idea è quella di operare delle comparazioni tra profili di molecole tra un “prima” e un “dopo”, ad esempio confrontando l’espressione genica attraverso il rilevamento e la quantificazione dei trascritti (RNA) presenti in un tipo cellulare prima e dopo la somministrazione di una particolare sostanza, estrapolando così dati statisticamente significavi che consentano di descrivere lo stato alterato di una cellula, un organo o un organismo in seguito a un particolare regime alimentare “dannoso”.</p> <p style="text-align: justify;">Insomma, conoscendo meglio gli effetti dei nutrienti sulla salute potremo migliorare ulteriormente la dieta mediterranea, intensificandone i componenti più importanti o migliorare geneticamente gli alimenti perché facciano più bene. Poi potremo fare anche della nutrigenetica, quindi alimentazione disegnata a misura della singola persona, o meglio del proprio DNA, ma per questo ci vorrà ancora qualche anno.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Chiara Tonelli</strong></p> <p style="text-align: justify;">Ordinario di Genetica - Università degli Studi di Milano</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la Scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 15 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1337024449</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337024429_89.jpg" length="171892" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1337024412_13/donna_insalata_mista.jpg" length="171892" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">nutrigenomica</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Signora Napolitano, posso abbracciarla?</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4435</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336999699_36.jpg?r=4&amp;w=180&amp;h=0" alt="">Lei ha scritto una lettera a <em>Repubblica</em> criticando l’uso della parola “femminicidio”, e definendolo “un’insana concezione del genere femminile come presupposto dell’atto di violenza, diverso dall’omicidio”.</p> <p style="text-align: justify;">Con queste parole, signora Napolitano, lei rimette le cose a posto, e chiama delitto il delitto, senza differenze di genere. Mi sembra un grande merito in un momento in cui sui giornali si fanno sfilare i ritratti delle 59 donne ammazzate dal marito o dal compagno in questo 2012, e s’insinua l’idea che questa turpe mattanza sia dovuta al fatto che erano donne. Che erano più deboli lo sappiamo tutti, ma il concetto di&nbsp; “femminicidio” implica qualcosa di più, e tende a togliere alla donna il suo carattere di persona e di cittadina, per consegnarla alla&nbsp; natura animalesca di femmina delle specie umana.</p> <p style="text-align: justify;">In un Paese che non è più cattolico se non di facciata ci vola addosso dai secoli passati l’isterica diffidenza degli uomini deboli verso la donna, amata e odiata per il piacere e quasi mai apprezzata come fonte di vita e principio di riconciliazione con l’ineluttabilità della morte. E’ quasi ovvio annotare che le parole comunemente usate per descrivere l’atto sessuale parlano del “possesso” della donna da parte dell’uomo, e in questa oggettivazione della donna ridotta a cosa c’è il seme di tutto il male che potrà venire dopo.</p> <p style="text-align: justify;">Da molti anni nel codice penale non c’è più il delitto d’onore, e io avevo creduto che la donna fosse un bene non più disponibile. Mi ero sbagliato. Lei, signora Napolitano, è avvocato. Sa bene che la parola “femminicidio” non ha soltanto la valenza della cronaca, ma nascostamente contiene la stessa attenuante del delitto d’onore che mandava la donna al cimitero e lui a testa alta. Ha fatto bene a ricordarcelo, con la stessa semplicità con cui ha sorriso al fotografo che nel giugno 2010 l’ha trovata mentre, senza scorta, faceva un giretto su un autobus di Roma. Lei ci ricorda che il comandamento “non uccidere” è un assoluto, e che è un assoluto anche la normalità.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Veronesi</strong></p>]]></description><author>Daniele Banfi</author><source url="http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4435">Daniele Banfi</source><pubDate>Mon, 14 May 2012 12:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336999733</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336999699_36.jpg" length="71271" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336999715_88/donna_sola.jpg" length="71271" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">donna</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">diritti</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/archive">201205</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Science for Peace</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">violenza sulle donne</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>9 tappa: San giorgio del S.-Frosinone 166 Km
Prevenzione «al maschile», ecco cosa si può fare</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4431</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Oggi il Giro arriva nel Lazio, sede della Società Italiana di Andrologia. Per questa ragione parliamo di prevenzione al maschile:&nbsp;ecco come poter prevenire impotenza, infertilità e malattie sessuali. Basta dire no a fumo, troppo alcol, droghe e sostanze dopanti</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336986255_28.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="">In medicina la prevenzione ha il fine di promuovere la salute e il benessere individuale e collettivo. In andrologia questo significa tutelare la salute sessuale e riproduttiva maschile, in tre mosse: individuazione precoce di anomalie a livello dell’apparato genitale, che sono in grado di influenzare negativamente la fertilità e la sfera sessuale nell’età adulta; informazione sulle malattie sessualmente trasmesse e sulle tecniche grazie alle quali è possibile prevenire il contagio; conoscenza di quegli stili di vita che hanno effetti negativi sulla funzione dell’apparato riproduttivo.</p> <p style="text-align: justify;">I fattori ambientali potenzialmente dannosi sono sostanze chimiche come il DDT o pesticidi, le polveri sottili, il piombo e l’ossido di carbonio presenti nell’aria e in molti cibi, che possono aumentare il rischio di malformazioni, tumori e alterare la qualità del liquido seminale. <strong>Comportamenti sessuali scorretti (legati a rapporti occasionali e senza l’uso del preservativo), il sovrappeso, oppure l’uso di alcol, fumo, droghe e sostanze dopanti sono responsabili di una riduzione della fertilità maschile</strong>, alterano la sintesi degli ormoni sessuali e aumentano i rischi di sviluppare disfunzione erettile in futuro.</p> <p style="text-align: justify;">Non tutti sanno, poi, che la gonade maschile attraversa dall’epoca intrauterina un processo di sviluppo delicatissimo e che per questo <strong>la maggior parte delle patologie maschili ha dall’esposizione a sostanze dannose durante le prime fasi della vita</strong> <strong>o da comportamenti scorretti acquisiti nell’infanzia e adolescenza</strong>.</p> <p style="text-align: justify;">Nella pratica clinica esiste un’età ottimale per la diagnosi precoce di ogni patologia. &nbsp;Al momento della nascita le anomalie genetiche eventualmente presenti possono interessare i testicoli o l’asta.&nbsp; Per questo <strong>la prima visita andrologica andrebbe fatta nei bambini</strong>.</p> <p style="text-align: justify;">Durante la pubertà e l’adolescenza con la prevenzione secondaria è necessario verificare che non ci siano alterazioni dello sviluppo ed escludere&nbsp; la presenza di anomalie scrotali o del pene, legate ad eventuali&nbsp; patologie (come il varicocele, il tumore testicolare, il recurvatum congenito del pene) o a malattie sessualmente trasmissibili.</p> <p style="text-align: justify;">Anche in questo caso è importante fare una visita andrologica, che non differisce sostanzialmente da una normale visita medica: si raccolgono informazioni sullo stato di salute del paziente e sulle malattie pregresse, si fa una visita clinica e si ricorre, se serve, eventuali accertamenti diagnostici strumentali (esempio ecografie, esami di laboratorio od altro).</p> <p style="text-align: justify;">La prevenzione maschile può ridurre del 50 per cento l’insorgenza delle patologie andrologiche e delle complicanze ad esse associate. Per questo motivo <strong>la figura dell’andrologo dovrebbe essere equiparata a quella del ginecologo per le donne (da vedere almeno una volta all’anno), evitando così che le problematiche vengano affrontate sempre e solo quando diventano eclatanti</strong>. In Italia, nello specifico, si è registrato negli ultimi anni un preoccupante incremento delle affezioni andrologiche probabilmente proprio a causa della scarsa prevenzione e dell’abolizione della visita di leva, che in passato costituiva una forma di screening su larga scala.</p> <p style="text-align: justify;">Tra le malattie più frequenti ci sono il criptorchidismo (3-5 per cento dei bambini nati a termine) e la fimosi in età infantile. In età giovanile i tumori del testicolo, che<strong> </strong>colpiscono i giovani tra i 15-20 e i 35-40 anni e il varicocele (interessa 10-20 per cento dei ragazzi). <br> <strong>&nbsp;</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Le malattie sessualmente trasmissibili</strong>, poi, <strong>colpiscono ogni anno 350 milioni di ragazzi</strong> nel mondo (senza considerare l’HIV) e una delle categorie più a rischio nel mondo è proprio quella dei giovani adolescenti. &nbsp;C’è poi l’infertilità che, secondo l’Organizzazione Mondiale di Sanità, riguarda circa il 15 per cento delle coppie in età riproduttiva nei Paesi occidentali e nel 35 per cento delle coppie si riconosce un fattore maschile. Disturbi legati alla sfera della sessualità, infine, quali disfunzione erettile<strong> </strong>ed eiaculazione precoce riguardano circa 5 milioni di italiani. <br> Il trattamento per i vari disturbi può essere medico (con farmaci) o chirurgico a seconda dei casi, ma ciò che importa è affidarsi sempre a mani esperte e competenti.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Andrea Lenzi</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>andrologo, Direttore del Dipartimento di Fisiopatologia Medica, Università di Roma La Sapienza</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la Scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 14 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336985561</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336986255_28.jpg" length="54131" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336986302_97/78606765.jpg" length="54131" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">prevenzione maschile</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">andrologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">impotenza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>8 tappa: Sulmona-Lago Laceno 229 Km
Licopene: il re degli antiossidanti</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4419</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Oggi il Giro arrivo in Campania, luogo di coltivazione del pomodoro San Marzano. Una molecola contenuta in esso, il licopene, è un antiossidante, antitumorale e anti-invecchiamento</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336900310_62.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=282" alt="Il pomodoro è ricco di licopene">Si dice che è proprio grazie a una salsa napoletana che, alla fine del 1600, si scalfì la diffidenza verso il pomodoro arrivato dalle lontane Americhe e lo si ammise con onore in cucina. Oggi, oltre tre secoli dopo, in Italia si producono 6 milioni e mezzo di tonnellate di pomodori e se ne consumano 35 chili a testa ogni anno, ma la tradizionale salsa resta una delle maniere migliori per assaporarne appieno gusto e benefici.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>ROSSI, MATURI E COTTI&nbsp;</strong>- Così devono essere i pomodori perché sia meglio disponibile il loro tesoro più prezioso: il licopene, un carotenoide che dà ai pomodori il colore rosso e che da loro (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solanum_lycopersicum">Solanum lycopersicum</a>) prende il nome . La salsa cotta, infatti, <strong>offre una quantità di licopene pari a cinque volte quella disponibile nei pomodori crudi</strong>. Il trattamento termico libera il licopene trattenuto all’interno delle cellule del pomodoro e lo rende molto più assorbibile dall’apparato digerente. Meglio ancora se c’è una modica quantità di grassi, come un filo d’olio extravergine: ecco perché i piatti-bandiera della tradizione italiana, la pasta e la pizza, sono dei veri e propri scrigni di benessere scarlatto.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>SPAZZINO ANTISTRESS</strong>&nbsp;- Ma quali sono le proprietà del licopene? Va detto che la ricerca in questo campo è al lavoro e molte ipotesi, fortemente probabili, sono ancora da confermare. Come ad altri carotenoidi, al licopene viene riconosciuta un’azione antiossidante: come una specie di “spazzino”cellulare, il licopene <strong>contrasta l’attività dei radicali liberi</strong>, molecole instabili che danneggiano il Dna delle cellule e, specialmente in presenza di stress aggiuntivi, come fumo, inquinamento e esposizione a cancerogeni, possono aprire la strada a alterazioni di tipo tumorale. Grazie a questi meccanismi, il consumo di pomodori è stato associato a un <strong>ridotto rischio di tumori</strong>, ipertensione, malattie coronariche, iperplasia prostatica, alcune forme di asma e anche a una certa protezione contro le scottature solari. Una recente ricerca canadese ha anche suggerito un effetto protettivo per le ossa delle donne in menopausa. Nessuno di questi risultati, però, per il momento è stato rilevato con il consumo di integratori a base di licopene:&nbsp;<a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/1381">ancora una volta</a>&nbsp;il “contenitore” naturale, ovvero il pomodoro, non sembra sostituibile con prodotti ad hoc.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>NON SOLO POMODORI</strong>&nbsp;– Per sapere dove rintracciare il licopene, basta… aprire gli occhi. La pigmentazione dei cibi, infatti, dice molto del loro contenuto e i carotenoidi in particolare sono presenti negli alimenti gialli, rossi e arancioni. Se il pomodoro in tutte le sue varianti (fresco, in passata, conserva, succo, concentrato, meglio se coltivato in zone ben assolate e raccolto nel mese di giugno) resta di gran lunga la fonte principale di licopene nella nostra dieta, lo si può trovare in quantità significative anche in &nbsp;albicocche, melone, anguria, papaya e pompelmo rosa.</p> <p><strong>Donatella Barus</strong></p> <p><strong>Video:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=F_NbPZRfjoc" target="_blank"> scopri i benefici del licopene</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 13 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336900350</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336900310_62.jpg" length="130478" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336900339_61/pomodori_conserve.jpg" length="130478" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">pomodoro</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">licopene</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>7 tappa: Recanati-Rocca di Cambio 210 Km
Nell'antro degli stregoni</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4416</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Oggi il Giro attraversa l'Abruzzo.&nbsp;Nel più grande laboratorio sotterraneo della terra, scavato nelle viscere del Gran Sasso, scienziati cercano di catturare il segreto della luce e della vita</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336810441_88.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Laboratori del Gan Sasso">In prossimità di Assergi, l’autostrada A24 attraversa il massiccio del Gran Sasso. Chiunque la percorra in direzione di Roma, una volta arrivato nel punto più interno della galleria, noterà un’uscita autostradale diretta verso le viscere più profonde della montagna.&nbsp;Conduce nei più grandi laboratori sotterranei del mondo: I Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare). Scienziati di <strong>29 diversi paesi</strong> lavorano in enormi stanze scavate nella roccia, su oltre <strong>15 esperimenti </strong>dai nomi evocativi come Cobra, Cuore, Luna, Opera e molti altri. Ogni nome è un acronimo che descrive un esperimento di astrofisica nucleare o di fisica delle astropartiparticelle.</p> <p style="text-align: justify;">Ma di cosa si occupano esattamente questi studi e perché vengono eseguiti in laboratori sotterranei?</p> <p style="text-align: justify;">Bisogna sapere che, senza che noi ce ne rendiamo conto, la Terra è costantemente bombardata da “raggi cosmici”, particelle elementari generate da stelle o da eventi devastanti come le esplosioni di supernovae, che raggiungono la Terra dopo aver viaggiato anche più di un milione di anni.&nbsp;Analizzando questi raggi cosmici <strong>si possono imparare molte cose sulla fisica delle particelle </strong>e perfino sulla storia dell’Universo. Tuttavia per molti esperimenti i raggi cosmici sono un disturbo e vanno schermati.</p> <p style="text-align: justify;">Per esempio, ci sono esperimenti in cui vengono ricreate in laboratorio reazioni nucleari d’interesse astrofisico la cui caratterizzazione ha importanti conseguenze per la fisica dei neutrini, del sole e delle stelle in generale. Gli eventi attesi sono tuttavia così rari ed elusivi che sarebbe impossibili <strong>studiarli senza l’abbattimento quasi totale del fondo cosmico.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Ma schermare i raggi cosmici non è semplice come dirlo... essi riescono ad attraversare buona parte della materia con estrema facilità. Da qui la necessità di costruire un laboratorio sotto 1400 metri di roccia! Grazie allo spessore di montagna che sovrasta i laboratori del Gran Sasso, il fondo cosmico <strong>viene ridotto di sei ordini di grandezza</strong>, ovverossia solo un milionesimo delle particelle che raggiungono la Terra, riesce a penetrare fino i laboratori del Gran Sasso. Esistono tuttavia particelle estremamente sfuggenti, come i neutrini, che riescono a superare anche lo sbarramento della montagna senza essere fermate.</p> <p style="text-align: justify;">Per questa ragione alcuni degli esperimenti si occupano proprio di rivelarli e di studiarne le proprietà, come nel caso dell’esperimento OPERA (Oscillation&nbsp;Project with&nbsp;Emulsion-tRacking&nbsp;Apparatus) in cui si rivela e si caratterizza un fascio di neutrini che viene generato nei laboratori del CERN e che attraversa il sottosuolo fino al Gran Sasso percorrendo 730 chilometri, naturalmente senza usare nessun tunnel. &nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Marina Carpineti</strong></p>]]></description><pubDate>Sat, 12 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336810541</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336810441_88.jpg" length="65616" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336810513_39/gransasso_borexino.jpg" length="65616" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">gran sasso</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">neutrini</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fisica</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Le buone fragole fan bene a linea e cuore</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4408</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Delicati, fragili, colorati come la primavera, questi frutti sono anche molto salutari: per via delle “antocianine” che contengono, sono utili contro diabete, obesità, malattie cardiovascolari. E una sola porzione provvede a tutto il nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C</p> </div> <p>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" title="Primavera, tempo di fragole" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336728762_58.jpg?r=4&amp;w=400&amp;h=267" alt="Primavera, tempo di fragole"><strong>Primavera, tempo di fragole</strong>. E’ il momento di inserirle nelle famose 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, che fanno tanto bene soprattutto se sono di stagione. <strong>E le fragole di proprietà benefiche ne hanno davvero tante grazie alle “antocianine” che contengono</strong>, una particolare classe di polifenoli dalle accertate azioni antinfiammatorie e antiossidanti. Il cattivo funzionamento di questi due meccanismi è alla base di malattie croniche come il diabete, l’obesità, i disturbi cardiovascolari e addirittura può incidere sull’insorgenza del cancro. Dunque, la fragile fragola può relativamente molto.</p> <p style="text-align: justify;">Pochissimo caloriche in proprio, questi frutti sono risultati, ai numerosi studi condotti sotto questo profilo, <strong>buoni agenti regolatori del livello lipidico, cioè dei grassi, nel sangue. Mangiarne, fa aumentare il colesterolo “buono” Hdl e fa abbassare quello “cattivo” </strong>Ldl, che è implicato nello sviluppo di malattie cardiovascolari.</p> <p style="text-align: justify;">Le ricerche hanno trovato dati precisi e sono state condotte somministrando una certa quantità di fragole per un certo periodo di tempo a soggetti già obesi o con particolare predisposizione a malattie cardiovascolari. I primi miglioramenti si possono notare già dopo 4 settimane di consumo di fragole (o di frutti rossi) alla media di 2 porzioni al giorno, ovvero 300 grammi.</p> <p style="text-align: justify;">Queste indagini riguardano prevalentemente le capacità antiossidanti del delizioso frutto primaverile mentre altre, meno numerose, sono state volte a misurarne le proprietà antinfiammatorie.</p> <p style="text-align: justify;">Va premesso che l’infiammazione si produce come un meccanismo di difesa del nostro organismo. Se invece si cronicizza, al di là di ogni esigenza difensiva,&nbsp; diventa un problema. Le fragole possono aiutare a rimettere in funzione il meccanismo di autoregolazione.</p> <p style="text-align: justify;">Infine <strong>eccoci alla vitamina C di cui le fragole sono ricchissime</strong>. Basta infatti una porzione di appena 150 grammi per superare addirittura, con 80 mg, il fabbisogno giornaliero di vitamina C che è di 60 mg. E l’eccesso di “dessert” non fa certo male!</p> <p style="text-align: justify;">Anche qui sono molte le proprietà positive per il nostro organismo. E nel mondo vegetale troviamo tanti alimenti ricchi di vitamina C, ma il problema sta nella sua sensibilità alle alte temperature e alla sua facilità di disperdersi in acqua. Quindi lunghe cotture in acqua impoveriscono gli alimenti di questo importante nutriente. Per fortuna la fragola non ha di questi problemi, in quanto non c’è modo migliore di consumarla se non cruda. E il lavaggio sia efficace ma breve, senza lasciare i nostri frutti rossi a lungo in acqua.</p> <p class="Standard"><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/preview/ricetta-gazpacho-di-fragole-e-pomodori-con-nuovole-di-maionese-erbe-e-fiori/4407"><strong>SCOPRI LA RICETTA DI SIMONE SALVINI: GAZPACHO DI FRAGOLE E POMODORI CON NUVOLE DI MAIONESE, ERBE E FIORI</strong></a></p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>PER SAPERNE DI PIU'</strong></p> <p><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911768_57.jpg?r=4&amp;w=200&amp;h=200" alt="">Lucilla Titta, nutrizionista della Fondazione Veronesi, tiene una rubrica,&nbsp;<strong>“Prevenire mangiando”</strong>, all’interno della trasmissione “Primo tempo”. Il canale è Class Tv Msnbc.</p> <p>L'argomento di sabato 12 maggio, ore 9.30: le virtù della fragola</p>]]></description><pubDate>Fri, 11 May 2012 10:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1336729889</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336728762_58.jpg" length="66193" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911768_57.jpg" length="939465" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336728886_37/fragole.jpg" length="66193" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">antocianine</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fragole</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">vitamina c</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Lucilla Titta</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>6 tappa: Urbino-Porto sant'Elpidio 210 Km
Una dieta che ha conquistato il titolo mondiale</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4402</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Oggi il Giro attraversa le Marche dove ha sede il CERMIS, un centro di ricerca per il miglioramento dei vegetali. Ed è in questo luogo che si studiano le proprietà dei cereali, alimento base della dieta mediterranea,&nbsp;definita patrimonio &nbsp;culturale dell’umanità ed esportata dall’Italia in tutto il mondo perché scientificamente la più salutare</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336725697_26.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=338" alt="Dieta mediterranea">La <strong>dieta mediterranea</strong>, un modello nutrizionale ispirato agli stili alimentari tradizionali dei paesi che si affacciano sul Mare Mediterraneo, è entrata a far parte&nbsp; nel novembre 2010 del<strong> Patrimonio culturale immateriale dell’umanità</strong>. Scienziati della nutrizione di tutto il mondo l’hanno studiata e hanno stabilito come essa sia la dieta che <strong>garantisce in assoluto la miglior valenza salutistica.</strong>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Per dimostrare scientificamente il valore salutistico della dieta mediterranea venne&nbsp;intrapreso un esteso studio osservazionale, diventato poi famoso come &nbsp;“studio dei sette paesi”, in cui vennero messe a confronto le diete adottate da sette paesi (Stati Uniti, Italia, Finlandia, Grecia, Yugoslavia, Paesi Bassi e Giappone) per verificarne benefici e punti critici in termini di salute cardiovascolare.&nbsp;I risultati di tale studio non lasciavano molti dubbi: <strong>più ci si scostava dagli schemi mediterranei, maggiore era l’incidenza di malattie cardiovascolari</strong>.</p> <p style="text-align: justify;">Lo stile alimentare individuato da tale studio, e da molte altre ricerche che l’hanno seguito, si basa sul consumo prevalente di alimenti di origine vegetale come cereali e derivati (pasta e pane integrali), legumi, frutta, verdura e olio extravergine di oliva; e su un consumo moderato di prodotti di origine animale come la carne, latticini e pesce. Nata in un’area per antiche tradizioni dedita alla coltura di vigneti, la <strong>dieta mediterranea</strong> consigli&nbsp; anche un consumo quotidiano di vino in quantità moderate (un bicchiere per le donne, due per gli uomini).</p> <p style="text-align: justify;">La letteratura scientifica degli ultimi decenni ci può aiutare a fare delle ipotesi sulle&nbsp; &nbsp;ragioni dell’effetto protettivo della dieta mediterranea sulla salute: innanzi tutto il fatto che tale stile alimentare prevede il consumo di alimenti a bassa densità calorica come verdura, frutta, cereali e legumi che in più assicurano un apporto di fibra che protegge dall’insorgenza di molte malattie croniche; inoltre si sono riscontrate numerose attività biologiche positive per il nostro organismo da parte di composti presenti quasi esclusivamente in alimenti di origine vegetale; basti citare due componenti che&nbsp; si dimostrano fondamentali per la prevenzione di molte malattie: le proprietà dei polifenoli contenuti nell’olio extravergine di oliva e quelle del licopene presente nel pomodoro, due grandi protagonisti della dieta mediterranea.</p> <p style="text-align: justify;">Esistono ormai numerose evidenze scientifiche che testimoniano l’efficacia di questo modello nutrizionale non solo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari ma anche nella protezione da malattie come&nbsp; cancro, obesità e diabete. La dieta mediterranea rappresenta quindi un efficace punto di riferimento per individuare e praticare un’alimentazione preventiva e protettiva, &nbsp;ma anche fortemente connessa alla nostra cultura e tradizione italiana.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Lucilla Titta</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la Scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 11 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336723599</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336725697_26.jpg" length="70785" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336726094_64/140411142.jpg" length="70785" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">dieta mediterranea</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>5 tappa: Modena-Fano 209 Km
Epigenomica, il futuro della ricerca</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4388</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Oggi arriviamo a Fano, sede di un prestigioso laboratorio che ha dato un grande contributo nella comprensione dell'epigenomica. Ma che cos'è? Ce lo spiega Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale all’Istituto Europeo di Oncologia&nbsp;</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336643273_95.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Genoma ed epigenetica" width="280">Molti scienziati ne sono sempre più convinti: il futuro della ricerca è nell’epigenomica. E per capirne di più occorre cominciare dall’inizio, perché la rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni ci ha permesso di fare veri e propri passi da gigante, difficili da comprendere per chi non «mastica» la ricerca come pane quotidiano.</p> <p style="text-align: justify;">Il genoma è l’insieme delle informazioni ereditarie di un organismo. Ogni organismo, compreso l'uomo, ha un genoma costituito da un acido nucleico (DNA o RNA) che contiene tutte le istruzioni necessarie per costruire e mantenere tale organismo. La genomica è la disciplina che studia i genomi: il confronto tra genomi di diverse specie offre una panoramica sul modo in cui la vita si è evoluta, mentre il confronto delle differenze tra individui della stessa specie permette di determinare il make-up genetico di un individuo. Questa conoscenza è stata resa possibile dalla rivoluzione tecnologica che consente oggi il sequenziamento del DNA in tempi sempre più brevi.</p> <p style="text-align: justify;">Ci sono però dei composti chimici che possono modificare o «marcare» il genoma, pur senza cambiare la sequenza del DNA, in modo tale da dirgli cosa fare, dove farlo e quando farlo. La rete di regolamentazione di questi composti costituisce l’epigenoma (derivato dal greco, significa «sopra» il genoma) che ha quindi il compito di guidare il genoma.</p> <p style="text-align: justify;">Stili di vita e fattori ambientali possono però esporre una persona ad attacchi chimici che cambiano l’epigenoma: in altre parole, <strong>l’epigenoma può cambiare in base a ciò che si mangia e si beve, se si fuma, quali farmaci si prendono, quali e quanti fattori inquinanti si incontrano e anche quanto velocemente il nostro corpo invecchia</strong>. Modifiche all’epigenoma da parte di questi segnali esterni si riflettono inevitabilmente anche sul genoma: lo studio dell’epigenoma<strong> </strong>(l’epigenomica, appunto) ci permette di studiare quindi gli effetti dell’ambiente sul genoma. Come si traduce tutto questo nella pratica?<br> <strong>&nbsp;</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;</strong><strong>I ricercatori hanno messo in relazione modifiche all’epigenoma con vari tipi di cancro, diabete, malattie autoimmuni e malattie mentali</strong>. Si stima che <strong>circa l’80 per cento dei tumori abbia una causa identificabile riconducibile allo stile di vita o all’ambiente</strong> (cause non ereditarie). Analoghe alterazioni all’epigenoma sono state osservate infatti, in tutti i tipi di cancro, indipendentemente dalla loro origine, e in tutte le fasi di sviluppo. L’epigenoma controlla la corretta accensione o spegnimento anche di geni coinvolti nella crescita cellulare. Quindi, alterazioni che si verifichino al momento sbagliato o nella cellula sbagliata possono causare il caos e la conversione di cellule normali in cellule tumorali che crescono fuori controllo.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Oggi, dopo anni di lunghissimi studi, gli scienziati possiedono finalmente la conoscenza e gli strumenti tecnologici per confrontare sia i genomi che gli epigenomi di cellule normali e tumorali ed evidenziare eventuali cambiamenti che possano spiegare lo sviluppo del tumore. La sfida del futuro sta tutta qui: fornire le basi molecolari per progettare nuovi farmaci e terapie personalizzate.<br> <br><strong>Pier Giuseppe Pelicci</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la Scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 10 May 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336643349</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336643273_95.jpg" length="94244" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336643334_26/108511342.jpg" length="94244" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">genoma</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">epigenomica</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>4 tappa: Verona-Verona 33,2 km
Obesità e sovrappeso: le tappe più importanti da vincere</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4346</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Sono in pericoloso aumento soprattutto tra bambini e giovani. E a loro l’esperto suggerisce i principi di una corretta alimentazione, facili da seguire. Lo facciamo oggi a Verona, sede dell’AIDAP, Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336395684_45.jpg?r=4&amp;w=200&amp;h=0" alt="Un bimbo su 4 è obeso">Si legge e dice spesso "tutto va bene quando l'appetito non manca", direi niente di più vero ma non tutto ciò che è a portata di mano e bocca va bene e ci fa del bene.</p> <p style="text-align: justify;">Spesso la colpa viene dalla genetica, ma la percentuale più alta deriva dagli errori commessi a tavola ogni giorno e non soltanto: i fuori pasto sono spesso i più pericolosi per la nostra salute. In poche parole dobbiamo sempre prestare attenzione a quanto e a quello che mangiamo.</p> <p style="text-align: justify;">L ‘obesità infantile è in crescita, con 1 bimbo su 4.&nbsp; Complessivamente in Italia sono oltre quattro milioni le persone obese e più di sedici milioni gli adulti in sovrappeso.&nbsp; E si stima che nel 25%, tra bambini e adolescenti obesi, sia presente la sindrome metabolica (alti livelli di glicemia, trigliceridi e ipertensione arteriosa), e il 40% potrebbe avere il fegato grasso. Il sovrappeso deve metterci in allarme perché é soltanto qualche gradino più sotto dell'obesità, una vera e propria patologia.</p> <p style="text-align: justify;">La parola obesità deve spaventarci perché non è mai sola: l'eccesso di peso aumenta il rischio di differenti patologie che influenzano la principale "centrale" del nostro corpo umano, cioè il cuore e quindi l'intero sistema cardiovascolare. Ecco che siamo soggetti a ipertensione, ipercolesterolemia e diabete, condizioni che aumentano il rischio di infarto e ictus.</p> <p style="text-align: justify;">Il nostro peso dipende dal rapporto tra energia assunta, attraverso il cibo che mangiamo, ed energia utilizzata. Ogni volta che rompiamo l'equilibrio tra fabbisogno energetico ed assunzione di calorie ecco che sono possibili due diverse strade, l'aumento o la diminuzione di peso.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Decalogo per i bambini del mangiar sano</strong></p> <p style="text-align: justify;">Per imparare a mangiar sano e cucinare con la testa per la nostra salute, ecco il mio decalogo salutare che tutta la famiglia deve rispettare:</p> <p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong> Mangiate tante porzioni di frutta e verdura al giorno. Contengono fibre idrosolubili, sali minerali e molte vitamine.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong> I cereali in chicchi sono il carburante naturale del corpo umano. Non devono mai mancare sulla tavola riso, orzo, farro, mais, quinoa, segale. Chiedeteli alla mamma, sono buonissimi!</p> <p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong> Consumate regolarmente il pesce, limitate al massimo la carne e i salumi. Se proprio non potete farne a meno, scegliete la carne bianca.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong> Mangiate latticini (latte, formaggio, creme, gelati…) ma non troppi!</p> <p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong> Utilizzate meno sale possibile.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong> Per condire scegliete l’olio extravergine di oliva.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>7.</strong> Andate a fare la spesa insieme ai vostri genitori: così potete scegliere insieme cosa vi fa davvero bene!</p> <p style="text-align: justify;"><strong>8.</strong> Cucinate e mangiate insieme ai vostri genitori. Tutto sarà più divertente e… più buono. E potrete preparare le vostre ricette preferite.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>9.</strong> Raccontate ai vostri genitori cosa avete mangiato durante la giornata: loro sanno cosa vi fa bene e cosa… meno!</p> <p style="text-align: justify;"><strong>10.</strong> Non mangiate mai con la tv accesa o una console in mano. Chiacchierare a tavola, tutti insieme, è molto meglio!</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Marco Bianchi</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 09 May 2012 10:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336395781</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336395684_45.jpg" length="188327" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336395737_42/istock_000013621341xsmall.jpg" length="188327" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">aidap</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Marco Bianchi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sovrappeso</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">obesità infantile</category></item><item><title>Sigma sostiene Fondazione Veronesi</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4355</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.supersigma.com/"><strong><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336486179_29.jpg?r=4&amp;w=380&amp;h=285" alt="">Sigma</strong></a>, gruppo leader della distribuzione organizzata, ha scelto di sostenere la Fondazione Veronesi: <strong>i clienti Sigma</strong>, infatti, attraverso la raccolta punti “Premiaty” 2012/2013, <strong>potranno scegliere di donare € 3,00 ai progetti di ricerca</strong> della Fondazione e <strong>ricevere contestualmente l’Agenda della Salute&nbsp;<em>“La salute in tasca”</em></strong>, un'utile guida sugli esami medici da effettuare in ottica di prevenzione.</p> <p style="text-align: justify;">La partnership tra Sigma e Fondazione Veronesi si concretizza anche nella partecipazione dei ricercatori della Fondazione ad una rubrica sul magazine bimestrale del gruppo emiliano, con articoli che affronteranno di volta in volta temi legati alla ricerca scientifica, alla salute, alla prevenzione.</p> <p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni visita il sito di <a href="http://www.supersigma.com/gruppo-sigma/solidarieta/"><strong>Sigma</strong></a></p>]]></description><pubDate>Tue, 08 May 2012 14:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1336486209</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336486179_29.jpg" length="61575" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sigma</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/multimedia/previewalignment">right</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sostegno</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>3 tappa: Horsens-Horsens 190 km
La formula magica del futuro: 20-20-20</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4335</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>E’ la sintesi del programma dell’Unione Europea per l’energia: tagli del 20% del gas serra, riduzione del 20% dei consumi di energia, copertura del 20% di bisogno energetico con le rinnovabili. L’esempio straordinario della Danimarca</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336377916_91.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=369" alt="Pale eoliche">La presenza del Giro d’Italia in Danimarca ci offre lo spunto per affrontare il tema, di grandissima attualità, dell’energia sostenibile e in particolare quello dell’energia eolica. Infatti <strong>la potenza eolica per chilometro quadrato installata in Danimarca è&nbsp; cinque volte maggiore di quella&nbsp; media europea</strong> con oltre 5500 turbine a terra e ben 11 parchi eolici off shore, posti cioè a diverse miglia dalla costa, per sfruttare la maggiore esposizione ai venti. La Danimarca possiede uno tra i più grandi impianti eolici al mondo di questo tipo ed è stata la prima nazione a installarne uno.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>SOLE, VENTO, MARE -</strong> Ma cosa sono le energie rinnovabili e perché sono così importanti? Energia rinnovabile per la verità è un’espressione un po’ impropria perché <strong>non è l’energia a essere rinnovabile, ma le fonti che si utilizzano per produrla</strong>. &nbsp;Quella che viene definita “energia rinnovabile” è dunque quella che sfrutta fonti che non sono soggette a esaurimento, come per esempio il sole, il vento, le maree, le risorse idriche o le biomasse. Queste risorse vengono sfruttate e trasformate in energia utile all’uomo, come l’energia elettrica o quella termica, ma continuano a essere disponibili per nuova produzione di energia.&nbsp; La loro importanza è emersa con la crisi petrolifera del 1970 quando si comprese che i combustibili fossili, come il carbone, il petrolio o il gas sono viceversa fonti destinate a esaurirsi. Da allora la ricerca si è sempre più interessata alle possibili fonti rinnovabili di energia e a migliorare l’efficienza degli impianti di produzione.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>E’ L’ANNO DELL’ENERGIA PULITA -</strong> Ma c’è un altro aspetto, indissolubilmente legato con la produzione di energia e di cui si sente sempre più l’importanza. E’ quello della sostenibilità delle fonti energetiche. Tra le fonti rinnovabili infatti, alcune non producono danni sull’ambiente, in quanto <strong>non incidono sull’aumento di gas serra né sull’inquinamento</strong>. &nbsp;Quando le fonti utilizzate sono di questo tipo, e cito per tutte il solare e l’eolico, si parla di energia sostenibile. Proprio per l’importanza dell’energia “pulita” per lo sviluppo del pianeta, il 2012 è stato designato dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti”.</p> <p style="text-align: justify;">L’Europa da tempo ha compreso di dover operare scelte politiche per favorire la migrazione sempre più rapida verso le fonti sostenibili. Per questo già nel 2009 la UE ha varato un programma, noto come 20-20- 20, che prevede per il 2020 il taglio del 20% delle emissioni di gas serra, la riduzione del 20% dei consumi di energia e la copertura del 20% del fabbisogno energetico con le rinnovabili. <strong>&nbsp;L’ Italia è sulla buona strada per rispettare i suoi impegni nella produzione di elettricità da rinnovabili, ma occorre puntare ancora più in alto e finanziare la ricerca in questo settore</strong>. Basti pensare che la Danimarca è andata ben oltre prevedendo, già nel 2050 di affrancarsi completamente dai combustibili fossili.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Marina Carpineti</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 07 May 2012 10:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336377936</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336377916_91.jpg" length="93297" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336377887_74/118343369.jpg" length="93297" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">energie rinnovabili</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">danimarca</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category></item><item><title>Siamo ancora una civiltà barbara</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4334</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336377137_81.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=0" alt="" class="eve_alignleft">Avremmo dovuto accoglierla &nbsp;con esultanza e grande entusiasmo, invece la notizia che lo Stato americano del Connecticut ha abolito, alcuni giorni or sono,<strong> la pena di morte è passata quasi ignorata</strong>. Ogni volta che nel mondo uno stato cancella dal proprio regolamento quella che ormai si ritiene unanimemente una punizione crudele,&nbsp;disumana e degradante,&nbsp;io credo che si celebri una vittoria del diritto e della civile democrazia. La pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti. Non ha effetto deterrente e il suo uso sproporzionato contro poveri ed emarginati è sinonimo di discriminazione e repressione. <strong>La pena di morte viene dai tempi bui del passato e &nbsp;rimane un residuo di quel passato</strong>, come a lungo lo sono state la schiavitù e la tortura, che la coscienza universale ha cancellato.</p> <p style="text-align: justify;">Da tempo la mobilitazione di enti, istituzioni e la comune coscienza civile dei più sta conducendo la battaglia abolizionista; cinque anni or sono l’ONU ha approvato una storica risoluzione – ricordo che l’ha presentata l’Italia – per la moratoria universale della pena di morte, cioè <strong>una sospensione internazionale delle esecuzioni capitali</strong>.&nbsp; Anche il movimento Science for Peace, creato dalla mia fondazione, ha lanciato una petizione per l’abolizione della pena di morte, perché i fini ultimi della scienza sono la tutela dei diritti umani e la lotta alla violenza in ogni sua forma. &nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Era scientifico, ancor prima che etico, il ragionamento di Cesare Beccaria nel suo famoso trattato “Dei delitti e delle pene”, pubblicato nel 1764, che condannava la pena di morte anche come esempio di contraddizione giuridica: “Parmi assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio.”</p> <p style="text-align: justify;">Ma un’altra notizia, passata anch’essa quasi inosservata e proveniente sempre dagli Stati Uniti, mi lascia sgomento. E’ stato mandato a morte Michel Sensor, 57 anni, nello Stato di Oklahoma, per aver ucciso un uomo durante una rapina. Non è solo l’esecuzione capitale che rimane inaccettabile ma il fatto che quest’uomo era stato condannato 37 anni fa, quando di anni ne aveva solo 20. Mi chiedo se si può ritenere colpevole di morte un uomo dopo 37 anni di carcere e mi chiedo se Michel Sensor fosse la stessa persona&nbsp; che ha progettato ed effettuato&nbsp; un crimine 37 anni prima. Infatti è stato dimostrato che il cervello&nbsp; dall’infanzia in poi si rigenera e si riplasma nel tempo e dunque il Michel mandato a morte non era il Michel che aveva ucciso; ma soprattutto è dimostrato che la speranza di rieducare una mente&nbsp; che ha avuto&nbsp; comportamenti devianti&nbsp; c’è ed è concreta.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Le neuroscienze dimostrano inequivocabilmente&nbsp; <strong>l’ assurdità della pena di morte</strong> che, alla luce delle&nbsp; conoscenze attuali sul cervello e sulla mente umana,&nbsp; appare chiaramente come&nbsp; <strong>uno strumento di giustizia barbaro e obsoleto</strong>.&nbsp; Infatti è nato&nbsp; in civiltà&nbsp; primitive, che avevano&nbsp; conoscenze dell’uomo e del Pianeta&nbsp; infinitamente più limitate e condizioni di vita infinitamente più arretrate. Erano mondi che si reggevano sulla violenza e&nbsp; in cui il valore&nbsp; della&nbsp; singola vita umana era quasi nullo, mentre le&nbsp; società moderne si reggono sul rispetto dei diritti umani e la condanna della violenza.&nbsp; Invece&nbsp; uccidere un assassino, per quanto colpevole di delitto, è un modo per legittimare il principio della vendetta e per legalizzare la cultura&nbsp; della violenza e dell’aggressività.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Veronesi</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>]]></description><author>Daniele Banfi</author><source url="http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4334">Daniele Banfi</source><pubDate>Mon, 07 May 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336377214</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336377137_81.jpg" length="92860" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336377208_48/87837278.jpg" length="92860" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Science for Peace</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">pena di morte</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/archive">201205</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>2 TAPPA: HERNING-HERNING 206 KM
C'è del Nobel in Danimarca</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4328</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Oggi il Giro d'Italia affronta la seconda tappa. Ci troviamo in Danimarca, terra di grandi scienziati e premi Nobel</p> <ul> <li class="eve_page_list" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/" target="_blank">Giro d'Italia: scopri l'appuntamento giornaliero con "Correre con la scienza"</a></strong></li> </ul> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336289348_92.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=338" alt="">Per un Giro d'Italia è veramente strano partire dalla Danimarca. Eppure non è la prima volta che accade che la “Corsa Rosa” parta da una nazione estera. Questo nazione, che supera di poco i 5 milioni di abitanti, ha una superficie paragonabile a due volte la Lombardia. Gli appassionati di ciclismo la ricordano sicuramente per aver dato i natali a numerosi professionisti come Bjarne Riis, vincitore di un Tour de France e attuale team manager di una delle squadre presenti al Giro oggi. Eppure la Danimarca, oltre ad essere una nazione dove l<strong>a bicicletta è uno stile di vita</strong>, è conosciuta in tutto il mondo per essere la terra di diversi <strong>premi Nobel</strong> in campo scientifico. Nonostante sia così piccola ne può annoverare ben <strong>5 in medicina, 3 in fisica e uno in chimica</strong>.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>RESPIRAZIONE-</strong> Tra i Nobel per la medicina che più hanno dato un contributo notevole al progresso delle scienze c'è August Krogh. Già nel 1920, grazie ai suoi studi sull'apparato respiratorio delle rane, riuscì a progettare un'apparecchiatura in grado di misurare il metabolismo basale. Si tratta di un parametro, misurato in chilocalorie, che <strong>quantifica il dispendio energetico di un corpo a riposo</strong>. Per intenderci l'energia necessaria ad assolvere a funzioni quali la espirazione, la circolazione sanguigna la digestione e così via. Si calcola che il metabolismo basale corrisponda a circa il 50% dell'energia necessaria durante una giornata. Ma il suo valore può raggiungere anche picchi più elevati. Questa variabilità è dovuta a diversi fattori come la temperatura corporea e il grado di allenamento. Non a caso gli sportivi professionisti hanno un metabolismo basale molto più elevato di chi non pratica attività fisica.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>VITAMINA K-</strong> Altro Nobel danese per la medicina fu Henrik Carl Peter Dam, in collaborazione con lo scienziato americano Doisy. A loro va il merito di aver scoperto la vitamina K ed averla sintetizzata (Doisy). Si tratta di una vitamina molto particolare che, oltre ad essere presente in alcune verdure come broccoli e cavoli, viene sintetizzata in gran parte da alcuni microrganismi presenti all'interno dell'intestino. La vitamina K è <strong>fondamentale per il processo di coagulazione del sangue</strong>. Grazie al fegato infatti viene utilizzata come fattore per la sintesi della protrombina, una molecola implicata nella formazione dei coaguli.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>ATOMO- </strong>Ma la Danimarca non è solo medicina. Probabilmente lo scienziato più famoso è da considerarsi Niels Bohr, fisico e matematico vincitore del Nobel per la fisica nel lontano 1922. A lui il merito di aver dato un prezioso contributo nella <strong>comprensione della struttura dell'atomo</strong>. Strana storia quella della famiglia Bohr. A distanza di più di 50 anni è un altro Bohr a vincere il Nobel per la fisica: è il figlio, Aage Niels Bohr.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>TUMORI- </strong>Infine un piccolo giallo. Nel 1926 il Nobel per la medicina fu assegnato, dopo un anno di pausa, allo scienziato danese Johannes Andreas Grib Fibiger. Le sue ricerche si concentrarono particolarmente sull'origine delle neoplasie. Tra le cause dell'insorgenza di tumore individuò un nematode (<em>Spiroptera carcinoma)</em>. Questa scoperta gli valse il Nobel. <strong>Dopo però solo pochi anni si scoprì l'infondatezza di tale scoperta</strong>. In realtà questi vermi non erano carcinogeni ma bensì in grado di scatenare un'infiammazione che, in aggiunta alla scarsa nutrizione a cui erano sottoposti i topi oggetto dello studio, poteva generare una neoplasia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://twitter.com/#!/danielebanfi83" target="_blank">Daniele Banfi</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sun, 06 May 2012 10:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336289301</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336289348_92.jpg" length="84055" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336289308_27/108534645.jpg" length="84055" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">premi nobel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">scienziati danesi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category></item><item><title>1 tappa: herning-herning 8,7 km
Correre con la scienza</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4314</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Parte oggi dalla Danimarca il Giro d'Italia 2012. L'appuntamento è ogni giorno con "Correre con la scienza",&nbsp;un'occasione per comunicare al grande pubblico come la ricerca contribuisca a migliorare la qualità della vita di tutti noi</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336137631_14.jpg?r=4&amp;w=280&amp;h=0" alt="">Io penso che lo sport abbia molte e sorprendenti attinenze con il mondo della ricerca scientifica. <strong>Entrambi mirano a una meta, la conquista di un primato o la scoperta di una verità</strong>; entrambi procedono con tappe successive e il traguardo non è mai immediato; i protagonisti di questi due mondi per competere devono essere preparati e allenati: chi la mente, chi il fisico; non improvvisano, dietro ogni loro performance ci sono ore e ore di lavoro, spesso in solitudine. &nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Per questi motivi la Fondazione che ho creato per il progresso delle scienze si è alleata&nbsp; spesso al mondo dello sport. Soprattutto di uno sport popolare come il ciclismo e anche quest’anno è di nuovo a fianco dei corridori nella loro prova più impegnativa: il <strong>Giro d’Italia</strong>, la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo. Ho chiamato “<strong>correre con la scienza</strong>” la nostra partecipazione perché ad ogni tappa gli esperti della Fondazione &nbsp;racconteranno i progressi della ricerca medica, ci illustreranno le università dove si “allenano” gli scienziati, ci spiegheranno i segreti dei centri di ricerca dove si realizzano le straordinarie conquiste delle terapie più innovative.</p> <p style="text-align: justify;">Così, attraverso il racconto delle gesta di campioni sportivi c’è il racconto di un altro mondo, quello della ricerca scientifica che nel silenzio dei laboratori è impegnato nella battaglia della vita.<strong> E’ importante la promozione della cultura della scienza perché ci sia in tutti la consapevolezza che ogni piccolo passo del complesso mondo scientifico diventi subito patrimonio di tutti e perché gli insegnamenti della Scienza si trasformino in modelli di salute</strong>.</p> <p style="text-align: justify;">La scienza è un’attività umana inclusiva, presuppone un percorso cooperativo verso una meta comune ed è nella scienza che gli ideali di libertà e dignità di tutti gli individui hanno sempre trovato la loro costante realizzazione. La ricerca scientifica è ricerca della verità, perseguimento di una meta, che fa progredire l’umanità.</p> <p style="text-align: justify;">In particolare, la ricerca biomedica promuove un bene umano irrinunciabile quale la salute e la vita stessa, e ha un’ispirazione propriamente umana, poiché mira alla tute­la dei più deboli, le persone ammalate, contrastando talora la natura con la cultura e con la ragione diretta alla piena realizzazione umana.</p> <p style="text-align: justify;">Promuovere la scienza significa proteggere l’esercizio di un diritto umano fondamentale, la libertà di perseguire la conoscenza e il progresso, ma anche più profondamente <strong>favorire lo sviluppo di con­dizioni di vita migliori per tutti</strong>. E’ questo il messaggio che vorrei portare insieme ai campioni che si sfidano sulle strade d’Italia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Veronesi</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sat, 05 May 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336124012</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336137631_14.jpg" length="1727373" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336138424_75/dv843023.jpg" length="65258" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">correre con la scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category></item><item><title>ALEX ZANARDI 
Io ce l’ho fatta</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4316</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Alex Zanardi che presenta in tv ad ogni tappa del Giro d’Italia “Correre con la scienza”, ha saputo reagire con coraggio ammirevole alla tragedia che lo privò delle gambe. Ed ora aiuta altri bambini sfortunati</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336138522_10.jpg?r=4&amp;w=260&amp;h=0" alt="Alex Zanardi">“Se vai sul Dizionario dei sinonimi e cerchi ciclismo, dovresti trovare <em>fatica</em>. E l’immagine più vera è la faccia di chi taglia il traguardo dopo una tappa di montagna.” Il pilota Alex Zanardi di fatica se ne intende, e anche di traguardi tagliati da vincitore. I suoi sport sono il kart, la Formula 1, e infine la handbike, la bicicletta spinta a forza di braccia che l’ha visto trionfare il 19 marzo scorso nella Maratona di Roma. Considera il Giro d’Italia la gara di ciclismo più importante del mondo, e con “una storia unica”. Alex è nato nel ’66, ma non ha mai tifato per Merckx&nbsp; o per Gimondi: “Forse sembrerà incredibile, ma non ero un bambino sportivo, ero una specie di Brutto Anatroccolo grassottello, e alle partitelle di calcio della&nbsp; mia scuola me ne stavo in panchina.”</p> <p style="text-align: justify;"><strong>CHI MI HA AIUTATO -</strong> Lo sport lo aspettava da un’altra parte. La sua prima gara di kart a 14 anni, poi pilota di F3, e nel 1991 di Formula 1. &nbsp;Un intervallo negli Stati Uniti, dove vince il campionato della formula Cart americana nel 1997 e nel 1998, con autentiche imprese che fanno impazzire le folle. Torna in Italia in F1, e il 15 settembre 2001 è in prima posizione sul circuito del Lausitzring, in Germania, quando avviene il terribile incidente: a tredici giri dal termine, Zanardi rientra ai box per un rabbocco precauzionale di carburante, e tornando in pista perde il controllo della vettura, che fa un testa-coda e si mette di traverso proprio mentre sopraggiunge un altro bolide. Nell’impatto violentissimo Zanardi riporta l’istantanea amputazione delle gambe. Fu dato per spacciato, ma in- credibilmente si riprese. Adesso è di nuovo un campione. Racconta: “Tutti mi chiedono come ho fatto. Quando sono uscito dal coma, il mio primo pensiero è stato che avevo un sacco di cose da fare, e che le avrei fatte. Anche senza gambe. Facendo sport s’impara che ogni giorno bisogna spostare l’asticella un po’ più in su, e non accontentarsi mai, non fermarsi mai. Questo vale per lo sport, e anche per la vita. No, non sono stato aiutato da uno psicologo, ma da persone che mi sono state vicine. Io penso che ognuno di noi deve trovare la chiave per entrare dentro se stesso. Nessuno ha questa chiave, ce l’abbiamo in mano noi.”</p> <p style="text-align: justify;">Per Alex Zanardi la vita è una sfida sempre rinnovata: “Nel 2003 sono tornato sul circuito di Lausitz con un’auto appositamente modificata. Ci tenevo a fare quegli ultimi 13 giri che non avevo potuto fare. Li ho fatti, e con un ottimo tempo: sarei stato quinto.” &nbsp;Adesso il prossimo obiettivo sono le Paralimpiadi di Londra con l’handbike: “Ho il sogno di tornare con una medaglia al collo. Se m’impegno, non mi sembra così impossibile.”</p> <p style="text-align: justify;"><strong>DIVERSAMENTE ABILI -</strong> La sua cifra stilistica sembra quella di vincere mantenendo la semplicità, e facendo dell’ironia. A Budrio, dove c’è un centro di progettazione e produzione di protesi tra i più avanzati al mondo (“Come Italia possiamo esserne fieri”) il campione ha riavuto le gambe, gambe tecnologiche che lo servono benissimo. Che cosa ha provato a ricamminare? “Devo essere sincero? La prima cosa che mi ha reso a una dimensione di normalità è stato vedere che potevo di nuovo fare la pipì stando in piedi.”</p> <p style="text-align: justify;">Stesso&nbsp; <em>understatement</em> per il gradimento che ha riscosso nella sua nuova veste di conduttore della trasmissione “E se domani” : nanotecnologie, robotica, i pericoli di un mondo invaso dalla plastica, il futuro del pianeta, design e tecnologia. Tutto presentato semplicemente, con affabilità: “Ma sono gli autori e gli inviati della trasmissione, ad essere bravi.”</p> <p style="text-align: justify;"><strong>BIMBINGAMBA -</strong> Ha dedicato la sua recente vittoria nella Maratona di Roma ai “diversamente abili”, con le stesse parole affettuose con cui cerca di spiegare &nbsp;la vita a suo figlio Niccolò, di 14 anni: “Bisogna essere curiosi del mondo, e reagire alle cose negative. E’ importante &nbsp;avere degli obiettivi, è importante tutto quello che fai per raggiungere il risultato.”</p> <p style="text-align: justify;">Da anni Alex Zanardi aiuta bambini e ragazzini a reagire alle cose negative. Con l’Associazione onlus “<strong><a href="http://www.bimbingamba.com/" target="_blank">Bimbingamba</a></strong>” ha ridato un progetto di vita a chi è venuto al mondo senza un arto per malformazione congenita, o l’ha perso saltando in aria su una mina nei Paesi della guerra. Paesi troppo poveri per fare qualcosa. Ricorda una bimba indiana &nbsp;alla quale una tigre aveva mangiato un braccio, ricorda un ragazzino che aveva perso le gambe cadendo in una fossa piena di fuoco, e soprattutto ricorda Annamaria: “Una ragazzina moldava, venuta al mondo senza un braccio. La prima volta che la vidi, camminava fissando il pavimento. Non vedere gli sguardi degli altri era la sua unica difesa. “</p> <p style="text-align: justify;">Grazie all’Associazione, a Budrio le dettero il braccio, la mano. Una mano talmente simile al vero che la bimba volle laccarsi le unghie. Aspettò che arrivasse Alex: “Era lì con il suo boccettino di lacca su un tavolino, e non guardava più il pavimento. Mi guardava negli occhi, con un sorriso felice.”</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Cremonese</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sat, 05 May 2012 03:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336126129</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336138522_10.jpg" length="2055644" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336138642_54/_mg_8408.jpg" length="2579860" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alex zanardi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category></item><item><title>PREVENZIONE
Le regole d’oro per vivere in salute</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4319</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Arriva in edicola il volume di Umberto Veronesi dedicato alla prevenzione a 12,90 euro più il prezzo di Corriere o Gazzetta</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336139033_23.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="">Vivere a lungo e in buona salute si può. In questo mio ultimo libro ho voluto riunire le «regole d’oro» per una vita in salute, che si avvicini il più possibile alla definizione del concetto di salute data nel 1948 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: «Uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non la semplice assenza dello stato di malattia». Voglio qui ricordare un importante studio&nbsp; effettuato in Gran Bretagna dal 1993al 2007 da ricercatori dell’Università di Cambridge insieme con il Medical Research Council, istituzione di grande e rigorosa fama scientifica, che ha avuto come scopo quello di valutare quale impatto abbia sulla speranza di vita il modo in cui viviamo. La risposta è stata una bella sorpresa: si può addirittura allungare di 14 anni &nbsp;la speranza di vita se si seguono quattro regole fondamentali: assenza di tabacco, consumo di vino uguale o inferiore a un bicchiere per giorno, consumo di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, esercizio fisico per mezzora al giorno. La natura non è soltanto intorno a noi, ma è dentro di noi, e le grandi scoperte della genomica, che hanno caratterizzato il decennio appena trascorso, ci stanno rivelando gli inaspettati legami tra il nostro assetto genetico e i fattori esterni che possono determinare uno stato di salute oppure di malattia. Per esempio, il 30 per cento dei tumori è provocato dal fumo, ma un altro 30 per cento è da attribuire a un’alimentazione sbagliata.</p> <p style="text-align: justify;">Ci sono comportamenti che salvaguardano il nostro organismo, non solo mantenendolo in buona salute, ma sfruttando gli aiuti potenti che ci offre la natura. Per esempio, ci sono cibi protettivi che combattono efficacemente i tumori e le malattie cardiovascolari e sui quali si sta organizzando la nuova scienza della nutraceutica, basata sul principio secondo il quale l’alimentazione è una vera e propria terapia. Il rischio di malattie e di tumori si può ridurre in modo relativamente semplice e senza rischi di alcun genere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima per esempio che un sufficiente apporto di frutta e di legumi permetterebbe di scongiurare tre milioni di decessi, mentre un moderato movimento fisico quotidiano taglierebbe di due milioni i decessi dovuti alla &nbsp;sedentarietà.</p> <p style="text-align: justify;">In questo libro ho voluto dedicare un’ampia parte alla alimentazione sana e protettiva, con approfondimenti degli studi scientifici più aggiornati, e con inediti zoom su argomenti particolari, come quello dei cibi che non appesantiscono la mente. Il lettore troverà una piramide alimentare inedita e anche inusuale perché non prevede il consumo, neppure limitato, di carne. Parallelamente, così come possiamo mantenere in buone condizioni il nostro fisico, altrettanto possiamo fare per la nostra mente, in modo da costruire quel «benessere mentale» che fa parte della storica definizione di salute data dall’Oms.</p> <p style="text-align: justify;">Sono passati tanti secoli da quando Ippocrate gettò per primo le basi razionali della medicina, insegnando che l’ambiente e i comportamenti influiscono sullo stato di salute. Questa antica intuizione è ancora valida, anche se la medicina della nostra era, da quando Watson e Crick scoprirono la struttura a doppia elica del Dna, è arrivata al cuore della vita. Ora sappiamo che tutte le entità viventi sono determinate dall’assetto genetico, ma che questo assetto genetico, a sua volta, è correlato da vicino con i nostri modi di vivere. Intendiamoci: i geni non cambiano a seconda delle circostanze, ma la loro attività, quella sì, può dipendere dall’ambiente e dagli stili di vita. È un discorso molto complesso, ma in fondo ha una sua incoraggiante semplicità. La grande medicina delle grandi scoperte, con tutte le sue conquiste, prima fra tutte la nuova scienza della genomica, ci sta dando le prove scientifiche, sostenute da inoppugnabili evidenze, che con le carte che abbiamo in mano possiamo giocare una partita vincente. &nbsp;La speranza di vita si è allungata in tutti i paesi sviluppati (l’Italia è nella pattuglia di testa), ma questo non deve bastarci, perché adesso dobbiamo vincere la prossima sfida: quella della qualità della vita. In fondo è semplice, fa parte dell’esercizio della nostra libertà sapere che mettendo in atto i consigli e le raccomandazioni della scienza possiamo preservare in noi il piacere della vita.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Veronesi</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/correreconlascienza/">Correre con la scienza: scopri tutte le tappe</a></strong></p>]]></description><pubDate>Sat, 05 May 2012 02:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336128993</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336139033_23.jpg" length="37960" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336138770_22/librosalute.jpg" length="37960" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">libro della salute</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">giro d'italia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">giro d'italia 2011</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">giro2012</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">giro d'italia</category></item><item><title>A la Rinascente per un aperitivo all'insegna della salute</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4321</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337162662_28.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=258" alt="">Prevenzione. Se ne parla tanto ma, per moltissime persone questa parola rimane senza valore, non destinata a trasformarsi in un&nbsp; impegno personale nei confronti della propria salute.</p> <p style="text-align: justify;">Stili di vita. L’alimentazione sana e corretta, insieme all’attività fisica quotidiana rappresentano un valido alleato di prevenzione di tante patologie comuni. Dettami che ogni giorno ormai ci accompagnano nella nostra quotidianità, ma che difficilmente riusciamo ad applicare.</p> <p style="text-align: justify;">Per questo, <strong>la Fondazione Umberto Veronesi insieme a la Rinascente ha voluto organizzare sei incontri aperti al pubblico, in linea con il proprio obiettivo di divulgazione scientifica e promozione di una cultura volta alla diagnosi precoce</strong>.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Di seguito il calendario degli eventi:</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Martedì 15 maggio</strong></p> <p>“Metti in tavola cibo e salute: I principi per una sana alimentazione”</p> <p><em>Lucilla Titta, </em>Ricercatrice nutrizionista del Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Martedì 5 giugno</strong></p> <p>“Prevenzione oncologica: possiamo fare molto.”</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Martedì 10 luglio</strong></p> <p>“Per essere persone di buon cuore: Stili di vita e malattie cardiache”</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Martedì 11 settembre</strong></p> <p>“Malattie Sessualmente Trasmissibili : conoscerle per evitarle.”</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Martedì 9 ottobre</strong></p> <p>“Influenza e vaccini : un binomio obbligato? ”</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Martedì 6 novembre</strong></p> <p>“Sigaretta ? Mai dire sì ”</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>Gli incontri si terranno alle ore 18.00</strong></p> <p><strong>presso il Bar della Rina</strong></p> <p><strong>Design Supermarket, piano -1</strong></p> <p><strong>la Rinascente, Milano Piazza Duomo.</strong></p> <p><strong>&nbsp;</strong></p> <p><strong>Per partecipare gratuitamente scrivere a: <a href="mailto:fondazioneveronesi@rinascente.it">fondazioneveronesi@rinascente.it</a></strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 04 May 2012 14:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1336142628</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1337162662_28.jpg" length="79563" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/multimedia/previewalignment">top</category></item><item><title>Presentazione del libro "Il primo giorno senza cancro"</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4320</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336139792_37.jpg?r=4&amp;w=137&amp;h=214" alt="">Verrà presentato a Torino, durante il Salone Internazionale Del Libro, <strong>"Il primo giorno senza cancro"</strong>, nuova opera di<strong> Umberto Veronesi</strong>, edito da<strong> <a href="http://www.edizpiemme.it/" target="_blank">Piemme</a></strong>: un libro positivo e ottimista, che mette in luce i progressi effettuati in questo difficile e doloroso cammino, le maggiori scoperte, la rivoluzione copernicana della moderna oncologia, evidenziando le battaglie che abbiamo vinto e quelle che ci proponiamo di vincere nel prossimo futuro, le speranze più concrete per il domani e le certezze a cui aggrapparsi fino d’ora.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p>Auditorium Lingotto Fiere, Via Nizza 280, Torino</p> <p>Sabato 12 maggio, ore 16.30</p> <p>Intervengono: Umberto Veronesi, Mario Calabresi, Andrée Ruth Shammah</p> <p>&nbsp;</p>]]></description><pubDate>Fri, 04 May 2012 13:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1336139842</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336139792_37.jpg" length="14079" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">il primo giorno senza cancro</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">piemme</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/multimedia/previewalignment">top</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">umberto veronesi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">libri</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">mario calabresi</category></item><item><title>Giro d'Italia 2012: correre con la scienza</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4313</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Fondazione Umberto Veronesi e Giro d'Italia: un binomio vincente che per il secondo anno si consolida per sostenere la ricerca. Appuntamento da domani</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336116067_58.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=3426" alt="Alex Zanardi">Anche quest’anno la<strong> Fondazione Umberto Veronesi</strong> sarà presente al <strong>Giro d’Italia (5-27&nbsp;maggio)&nbsp;</strong>in veste di partner scientifico per comunicare al grande pubblico come la ricerca contribuisca a migliorare la qualità della vita di tutti noi.</p> <p style="text-align: justify;">Durante le 21 tappe ciclistiche Fondazione Veronesi sarà in prima linea per testimoniare l’eccellenza della ricerca italiana. In modo semplice ma rigoroso <strong>verrà spiegato quanto sia fondamentale la Ricerca Scientifica nella vita di tutti i giorni</strong>. Dall’importanza delle nanotecnologie, sfruttate anche nel ciclismo per la realizzazione di biciclette ultra-leggere, alla nutrigenomica, ovvero la ricerca di alimenti in grado di influenzare positivamente i nostri geni, &nbsp;questi approfondimenti vedranno la partecipazione dei più eminenti esperti del settore. Non solo, l’appuntamento quotidiano sarà anche<strong> l’occasione per parlare di prevenzione</strong>, un punto cardine per la salvaguardia della nostra salute.</p> <p style="text-align: justify;">Il Prof. Umberto Veronesi, il Prof. Paolo Veronesi, il Prof. Edoardo Boncinelli, il Dott. Marco Bianchi, la Dott.ssa Lucilla Titta e altri esperti scientifici e studiosi di altissimo profilo tratteranno queste tematiche in modo semplice e divulgativo sui canali di Rai sport 2 e Rai 3&nbsp;nello spazio a cura della Fondazione Veronesi <em>Correre con la scienza</em>. Il tutto verrà poi approfondito sul sito della Fondazione.</p> <p style="text-align: justify;">Il compito di introdurre ed intervistare i medici, gli&nbsp;scienziati, i diversi esperti che quest'anno saranno i&nbsp;veri protagonisti dell'appuntamento quotidiano in televisione&nbsp;con la Fondazione Umberto Veronesi al Giro&nbsp;d'Italia è affidato ad<strong> Alex Zanardi</strong>. Non una scelta&nbsp;casuale. L’ex pilota di Formula 1 bolognese infatti è&nbsp;stato già conduttore del programma tv di divulgazione&nbsp;scientifica “E se domani” incentrato sulle scoperte teoriche&nbsp;e sulle nuove tecnologie.&nbsp;«Ho accettato subito con grande entusiasmo la proposta&nbsp;della Fondazione Umberto Veronesi», dichiara&nbsp;Zanardi. «Anzi, <strong>mi sono sentito in dovere di farlo. La ricerca e il progresso scientifico&nbsp;sono in effetti importantissimi</strong>. Spesso si tratta di un lavoro silenzioso, che si&nbsp;svolge poco sotto i riflettori. Eppure i continui progressi raggiunti passo dopo passo&nbsp;sono straordinari e sotto gli occhi di tutti.&nbsp;Per questa ragione abbiamo tutti il dovere, per quanto sta alle possibilità di ciascuno,&nbsp;di <strong>dare voce e visibilità a queste straordinarie persone che lavorano per&nbsp;</strong><strong>fare cambiare in meglio le nostre esistenze</strong>».</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p>Appuntamento dunque a domani su <strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it">www.fondazioneveronesi.it</a>&nbsp;</strong>con la nostra squadra!</p> <p><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336119493_54.jpg?r=4&amp;w=550&amp;h=3780" alt=""></p>]]></description><pubDate>Fri, 04 May 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1336116128</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336116067_58.jpg" length="2579860" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1336119493_54.jpg" length="4748676" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1336116124_42/_mg_8408.jpg" length="2579860" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Come difendersi dai falsi psicologi e psicoterapeuti</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4294</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Le cronache recenti denunciano un aumento di falsi professionisti e l’Ordine degli psicologi mette a disposizione nelle farmacie un opuscolo-fumetto con utilissimi consigli</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335944959_98.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=282" alt="E' boom di falsi psicologi">E’ allarme per i falsi psicologi che, travestiti da maghi, consulenti dell’anima, coach, carpiscono la buona fede di persone che in un momento di crisi o depressione chiedono aiuto, di essere ascoltati o un consiglio.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>L’INTERVENTO DEI NAS</strong> - Per questo l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha presentato&nbsp; due iniziative per contrastare il fenomeno dell’abusivismo professionale che sta dilagando dappertutto e che in Lombardia è più evidente grazie agli interventi dell’autorità giudiziaria. Il primo passo è la realizzazione di un fumetto informativo distribuito in 2000 &nbsp;farmacie della Lombardia, con la collaborazione di federfarma, &nbsp;per aiutare la gente a non cadere nelle trappole dei falsi psicologi e falsi psicoterapeuti. Il secondo passo è la collaborazione operativa con il N.A.S. (Nucleo Antisofisticazione e Sanità) Carabinieri di Milano.<em> </em></p> <p style="text-align: justify;">Con il fumetto, ideato da Roberto Gavin, &nbsp;Direttore Centro Istituto Scienze Cognitive e Relazionali di Varese e Presidente Associazione Psicologi Lombardia, disegnato da Giuseppe Candita,&nbsp; i cittadini possono facilmente comprendere come si comporta lo pseudo psicologo o psicoterapeuta, quali danni può provocare e come trovare un professionista serio ed accreditato.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LA STORIA</strong> - Nel fumetto si racconta la storia di una donna che tenta di risolvere i suoi problemi di disagio contattando un pseudo-professionista che, in questo caso, viene presentato come un uomo elegante all’interno di un bellissimo studio. Ma l’abusivo può avere diverse forme: può presentarsi in camice bianco, oppure come una donna dallo stile un po’ alternativo o come un abile manager che sa risolvere rapidamente qualsiasi problema psicologico.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>5 REGOLE D’ORO</strong> - Queste le indicazioni che sono contenute nell’opuscolo-fumetto:&nbsp;&nbsp;</p> <ul> <li><em>Solo lo psicologo e il medico psichiatra o      psicoterapeuta sono autorizzati a prendersi cura della sofferenza      psichica.&nbsp; </em></li> <li><em>Se si sta vivendo un periodo anche limitato di      sofferenza a causa di una perdita o un momento di crisi, se si soffre di      ansia, depressione, disturbi alimentari, dipendenze o altri disagi e ci si      vuole far aiutare, occorre&nbsp;      verificare l'iscrizione all’Albo di chi svolge attività psicologica      sul sito <a href="http://www.psy.it/">www.psy.it</a> a livello nazionale e      <a href="http://www.opl.it/">www.opl.it</a> in Lombardia. </em></li> <li><em>Sono molte le associazioni e le federazioni che      riuniscono gli abusivi, creando false "garanzie". La scuola e      l'azienda sono le realtà in cui il fenomeno dell'abusivismo è più      frequente. </em></li> <li><em>E' un atto di civiltà segnalare i soggetti che      svolgono attività psicologica senza autorizzazione. Non sono autorizzati a      svolgere diagnosi, sostegno psicologico, riabilitazione nè alcuna forma di      terapia soggetti che si conferiscono titoli non riconosciuti come ad      esempio counselor, coach, pedagogista clinico. </em></li> <li><em>In caso di dubbio si può inoltrare una domanda      alla mail segreteria@opl.it, e, in caso di segnalazione corroborata da una      o più testimonianze o riscontri, l'Ordine provvederà in autonomia e a      proprie spese a inoltrare denuncia alle competenti autorità</em>.</li> </ul> <p><strong>Edoardo Stucchi</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 02 May 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335944986</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335944959_98.jpg" length="121723" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335944913_73/anziano_solo_panchina.jpg" length="121723" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">psicologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">falsi psicologi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">psicoterapia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Se parli due lingue e balli allontani l’Alzheimer</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4288</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Sapere e praticare l’inglese o il francese crea una “riserva cognitiva” utile per contrastare la demenza. Anche l’attività fisica aiuta: ma solo se è divertente. «E’ il piacere», spiega il dottor Antonio Guaita «l’ingrediente che fa la differenza per proteggere il cervello»</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335528871_22.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=0" alt="">Se parli due lingue, allontani il rischio di Alzheimer. Se si è predisposti, la demenza verrà, ma intanto si guadagnano anni di piena salute mentale. E solo perché si è imparata e praticata almeno una lingua straniera, meglio – si immagina – se più di una. L’affermazione viene da un recente studio della New York University che sugli <strong>effetti benefici del bilinguismo </strong>non fa che confermare precedenti ricerche, ma che in più si interroga sul perché ciò avvenga. L’ipotesi pubblicata su <em>Trends in Cognitive Sciences</em> è che il costante sforzo lungo gli anni per “maneggiare” due linguaggi al fine di scegliere di volta in volta la parola o l’espressione più giusta, attivi aree del cervello che sono centrali per l’attenzione e per il controllo cognitivo. E quest’esercizio continuo <strong>andrebbe a rafforzare e riconfigurare tali regioni cerebrali</strong>, posticipando così &nbsp;la possibile avanzata della demenza.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>BENEFICI DEL BILINGUISMO - </strong>&nbsp;«Si sapeva già che il bilinguismo ha un effetto benefico sullo sviluppo cognitivo dei bambini», ha detto la dottoressa Ellen Bialystok, che ha guidato la ricerca, «noi abbiamo voluto vedere come agisce negli adulti indagando con metodi comportamentali e di <em>neuroimaging</em>. Oltre al rafforzamento delle reti del controllo cognitivo, pensiamo che il bilinguismo aumenti la “riserva cognitiva”, quel <strong>benefico effetto provocato da stimolanti attività</strong>, non solo mentali ma anche fisiche, sul funzionamento cognitivo in un invecchiamento in salute». E un altro un esperto di Alzheimer, il dottor&nbsp; Antonio Guaita, direttore della Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso (Milano),&nbsp; ci conduce su altri “sentieri” inaspettati.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>UN “LADRO” DI CELLULE</strong> «Forse va per prima cosa spiegato che l’Alzheimer è come un ladro che ruba pezzi di quanto si ha nel magazzino cerebrale», esordisce il medico. «La malattia consiste, infatti, nella perdita di cellule cerebrali. L’autopsia di un uomo anziano con l’Alzheimer rivela un cervello da bambino di, che so, 7 anni. Certi studi mostrano <strong>che la regressione cognitiva segue proprio le fasi di sviluppo del bambino all’incontrario</strong>, tanto che si possono mettere le due età a confronto: il cervello diventa quello di un adolescente, poi di un bambino delle elementari, poi di un bimbo più piccolo…».&nbsp;Tornando al bilinguismo, Antonio Guaita&nbsp; spiega che cosa si intende per “riserva cognitiva” o “cerebrale”. «Accade che una persona con un grosso danno cerebrale, un grosso “furto” di cellule, non mostri i sintomi della malattia e, all’opposto, un individuo con un danno meno grave manifesti i segni dell’Alzheimer. A fare la differenza tra queste due condizioni è appunto la cosiddetta “riserva cerebrale”. Se io ho messo in magazzino, nel mio cervello, tante esperienze di vita sia fisiche che mentali, ho un deposito maggiore e attingerò da questo surplus quando ci sarà bisogno. E’ il caso del primo malato citato. A distanziare le due fasi – danno cerebrale e manifestazione esterna – è la sua riserva cerebrale».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>STUDIARE PROTEGGE</strong> Ormai si intuisce il ruolo del bilinguismo. «Usando e confrontando due lingue di continuo», spiega Guaita, «si “allenano” le cellule e le si stimola a saper compensare. Ogni parola ha il suo doppio in un’altra lingua, come una “riserva”, no? <strong>L’apprendimento costituisce i tre quarti del nostro cervello!</strong> La scolarità, lo studiare: è sconvolgente vedere quanto protegge questo specialissimo organo».&nbsp;Ma non solo l’attività intellettuale fa bene, nello studio di New York e nelle parole del direttore del Golgi si fa un chiaro parallelo con l’attività fisica. Quindi la ginnastica allontana il rischio di Alzheimer? Più se ne fa e meglio è?&nbsp;Ma il dottor Antonio Guaita lancia un perentorio altolà: «Il movimento fa bene solo se piace. Se fatico tanto per lavorare e la faccenda non mi va, questo sforzo fisico non si traduce affatto in protezione contro l’Alzheimer. Sto citando l’esito di una ricerca statunitense-canadese, in cui sono stati studiati anche molti gemelli. E si è visto che l’impegno fisico e psicologico dev’essere oltre un certo livello, ma pure piacevole, voluto, per essere protettivo anti demenza».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>NATI PER RIDERE</strong> - E’ il piacere allora a proteggere contro l’Alzheimer? «Proprio così! Altre ricerche pubblicate 7-10 anni fa sul <em>New England</em> mostrarono che lo svago è protettivo. Lo è ballare, ridere. Non è meraviglioso? Siamo nati per divertirci. Così dev’essere anche il lavoro».&nbsp;Dottor Guaita, lei fa un lavoro divertente? Breve pausa. «Beh, c’è una quota rilevante di piacere, poi come tutti sconto una quota di ripetitività».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Serena Zoli</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 30 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335528889</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335528871_22.jpg" length="160714" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335528846_77/istock_000017472498xsmall.jpg" length="160714" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">anziani</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alzheimer</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">bilinguismo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">prevenzione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>La cucina etnica? Meglio se con prodotti italiani</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4289</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">La cucina straniera ha raggiunto una diffusione notevole in Italia, a dimostrazione del fatto che piace. La ricerca ne ha evidenziato anche aspetti positivi legati alla salute, purché le materie prime siano di qualità, e l’approccio sia moderato</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335529822_13.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Cibo etnico">Il cibo etnico è diventato una realtà con cui quasi tutti, almeno una volta, si sono confrontati. In Italia, in particolare nei grandi centri urbani, l’offerta in tal senso aumenta molto velocemente, supportata da una clientela sempre più affezionata e stabile. Ciò significa che l’etnico piace al palato degli italiani, ma al loro organismo?</p> <p style="text-align: justify;"><strong>TRE AREE DI PROVENIENZA</strong> - La cucina etnica, di fatto, non ha una definizione precisa, ma si può interpretare come l’insieme delle tradizioni culinarie di un popolo, ciò che più lo rappresenta sia dal punto di vista dei prodotti del territorio, sia dell’utilizzo che ne viene fatto. Il cibo etnico così come lo conosciamo, è suddiviso in tre macroaree, Oriente, Nord Africa e Sud America. A differenza della cucina occidentale e della dieta mediterranea in particolare, questi tre “stili” sono caratterizzati da un forte utilizzo di spezie e aromi. « La cucina etnica -come spiega Lucilla Titta, ricercatrice e nutrizionista dello Ieo, Istituto Europeo di Oncologia- va distinta dal cibo etnico, nel senso che se si parla di cucina, è possibile preparare un piatto cinese, ad esempio, ma con prodotti italiani. Questo è il primo passo verso un approccio sano a un regime alimentare che non rientra nelle nostre tradizioni».&nbsp; Continua Titta: « Un olio extravergine di oliva, piuttosto che un riso italiano, sono già garanzia di qualità, a prescindere da come sono cucinati, e non contengono grassi o sostanze che il nostro metabolismo non è abituato ad assimilare». È importante, quindi, prestare attenzione alle materie prime utilizzate, che possono fare la differenza in tema di digeribilità o salubrità.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LE SPEZIE CHE FANNO BENE</strong> - Diverso è il discorso delle spezie e dei condimenti. A prescindere dal fatto che possano piacere o no, il problema è se un utilizzo prolungato nel tempo da parte di chi non è abituato fin da giovane possa essere dannoso. A tal proposito la dottoressa Titta sottolinea che: « Molte spezie, ampiamente studiate in medicina, hanno effetti positivi per il nostro organismo. Basti pensare al curry, un condimento tipico della cucina in indiana, che contiene tra i vari ingredienti la curcuma che, a sua volta, contiene la curcumina, una sostanza che esercita un’attività biologica protettiva. E ancora il peperoncino, molto utilizzato in Sud America, ma anche in Nord Africa, che contiene la capsaicina i cui effetti positivi sul cuore sono ampiamente riconosciuti. »Pare difficile, quindi, che una cucina etnica che nutre una parte del mondo possa essere dannosa per un’altra, anzi. Se interpretata nel modo giusto, oltre che piacevole, può essere anche utile all’organismo. Come conclude la dottoressa Titta: “vale l’atteggiamento per qualsiasi stile alimentare, nel senso che se un prodotto è di qualità, e non si aggiungono grassi saturi o eccessivo sale, già presente in modo naturale negli alimenti, qualunque cucina può essere sana e gustosa”.</p> <p><strong>Stefano Masin</strong></p>]]></description><pubDate>Sat, 28 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335529850</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335529822_13.jpg" length="109714" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335529811_44/76811499.jpg" length="109714" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">olio</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">spezie</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">curry</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cucina etnica</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Curcuma: non solo giallo</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4287</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Ha un colore caldo e brillante, un tipico sapore pungente, ma i pregi di questa spezia orientale non si fermano qui: può far bene contro diabete, colesterolo alto, obesità per&nbsp; le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Probabile anche un’azione di rallentamento nei confronti dei tumori&nbsp;</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335526048_41.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=312" alt="Curcuma">Si dice curcuma, ma si coniuga in vari modi. Diverse sono le specie, di cui la più usata in commercio è la “curcuma longa”. Si vende pura&nbsp; ma circola molto come ingrediente principale del curry. E’ una spezia ma ha anche grandi proprietà medicamentose, in special modo quale antinfiammatorio. Non è il caso dunque di convertirsi al suo uso soltanto per questioni di palato o di passione per l’India e dei paesi orientali in genere, dove la curcuma è molto usata, ma per vantaggi di salute: non può che far bene aggiungerla nella cottura del pesce e delle verdure.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>PIU’ SANI IN CERTE ZONE-</strong> Vediamone i componenti, per prima la curcumina, da cui il nome e cui si deve il caldo colore giallo. Il sapore pungente tipico viene invece dal turmerone. Quanto alle proprietà salutari, sono state indagate quando alcuni ricercatori si sono accorti di una diversa incidenza di alcune malattie nelle zone di consumo abituale delle spezie.</p> <p style="text-align: justify;">La curcumina, dunque. Sembra influire sulla modulazione dello stato infiammatorio che è alla base di obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e tumori. Negli esperimenti sugli animali si è visto che&nbsp; la curcumina influirebbe sull’insorgenza di queste malattie anche con un’azione diretta su fegato e pancreas. Esperienze sugli uomini hanno evidenziato un calo&nbsp; di zuccheri nel sangue in soggetti diabetici, un aumento del colesterolo HDL “buono” a scapito di quello LDL “cattivo” e in persone &nbsp;con aterosclerosi una diminuzione dei livelli di fibrinogeno nel sangue, con conseguente minor rischio di trombi.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>CONTINUARE LA RICERCA-</strong> Infine, sul capitolo tumori la curcumina potrebbe avere un qualche effetto positivo dato lo stretto legame del cancro con lo stato infiammatorio alterato e lo stress ossidativo e date le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di questa spezia. Si pensa anche che possa influire rallentando lo sviluppo tumorale. Quel che di certo per ora si può dire è che le premesse sono interessanti e&nbsp; spingono ad approfondire le ricerche sulla curcuma e sulle altre spezie.</p> <p><strong><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911768_57.jpg?r=4&amp;w=100&amp;h=1936" alt="">PER SAPERNE DI PIU'</strong></p> <p>Lucilla Titta, nutrizionista della Fondazione Veronesi, tiene ogni venerdì una rubrica,&nbsp;<strong>“Prevenire mangiando”</strong>, all’interno della trasmissione “Primo tempo” alle 14,30. Il canale è Class Tv Msnbc.</p> <p>L'argomento di venerdì 27 aprile: la curcuma</p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Apr 2012 11:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335525961</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335526048_41.jpg" length="28497" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911768_57.jpg" length="939465" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335526034_11/curcuma.jpg" length="28497" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">oncologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">curcuma</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Siete anche voi malati di cellulare?</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4279</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Il terrore di smarrire il telefonino è ormai diventata una sindrome, che si chiama nomofobia, con sintomi a volte drammatici: nausea, tremori e sudorazione.&nbsp; Analoghi a quelli da dipendenza di droga</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335513170_25.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Nomofobia: paura di perdere il cellulare">«Pensare di perdere il telefonino, restando disconnessi dal proprio mondo di relazioni? Una tragedia» Lo psichiatra Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Milano, parla di una nuovissima sindrome, la «<strong>nomofobia</strong>», abbreviazione del termine coniato in Gran Bretagna (<em>no mobile phobia</em>)&nbsp; per indicare appunto il terrore di smarrire il &nbsp;cellulare. I sintomi sono drammatici: «Giramenti di testa,&nbsp; attacchi di nausea, tremori e sudorazione eccessiva.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>COME UNA DROGA -</strong> Sintomi che possono evolvere in tachicardia e dolori al petto. E’ una sindrome che ha tutte le caratteristiche di una dipendenza da sostanze di abuso, e come quelle ha basi biologiche, perché fa riferimento allo stesso circuito cerebrale e ha come mediatore la dopamina.»&nbsp;Uno studio inglese su un migliaio di utilizzatori di cellulare, pubblicato recentemente, ha rivelato che<strong> il 66 per cento di essi si dichiara «molto angosciato» all’idea di perderlo</strong>, e che questa percentuale sale al 76 per cento nei giovani tra i 18 e i 24 anni. Per tutti loro, smarrire il telefonino non solo equivale a perdere i contatti con gli amici, ma anche tutta una serie di servizi considerati ormai irrinunciabili, che sono a disposizione con gli smartphone e con i forfait illimitati:&nbsp; sapere dove si è, chiedere aiuto se l’auto si ferma, &nbsp;sapere se ci sono intorno dei ristoranti o dei cinema, acquistare il biglietto ferroviario per il week-end, pianificare la serata, eccetera. Spiega Mencacci: «Il cellulare <strong>viene vissuto come una parte di se stessi</strong>, e smarrirlo è inaccettabile.»&nbsp;E’ sempre più diffuso il fenomeno di averne due, e Mencacci aggiorna la situazione: «Fino al 2010, tra i possessori di due o più cellulari c’erano più maschi, ma nel 2011-2012 le femmine sono passate in testa.» Perché questo&nbsp; sorpasso? Risponde lo psichiatra: «Con l’accrescimento tecnologico delle funzioni del cellulare, che l’hanno fatto diventare un <em>multitasking</em> , le donne sono consapevoli di poter fare più cose, e il loro senso del dovere, che è molto alto, le spinge a iperconnettersi.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>SE SI E’ INNAMORATI</strong> - Parlando di uomini e donne, viene in mente l’amore. Che cos’ha cambiato il telefonino, nei rapporti affettivi? Mencacci non ha dubbi: «Gli innamorati sono sempre a stretto contatto, ma la tecnologia ha cambiato il ritmo e le attese, e <strong>molto spesso ci si parla per sms, senza più usare la parola</strong>. Così si perdono le sfumature emotive, le articolazioni del pensiero.» La gelosia, la gemella grama dell’amore, trova nuove modalità per torturare lui o lei. Racconta Mencacci: «Una signora mi ha confessato &nbsp;di aver fatto “la cosa che non si fa”, cioè mettere le mani sul cellulare del marito. Mi ha detto: “Ho guardato nel cestino dei messaggini buttati, ed era vuoto. Non le sembra un fortissimo indizio che mio marito aveva qualcosa da nascondere?” Ne era convintissima, e soffriva.»&nbsp;Ma come si curano i malati di nomofobia, il 22 per cento dei quali non saprebbe stare una giornata senza il telefonino? «Con la terapia comportamentale, con antidepressivi e ansiolitici.»&nbsp; Ma come per tutte le dipendenze (da gioco d’azzardo, da fumo, da alcol, da droghe) &nbsp;i malati devono prima rendersi conto di non essere più liberi. Conclude Mencacci: «Mi è capitato a volte, prima di cominciare una seduta per la disassuefazione al cellulare, di sentirmi chiedere: “Mentre parliamo, posso approffittarne per metterlo in ricarica?”»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Cremonese</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 27 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335512783</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335513170_25.jpg" length="59187" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335513158_76/87675319.jpg" length="59187" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cellulari</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">dipendenza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">droga</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">nomofobia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">telefono</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>L’inquinamento indoor che causa asma e allergie nei bambini</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/3985</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">A rischio anche donne in gravidanza, persone anziane o già sofferenti per problemi respiratori e cardiovascolari</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335259034_57.jpg?r=4&amp;w=180&amp;h=0" alt="">La relazione sullo Stato Sanitario del Paese, pubblicata recentemente dal Ministero della Salute, rilancia l’allarme: l’inquinamento indoor, sia tra le mura domestiche sia negli ambienti di lavoro, è causa di malattie allergiche, asma e disturbi respiratori specie nell’infanzia. A rischio più del 15% di bambini e ragazzi, figli di fumatori.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>AGENTI INQUINANTI</strong> –«<strong>L’esposizione a fumo di tabacco</strong>, specie in ambienti confinati – spiega Alessandro Fiocchi, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano – <strong>è associata ad una aumentata prevalenza di sintomi respiratori, più suggestivi di asma</strong>». <strong>Al fumo,&nbsp; vanno aggiunte ulteriori miscele (queste esterne) che anche a basse concentrazioni hanno effetti nocivi sulla salute per le classi più a rischio</strong>: donne in gravidanza, persone anziane o già sofferenti di asma, con problemi respiratori e cardiovascolari e i bambini, appunto. Recenti studi hanno infatti dimostrato una maggior frequenza di casi di asma fra i giovanissimi che vivono in aree ad alto traffico e battute da mezzi pesanti, peggio ancora se con scarichi diesel, rispetto a chi respira aria parzialmente più pulita. Sotto il mirino anche le tipologie di riscaldamenti indoor: banditi, per le malattie respiratorie in particolare, legna, carbone e gas in bombole.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>ACARI –</strong> Lotta impari, perché difficili da eliminare definitivamente, anche contro <strong>gli acari </strong>della polvere che si annidano in materassi, coperte, tende, tappeti, cuscini, peluche e nei libri esposti all'aria, e altri piccoli microrganismi (funghi e spore). Tutti causa di allergie cutanee, prime fra tutte le dermatiti, o agli occhi. «Questi allergeni <strong>sono però responsabili anche di irritazioni respiratorie con risposte infiammatorie immediate nelle persone più sensibili </strong>– dichiara Fiocchi - <strong>mentre sono causa dell’insorgenza di asma bronchiale con lunghe esposizioni</strong>». Attenzione anche alle macchie di umidità o di muffa, specie se presenti nella camera in cui dormono i bambini.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Francesca Morelli</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 25 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/0_06122200_1326730701-1332849645</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335259034_57.jpg" length="153123" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335259022_13/sigarette_posacenere.jpg" length="153123" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/author">0-06122200-1326730701</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">inquinamento indoor</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">bambini</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fumatori</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">disturbi respiratori</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">acari</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">donne in gravidanza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">malattie respiratorie</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">fumo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fumo passivo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">asma</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">pediatria</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">pediatria</category></item><item><title>Rischio cardiovascolare metabolico: prevenirlo con un algoritmo</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4252</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Frutto della sintesi delle diverse linee guida internazionali, l’algoritmo pone il paziente al centro del percorso terapeutico e permetterà una miglior gestione delle risorse sanitarie&nbsp;</p> <ul> <li class="eve_page_list" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/come-funziona-l-algoritmo-/4253" target="_blank">Come funziona l'algoritmo?</a></strong></li> </ul> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335173842_37.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Prevenire con l'algoritmo">Il paziente al centro: è questo l’obiettivo che ha portato gli specialisti ad elaborare un algoritmo in grado di riassumere tutte le linee guida per trattare al meglio le persone a rischio cardiovascolare.&nbsp; Un modello unico nel suo genere, frutto della<strong> sintesi e dell’ottimizzazione delle Linee guida internazionali</strong>, messo a punto da un team multidisciplinare rappresentato da medici di medicina generale, cardiologi, diabetologi, internisti, nefrologi, farmacologi, farmacisti e associazioni di pazienti e condiviso da molte Società Scientifiche. Una novità in senso positivo sia per il paziente sia per la sanità. Grazie ad esso infatti i malati verranno sottoposti solo agli esami veramente fondamentali. Ciò si traduce anche in una migliore gestione delle risorse economiche.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>I NUMERI- </strong>In Italia il 10 per cento degli uomini tra i 35 e i 74 anni è diabetico e di questi 7 su 10 non si cura; il 21 per cento degli uomini è ipercolesterolemico e 8 su 10 non seguono nessuna terapia; il 27 per cento degli uomini è iperteso e di questi la metà non fa nulla. Per tutti loro <strong>le malattie cardiovascolari e gli incidenti cardiovascolari sono un destino ineluttabile</strong>. E le cose non vanno certo meglio tra le donne. Colpa di una scarsa aderenza alle terapie ma anche di un approccio clinico spesso troppo super-specialistico. «E’ uno strumento importantissimo –spiega la professoressa Maria Grazia Modena, direttrice della cattedra di Cardiologia all’Università di Modena e Reggio Emilia- &nbsp;da non confondere con la carta del rischio cardiovascolare che è sempre di grande valenza ma è più statica. L’algoritmo non è una carta del rischio ma una carta di intervento e ha una visione dinamica anche in prospettiva. E’ uno strumento che si rivolge al Medico di Medicina Generale come allo Specialista. Così come riguarda la totalità della popolazione, da quella con fattori di rischio conclamati a quella sana. Perché - e non lo dimentichiamo mai- età e genere sono fattori di rischio non modificabili che dobbiamo tenere in considerazione sempre. <strong>Questo algoritmo sintetizza e ottimizza le Linee Guida Internazionali</strong>. Linee Guida che spesso sono di difficile lettura, poco chiare ma soprattutto apparentemente diverse e complicate da applicare nella pratica e, per questo, disattese. Forti di questa consapevolezza si è decisi di correre ai ripari».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>IL PERCORSO-</strong> L’algoritmo è un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale che riassume, organizza e ottimizza tutte le linee guida internazionali sul rischio cardiovascolare-metabolico. Un filo rosso che passo dopo passo, schematizza le azioni diagnostiche e terapeutiche da mettere in atto a partire dal primo approccio del paziente. Un algoritmo e tre livelli di azione: il soggetto sano, il soggetto con almeno un fattore di rischio cardiovascolare, il soggetto con diabete mellito.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>CAMBIO DI STRATEGIA- </strong>L’algoritmo vuole cambiare questo scenario, dal paziente sano, al paziente con ipercolesterolemia e ipertensione, fino a quello diabetico: passo dopo passo l’algoritmo in modo semplice e schematico segna il percorso da seguire, fissando obiettivi diagnostici e terapeutici.<strong> Un percorso scientificamente dimostrato e trasversalmente condiviso, che pone il paziente al centro dell’approccio plurispecialistico per riconsegnare un quadro d’insieme che non permette sviste ed errori</strong>. E che consentirà anche un notevole vantaggio per i conti in rosso della Sanità perché analisi mirate e farmaci appropriati comportano non solo maggiore aderenza alle terapie ma anche risparmi per la collettività.<strong></strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>IL PAZIENTE AL CENTRO- </strong>Spesso i Medici di Medicina generale sono i primi interlocutori dei pazienti. «Condividere con loro l’algoritmo significa responsabilizzarli, <strong>far capire loro qual è il percorso che gli si prospetta se non si interviene</strong>, magari anche solo correggendo delle cattive abitudini. Inoltre, seguire l’algoritmo dà al medico la serenità del giusto intervento, gli rende più semplice capire il momento in cui quel paziente va indirizzato dallo specialista e gli permette di ‘condividere’ anche se a distanza con lo specialista la gestione del paziente visto che, appunto, adottano lo stesso percorso di intervento» conclude la professoressa Modena.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://twitter.com/#!/danielebanfi83" target="_blank">Daniele Banfi</a></strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 24 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335173923</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335173842_37.jpg" length="178442" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335173892_27/ictus.jpg" length="178442" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">cardiologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">diabete</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">algoritmo del cuore</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cardiologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">colesterolo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">cardiologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Mi dichiaro un esodato dalla democrazia</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4250</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335165767_83.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Esodati: un esercito di 65mila lavoratori">E’ il meno che possa dire davanti all’incredibile vicenda dei miei 65mila concittadini che prima della fine dell’anno scorso hanno accettato, con un incentivo non certo al livello delle ruberie milionarie di cui leggiamo tutti i giorni, di lasciare il posto di lavoro prima del tempo, con la certezza di ricevere la pensione al massimo entro due anni. Poi l’età pensionabile è stata innalzata, e ora queste decine di migliaia di persone si trovano come chi, camminando su una strada, si deve arrestare davanti a un ponte crollato. Finiti i soldi dell’incentivo, <strong>come faranno ad arrivare al giorno della pensione?</strong> Come faranno a mangiare, pagare l’affitto, pagare le bollette, e magari essere la magra provvidenza dei figli che non trovano lavoro?&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Brutta parola, gli <strong>«esodati»</strong>. Ma molto più brutto il concetto, che mi fa appunto temere per una democrazia&nbsp; che in nome dell’ineluttabilità della crisi si sente autorizzata a macinare le stentate vite dei singoli. Quella dei cittadini rimasti senza lavoro e senza pensione è solo una delle tante vicende alla Gogol intrise d’ingiustizia, e&nbsp; ormai accadono tanto frequentemente che la coscienza collettiva vi ha fatto il callo, come ai massacri di guerra trasmessi dalle tv.</p> <p style="text-align: justify;">Gli sceicchi hanno appena finito di dire al nostro presidente del Consiglio che si esita ad investire in Italia a causa della corruzione, e temo che l’impressione internazionale sia proprio questa: un Paese dove per fare impresa devi distribuire tangenti. <strong>Una casta parassitaria, arrogante e ignorante</strong> (pensate alla bella idea, poi ritirata, di mettere una tassa sulle borse di studio!),&nbsp; intercetta qualsiasi flusso di denaro, e mette le mani nelle tasche dei cittadini. Dire queste cose non è «antipolitica», anzi è invocare il ripristino dell’etica politica, in cui per una breve stagione hanno creduto i padri costituenti di questa Repubblica fondata sul lavoro.</p> <p style="text-align: justify;">Ma questa nostra povera Repubblica è ancora fondata sul lavoro? A me sembra di no. Ma vogliamo guardare avanti, a come funzionerà il mondo tra venti o trent’anni? Secondo l’economista Jeremy Rifkin, che molti candidano per il Nobel, la ripresa della crescita economica nei Paesi sviluppati, e la conquista del diritto alla vita nei Paesi poveri, non sono correlate a un inumano e impossibile abbassamento del costo del lavoro,&nbsp; ma all’indipendenza dal petrolio come fonte energetica. <strong>Il costo del petrolio non calerà anzi crescerà</strong>, prevede Rifkin. Non servirà a nulla il rimedio brutale di vuotare le fabbriche e gli uffici, e la ripresa sarà impossibile se non si svilupperà il mondo in un’altra direzione: la strategia necessaria passa infatti dall’uso di nuove fonti di energia, che vanno scoperte, incentivate e potenziate. E’ una svolta che potrà anche tacitare le guerre, e in questo ci aiuterà la scienza: Scienza per la Pace.</p>]]></description><author>Daniele Banfi</author><source url="http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4250">Daniele Banfi</source><pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1335165802</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335165767_83.jpg" length="196315" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1335165748_52/istock_000018254537xsmall.jpg" length="196315" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">lavoro</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Governo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">politica</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">corruzione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">crisi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">esodati</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/archive">201204</category></item><item><title>Per non dimenticare il testamento biologico</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4164</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>E’ stata lanciata una mobilitazione per rimettere in discussione e cambiare la legge che riconosca il diritto di non soffrire e rifiutare idratazione e alimentazione artificiale</p> </div> <p>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334052008_46.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=199" alt="">Mobilitarsi per una nuova stagione dei diritti civili</strong>, come quella che negli anni ’70 conquistò (nonostante fosse crisi anche allora: due choc petroliferi e il debito pubblico al 20&nbsp; per cento) la legge sul divorzio, sull’interruzione di gravidanza e sulla scuola media unica.&nbsp; La proposta è stata lanciata a Milano, con l’obiettivo di <strong>&nbsp;rimettere in discussione in Parlamento il testamento biologico e ottenere una legge «dalla parte dei cittadini»</strong>, non l’attuale testo che non riconosce la volontà del paziente di rifiutare idratazione e &nbsp;alimentazione artificiale.<strong> La sostengono Umberto Veronesi, lo scrittore Carlo Troilo che ha appena pubblicato un libro sull’argomento («Liberi di morire», Rubbettino editore, euro 15), Marco Cappato &nbsp;dell’Associazione «Luca Coscioni», l’anestesista Mario Riccio che fu il medico di Piergiorgio Welby, e il coraggioso padre di Eluana, Beppino Englaro.&nbsp;</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>OPINIONE LAICA -</strong> Un primo passo sarà quello d’impegnare i partiti ad ascoltare la volontà dei cittadini. Come dice Troilo, «Ora c’è il governo tecnico, però si tornerà alla politica. Dobbiamo pretendere dai partiti che mettano nero su bianco quello che pensano sui diritti civili. L’opinione laica del Paese, minoritaria in Parlamento, si è sempre confermata maggioritaria in tutti i sondaggi: <strong>il 60-70 per cento dei cittadini vogliono poter decidere come morire.</strong> Ma è una maggioranza che viene silenziata. C’è una soffocante ingerenza del Vaticano.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>SCELTA DI LIBERTA’</strong> - Umberto Veronesi, che si sdegnò quando il testo di legge presentato in Parlamento fu rimaneggiato fino ad essere irriconoscibile, e affermò con amarezza che allora era meglio non avere nessuna legge, adesso riparte con l’ostinata fiducia che gli è propria: «Sì, i tempi sono maturi, bisogna cominciare a programmare delle azioni. Vivere è un diritto, non un dovere, e la medicina deve porsi dei limiti, perché non tutto quello che è possibile fare deve essere fatto. L’ho scritto in un libro, <em>Il diritto di morire</em>.<strong> Tra i diritti civili della persona c’è anche il diritto di scegliere come morire, e il tema del fine vita s’incrocia con un tema anche più importante, che è l’autodeterminazione</strong>. C’è chi dice che la vita non ci appartiene, e che non possiamo deciderne la fine. Ovviamente, io non credo nella sacralità della vita, e penso che siamo maturi a sufficienza per decidere noi. Ai miei figli, ho insegnato che i pilastri della nostra vita non sono Dio, patria e famiglia. Ma libertà, responsabilità e solidarietà».</p> <p style="text-align: justify;">Appassionato di film, Umberto Veronesi racconta di aver visto tutti quelli che parlano di eutanasia: <em>Le invasioni barbariche</em>, <em>Il paziente inglese</em>, <em>Il mare dentro</em>, <em>Million dollar baby</em>: «Quando si riaccendeva la luce in sala, mi guardavo intorno per vedere come venivano accettati dagli spettatori. E sentivo che non un solo spettatore si sarebbe opposto a quell’aiuto dato con le lacrime agli occhi. L’opinione pubblica è matura, la classe medica è matura. Per questo dico che il momento è arrivato, e che dobbiamo batterci perché sia rispettata l’autodeterminazione. Purtroppo i giornali e i politici hanno paura d’infrangere la loro popolarità nel mondo cattolico. Ma la democrazia come la conosciamo adesso è destinata a lasciare lo spazio alla democrazia partecipativa, e i politici l’hanno capito. Per questo senatori e deputati vanno a vedere i blog e i twitter. Io credo che in un futuro molto prossimo non potranno non tenerne conto. Il mondo cambia in fretta, molto più in fretta delle scadenze elettorali.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>INGANNI POLITICI</strong> - Mario Riccio, l’anestesista che pagò di persona l’aiuto dato a Piergiorgio Welby e fu accusato e poi prosciolto dall’accusa di aver praticato l’eutanasia, parla d’inganni, e di un linguaggio <em>neo-orwelliano</em> con cui la politica &nbsp;cerca di provocare confusione: «Il disegno di legge fermo al Senato è contraddistinto dall’acronimo DAT. Ma non significa disposizioni anticipate di trattamento, come i politici vogliono far credere. Significa invece <em>dichiarazioni</em>, senza nessun valore obbligante per i medici che avranno in cura il moribondo. »</p> <p style="text-align: justify;">In Italia, l’area cattolica ha osteggiato apertamente il testamento biologico, sostenendo che potrebbe aprire la strada all’eutanasia, ma Veronesi ricorda che la legge passata nei Paesi Bassi è molto severa, ed è soltanto una «deroga», perché si limita a depenalizzare un’azione che resta di rilievo penale, e prescrive controlli rigorosissimi. Marco Cappato, che condivise la lunga e penosissima battaglia di Luca Coscioni, è indignato: «Ci accusano di strumentalizzare i malati, quando è vero il contrario.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>UN COLPO ALLA DEMOCRAZIA</strong> - Rifiutando&nbsp; di dare regole&nbsp; assestano un colpo enorme alla democrazia e autorizzano le anestesie clandestine. Ricordiamoci lo studio fatto dall’Istituto Mario Negri nel 2006: su 250mila pazienti ricoverati in un reparto di rianimazione, ogni anno ne muoiono 16mila per eutanasia non dichiarata. Siamo sicuri che sia stato sempre per pietà, e non magari per un interesse dei parenti ed altri motivi turpi?»</p> <p style="text-align: justify;">Beppino Englaro porta in sé tutta l’angoscia delle persone semplici catapultate all’improvviso in un incubo durato troppi anni: «Sono trascorsi 20 anni e 2 mesi da quando cercai di dare voce a mia figlia, che mai avrebbe voluto vivere così. Volevo sapere quando si può dire <em>no, grazie </em>all’offerta terapeutica, sapere se la Medicina è al servizio della non-morte oppure della persona.»<em>&nbsp;</em></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Cremonese</strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334052032</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334052008_46.jpg" length="104619" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334052045_44/mano_firma.jpg" length="104619" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">DAT</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">mario riccio</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">legge sultestamento biologico</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">beppino englaro</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">carlo troilo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">umberto veronesi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">marco cappato</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">piergiorgio welby</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">testamento biologico</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Fibra alimentare, fibra salutare</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4241</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">E’ quella parte del cibo che ‘resiste’ alla digestione e all’assimilazione, dunque non nutre. Ma accelera il funzionamento dell’intestino, può prevenire il tumore al colon, può anche essere di aiuto nelle cure dimagranti. Vediamo con quali alimenti si assume e quanto ne occorre al giorno</p> </div> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" title="Fibra alimentare: molti i suoi effetti benefici" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911389_30.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=250" alt="Fibra alimentare: molti i suoi effetti benefici">Non nutre, ma fa molto bene. Si tratta della fibra alimentare</strong>, che di solito si nomina al plurale: le fibre. E sono quelle parti commestibili dei cibi che non vengono né digerite né assimilate.</p> <p style="text-align: justify;">Gli effetti benefici più significativi sono: l’aumento di velocità del transito intestinale, la diminuzione e il rallentamento dell’assimilazione delle sostanze nutrienti, il prolungamento del senso di sazietà, la riduzione del picco glicemico postprandiale e della risposta insulinica, infine l’effetto prebiotico, cioè la possibilità di venir fatti fermentare (fermentescibilità) da parte dei microrganismi intestinali, con la conseguente formazione di composti dall’effetto benefico per l’organismo.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>30 GRAMMI AL DI’</strong> - <strong>In generale se ne consiglia un consumo di 30g al giorno</strong>, misura che corrisponde alle raccomandate 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, più almeno due porzioni di pasta/pane o riso integrali&nbsp; (o altri derivati da cereali integrali). In questo modo, <strong>recenti aggiornamenti di studi scientifici mostrano che si abbassa in maniera significativa il rischio di tumore al colon</strong>.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>COLESTEROLO GIU’</strong> - Un altro dei risultati più convincenti dei benefici derivanti dalle fibre alimentari è attribuibile ai betaglucani (una qualità di fibre dette solubili, presenti ad esempio nell’orzo), che hanno una<strong> correlazione inversa con le quantità di colesterolo totale e di colesterolo “cattivo” nel sangue</strong>. Anche l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, ha riconosciuto la validità degli studi relativi all’effetto positivo sul sistema cardiocircolatorio.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Per riuscire a soddisfare il fabbisogno ideale di fibra è fondamentale consumare cereali integrali e prodotti derivati da farine integrali</strong>. L’ideale sarebbe sostituire tutti i prodotti derivati da farine bianche con prodotti integrali. A incoraggiare su questa strada ci sono anche alcuni studi comparativi sulle diete.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>MENO PESO, MA DIVERSO</strong> - Sono state messi a confronto due gruppi di donne sovrappeso ai quali sono state prescritte due diverse diete con restrizione calorica, con diversa qualità dei carboidrati consumati (un gruppo cereali raffinati, l’altro cereali integrali). Con ambedue le diete si è ottenuto un calo del peso, ma con una differenza importante: le donne che consumavano cereali integrali &nbsp;avevano perso più massa grassa di quelle che consumavano cereali raffinati. Inoltre in queste ultime era aumentato il colesterolo che nelle altre signore, consumatrici di cereali integrali, era rimasto agli stessi livelli di partenza.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911768_57.jpg?r=4&amp;w=150&amp;h=150" alt="">PER SAPERNE DI PIU'</strong></p> <p>Lucilla Titta, nutrizionista della Fondazione Veronesi, tiene ogni venerdì una rubrica, <strong>“Prevenire mangiando”</strong>, all’interno della trasmissione “Primo tempo” alle 14,30. Il canale è Class Tv Msnbc.</p> <p>L'argomento di venerdì 20 aprile: le fibre alimentari</p>]]></description><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334911574</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911389_30.jpg" length="50518" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334911768_57.jpg" length="939465" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334911491_79/fibre.jpg" length="50518" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fibre</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cereali integrali</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">colesterolo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">tumore al colon</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">farine integrali</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Lucilla Titta</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alimentazione</category></item><item><title>Così si curano i traumi della guerra che sconvolgono la mente dei reduci</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4167</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Un Osservatorio a Siena per le vittime del terrorismo e per i soldati in Afghanistan, ma anche per&nbsp; i “malati di terremoto” e altre catastrofi. I contorni di un danno psichiatrico poco conosciuto</p> </div> <p>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334068987_90.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=199" alt="">I veterani di guerra americani, gli ultimi ora reduci da Afghanistan e Iraq, si lamentano: la gente pensa che, colpiti dal <strong>Disturbo da stress post-traumantico (ptsd)</strong> per gli shock vissuti al fronte, siamo pericolosi. Così “bollati”, &nbsp;succede che trovino più difficilmente lavoro e più difficilmente vengano accettati &nbsp;nei college.</p> <p style="text-align: justify;">La lamentela, anzi meglio dire la denuncia di un pregiudizio diffuso, è comparsa in un articolo sul blog del Dipartimento che si occupa di veterani, in cui si sottolinea che una minoranza davvero esigua di reduci ha infranto la legge, ma poiché negli anni recenti solo l’1%&nbsp; della popolazione Usa ha fatto il militare, troppi civili conoscono la realtà dell’esercito solo attraverso i titoli sensazionalistici.</p> <p style="text-align: justify;">Non lo dicono, ma il cinema non aiuta: da <em>Taxi driver</em> in poi i film hanno sfornato un’enorme collezioni di spostati da trauma bellico, &nbsp;a cominciare dal Vietnam, e pericolosi.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>DAL VIETNAM</strong> - Fu proprio in seguito ai disturbi mostrati da quei reduci che fu individuato, in psichiatria, il<strong> Disturbo da stress post-traumatico, comparso per la prima volta in testi scientifici nel Dsm III, la terza edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali del 1980.</strong> &nbsp;Intanto, va detto, non tutti i giovani o meno giovani tornati dal fronte sono colpiti dal Ptsd, come non lo sono tutti i sopravvissuti a catastrofi tipo alluvioni, terremoti, incidenti aerei (e anche stupri, rapine e rapimenti), ma soprattutto la domanda è: chi ne soffre è una persona pericolosa?</p> <p style="text-align: justify;"><strong>IL TRAUMA E’ SEMPRE VIVO</strong> - «Mah, forse per se stesso. Verso gli altri è raro»,&nbsp; dichiara perplessa <strong>Letizia Bossini,&nbsp; psichiatra e psicoterapeuta dell’Università di Siena, qui interpellata in quanto referente per l’Osservatorio nazionale per la valutazione e la terapia del danno psico-sociale nelle vittime del terrorismo e nei loro familiari.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Per meglio collegarsi alla situazione americana parla subito di un nostro soldato tornato dall’Afghanistan dopo essere saltato in aria col suo mezzo e aver visto accanto a sé un compagno dilaniato. «E’ arrivato da noi dopo un anno e mezzo. Praticamente non dormiva mai: ogni notte riviveva quella scena e si svegliava urlando, durante il giorno al minimo rumore piombava dentro il flashback della stessa scena. Perché <strong>chi soffre di ptsd non ricorda: <em>rivive</em> il trauma che l’ha colpito, è ogni volta esattamente come allora».</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>LA COLPA D’ESSER VIVI</strong> - «La chiamiamo anche la “<strong>malattia dell’oblio</strong>”<strong> perché non permette di dimenticare</strong>», aggiunge Massimo Casacchia che, in quanto titolare della psichiatria all’Università dell’Aquila, si è occupato del recupero psichico dei suoi concittadini vittime del terremoto dell’aprile 2009. Ed ha seguito come esperto in tribunale il caso di quattro ragazzi della Casa dello Studente rimasti per ore e ore intrappolati, in una stanza senza più pavimento e più scale, mentre sentivano le urla dei feriti e dei morenti del piano sopra al loro, crollato. «Dopo tre anni si rivedono ancora nitidamente lì, sempre lì, e hanno il rammarico di essere loro vivi e gli altri no. Come se si vergognassero»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>«Sì, il senso di colpa per essere sopravvissuti è uno dei sintomi classici di questo disturbo», riprende Letizia Bossini. «Gli altri sono: ansia con uno stato d’allerta continuo, irritabilità, i flashback e il <em>numbing</em></strong>. Che significa un appiattimento emotivo – molte coppie si separano –, un’anestesia per i sentimenti ma pure fisica: nel reduci dal Vietnam si constatò una soglia del dolore molto alta. Questi “numbizzati” hanno fondamentalmente un blocco del cervello fermo al momento del trauma. Questo blocco è anche neurobiologico: tanto che si vede con una risonanza magnetica funzionale e strutturale».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>I “GAMBIZZATI” ANNI ’70</strong> -&nbsp;&nbsp; «Per fortuna la malattia non occupa tutto il cervello», interviene Casacchia. «Due dei ragazzi sono andati sì fuori corso ma hanno potuto laurearsi». Dei suoi concittadini dice che un 10% soffre ancora del disturbo con diversa intensità e che è diffuso un senso di sottile spiazzamento foriero probabilmente di depressioni anche a distanza di molti anni. Il tempo non è un buon medico in questo disturbo.</p> <p style="text-align: justify;">«Al nostro Osservatorio, che esiste dal 2003 e cui fa riferimento l’Associazione delle vittime del terrorismo», prosegue la dottoressa Bossini, «sono arrivate persone gambizzate o diversamente ferite negli “anni di piombo”, quindi 30 anni fa, e solo ora hanno avuto la diagnosi&nbsp; per un vivere che loro credevano “normale” dopo quanto avevano passato. E dunque anche le terapie per “chiudere” il trauma».</p> <p style="text-align: justify;">Le cure consistono in speciali psicoterapie, classica la Emdr, che sta per <em>eyes movement desensitization &nbsp;and reprocessing, </em>focalizzata a reintegrare la parte del cervello cognitiva, razionale, con la parte del cervello emotiva così da permettere di “elaborare” l’evento. Facendolo “passare”, diventare un ricordo.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>L’IPPOCAMPO CRESCE -</strong> Letizia Bossini accenna anche alla <strong><em>exposure therapy</em></strong>, le tecniche di progressiva “esposizione” all’evento traumatico subito attraverso foto o filmati, per esempio. <strong>Complemento di queste cure, la terapia con gli psicofarmaci</strong> che, spiega la dottoressa Bossini, va a ristrutturare l’ippocampo che risulta ridotto in chi soffre di ptsd. E l’ippocampo gestisce una parte della memoria. Dopo un periodo lungo di terapia con antidepressivi e stabilizzatori dell’umore, si constata, che il volume dell’ippocampo è cresciuto.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Serena Zoli</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp; <br></strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 20 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334068585</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334068987_90.jpg" length="89974" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334069123_40/disturbo_stress_post_traumatico.jpg" length="89974" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">terrorismo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">ptsd</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">letizia bossini</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">exposure therapy</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">disturbo da stress post traumatico</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Science for Peace doubles the amount of events in 2012</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4231</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335168136_43.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=167" alt="">The <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/i-nostri-progetti/divulgazione/science-for-peace/la-conferenza"><strong>World Conference of Science for Peace</strong></a>, which takes place every year in Milan, has become a highly anticipated event by the public opinion and institutions. Nobel laureates, scientists and international experts are meeting in November at the Bocconi University to discuss the root causes of conflicts and to propose solutions to overcome them.</p> <p style="text-align: justify;">In 2012, Science for Peace goes beyond the Italian borders: on the <strong>3<sup>rd</sup> and 4<sup>th</sup> of October the first <a href="http://www.scienceforpeaceistanbul.org/?page=eng">International Conference of Science for Peace</a>&nbsp; will take place in Istanbul.</strong> The event is hosted by the Turkish Association Life Without Cancer Society, presided by Dida Kaymaz, Chairman of the Turkish Delegation of the Fondazione Veronesi</p> <p style="text-align: justify;">Turkey, for its geographical position, has always been a bridge between the West and the East, and today more than ever it represents an interesting socio-political scenario in which the presence of ethnic groups, cultures and religions make it a privileged territory to address specific issues and provide timely responses.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>The first International Conference of Science for Peace in Istanbul</strong> opens a series of international conferences to spread the goals of the project throughout the world.</p> <p style="text-align: justify;">On the 19<sup>th</sup> of April, at the Palazzo Venezia in Istanbul, the prestigious Italian Embassy will host the official launch of the <strong>International Conference of Science for Peace</strong>. Ambassador Gianpaolo Scarante will welcome the guests and several speakers will&nbsp; present the Conference:</p> <pre>Prof. Umberto Veronesi, President Science for Peace,</pre> <pre>Prof. Alberto Martinelli, Vice President Science for Peace,</pre> <pre>Mrs. Dida Kaymaz, President Life Without Cancer Society and Fondazione Veronesi delegate in Turkey,</pre> <pre>Dr. Maria Cristina Profili, WHO Country Representative in Turkey,</pre> <pre>Mr. Yavuz Kocaomer, President Turkish Parolympic Committee. </pre> <p style="text-align: justify;">The event will address journalists and important representatives of civil society.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Follow us on</span>: <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/i-nostri-progetti/divulgazione/science-for-peace">www.scienceforpeace.org</a></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.scienceforpeaceistanbul.org/?page=eng"> www.scienceforpeaceistanbul.org</a></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p><span style="text-decoration: underline;">For more information</span>: <a href="mailto:scienceforpeace@fondazioneveronesi.it">scienceforpeace@fondazioneveronesi.it</a></p> <p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="mailto:info@scienceforpeaceistanbul.org">info@scienceforpeaceistanbul.org</a></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150694281718175.396484.80761643174&amp;type=1&amp;notif_t=like" target="_blank"><strong>Watch the photogallery</strong></a></p> <p style="text-align: justify;"><strong>VERSIONE ITALIANA</strong></p> <p style="text-align: justify;">La <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/i-nostri-progetti/divulgazione/science-for-peace/la-conferenza"><strong>Conferenza Mondiale di Science for Peace</strong></a> che si svolge ogni anno a Milano è divenuta un appuntamento atteso dall’opinione pubblica e dalle Istituzioni. Premi Nobel, scienziati ed esperti di fama internazionale si riuniscono a Novembre presso l’Università Bocconi per discutere delle cause all’origine di conflitti e proporre soluzioni per il superamento delle stesse.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Nel 2012 Science for Peace supera i confini italiani: &nbsp;il <strong>3 e 4 ottobre</strong> si svolgerà la prima<a href="http://www.scienceforpeaceistanbul.org/?page=eng" target="_blank"> <strong>Conferenza Internazionale di Science for Peace</strong> a Istanbul</a>.&nbsp; <strong>L’evento è ospitato dall’associazione turca Life Without Cancer Society</strong>, presieduta dalla Dida Kaymaz, Presidente della Delegazione turca della Fondazione Veronesi.</p> <p style="text-align: justify;">Da sempre la Turchia, per la sua posizione geografica, è un ponte tra Occidente e Oriente e, oggi più che mai, rappresenta uno scenario socio-politico interessantissimo in cui la presenza di etnie, culture e religioni differenti la pongono come territorio privilegiato per&nbsp; affrontare tematiche specifiche e fornire risposte puntuali.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>La prima Conferenza internazionale di Science for Peace a Istanbul </strong>inaugura un ciclo internazionale di conferenze per diffondere gli obiettivi del progetto nel mondo.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il 19 aprile a Istanbul, presso Palazzo Venezia, prestigiosa sede dell’Ambasciata italiana, &nbsp;si terrà la presentazione ufficiale della Conferenza Internazionale di Science for Peace</strong>. Dopo il benenuto dell'Ambasciatore Gianpaolo Scarante, interverranno:</p> <pre>Prof. Umberto Veronesi, Presidente di Science for Peace,</pre> <pre>Prof. Alberto Martinelli, Vice Presidente di Science for Peace,</pre> <pre>Dida Kaymaz, Presidente Life without Cancer Society e delegata della Fondazione Veronesi in Turchia,</pre> <pre>Dott.ssa Maria Cristina Profili, rappresentante WHO in Turchia,</pre> <pre>Yavuz Kocaomer, Presidente del Comitato Paraolimpico turco.</pre> <pre>&nbsp;</pre> <p style="text-align: justify;">Seguiteci su: <strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/divulgazione/science-for-peace/">www.scienceforpeace.it</a>&nbsp; </strong>e <strong><a href="http://www.scienceforpeaceistanbul.org/?page=davet" target="_blank">www.scienceforpeaceistanbul.org</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Per informazioni: <a href="mailto:scienceforpeace@fondazioneveronesi.it">scienceforpeace@fondazioneveronesi.it</a></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="mailto:info@scienceforpeaceistanbul.org">info@scienceforpeaceistanbul.org</a></p> <p style="text-align: justify;"><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150694281718175.396484.80761643174&amp;type=1&amp;notif_t=like" target="_blank"><strong>Guarda la galleria fotografica dell'evento</strong></a></p> <p>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><br></strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Apr 2012 12:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334763893</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1335168136_43.jpg" length="63827" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">istanbul</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">life without cancer society</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Science for Peace</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/multimedia/previewalignment">center</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category></item><item><title>Il ricovero di sollievo per rendere più sopportabile il dolore</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4234</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Dà assistenza per dieci-quindici giorni ai malati terminali e dà una pausa di respiro ai familiari del malato. Un’iniziativa molto umana</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334821036_37.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="">Un bel proverbio tedesco dice che «<strong>bambino amato ha molti nomi</strong>». Facendo una trasposizione, si può dire che un’assistenza veramente vicina alle persone ha molti modi di essere. Tra di essi, il poco noto &nbsp;«ricovero di sollievo». Ce ne parla un pioniere dell’assistenza ai malati di cancro, Alberto Scanni.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>PSICONCOLOGIA </strong>- Primario emerito di oncologia medica dell’azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Milano, anni fa fondò con lo psicologo Marcello Tamburini e con lo psichiatra Giordano Invernizzi la Società italiana di <strong>psico-oncologia</strong>, prese parte a tutte le battaglie contro il dolore portate avanti dal &nbsp;Comitato «Gigi Ghirotti» e attualmente è presidente onorario dell’associazione onlus Uman.a, che ha lanciato l’assistenza domiciliare prima che le Regioni la riconoscessero e la finanziassero, e che sostiene e gestisce l’umanissimo <em>Hospice</em> del Fatebenefratelli, il primo a Milano in un ospedale pubblico.</p> <p style="text-align: justify;">Dice Scanni: «Quando in una famiglia c’è un malato di cancro non più guaribile, è come se fosse ammalata tutta la famiglia. Il ricovero di sollievo, che <strong>dura in genere una quindicina di giorni</strong>, è stato pensato per dare una pausa di respiro ai familiari, e nello stesso tempo revisionare e mettere a punto le terapie, in modo da giovare il più possibile al malato. Durante questo periodo di ricovero, c’è anche un continuo colloquio tra l’équipe dei curanti e i familiari. Si danno le istruzioni per affrontare i giorni che verranno, si risponde alle domande e ai dubbi, si dà sostegno psicologico.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>OTTO CAMERE FAMILIARI</strong> - L’<strong><em>Hospice</em></strong>, definizione inglese intraducibile in italiano, è il nome internazionale delle strutture che accolgono i malati terminali: «A bassa tecnologia e ad alta umanità», sintetizza Scanni. Quello del Fatebenefratelli (otto camere &nbsp;diverse una dall’altra e arredate come in una casa, con divanoletto per un familiare e con frigobar, una zona soggiorno, un cucinino per preparare bevande calde, terrazze coi fiori), sembra &nbsp;nato da un racconto di Zavattini: metà realismo, metà favola. Racconta Scanni: «Un ingegnere trentino mio amico era diventato ricco con un brevetto usato in tutto il mondo. Un giorno viene da me e mi mette in mano un assegno di 25 milioni. “Per i malati che assistete a casa”, mi dice. Allora l’assistenza domiciliare gratuita era tutta a carico dell’Associazione Uman.a , e certo non era facile. Io avevo il sogno dell’Hospice, e gli chiedo di poter impiegare in questo i suoi soldi. “No, tienili per l’assistenza domiciliare”, fa lui. E aggiunge: “Se vuoi fare l’Hospice, io m’impegno a lanciare una <em>cordata</em> per realizzarlo.” Nel giro di un mese, la &nbsp;<em>cordata</em> fruttò un miliardo e mezzo.» Ma i miracoli non erano finiti: «Quindici giorni dopo, un giovane genio dell’informatica arrivò con 500 milioni. In sei mesi l’Hospice fu fatto.»&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LA RETE DEGLI HOSPICE</strong> - Scanni, ricordando la mobilitazione civile che finalmente, anni fa, ha ottenuto la legge per stabilire e finanziare col servizio sanitario nazionale una rete di Hospices in tutta Italia,&nbsp; dice: «Purtroppo, stiamo parlando dello straziante tema della morte. A parte i ricoveri di sollievo, <strong>i&nbsp; nostri malati entrano quando hanno una breve aspettativa di vita</strong>. Ma la gravità del male e l’imminenza della morte non sono i soli criteri. Prima dell’ammissione si va a casa dei malati, si vede come stanno le cose. Per esempio, c’è un malato anziano che ha soltanto l’assistenza della moglie, anziana e malandata? O un altro che non ha nessuno? Questi malati hanno la priorità, perché hanno diritto a non soffrire&nbsp; nell’abbandono e nella solitudine.»</p> <p style="text-align: justify;">Amore verso il malato, e grande competenza. Dagli Hospices è bandito il dolore, grazie all’esperienza d’infermieri e di medici appositamente formati. E sono banditi divieti e limitazioni. Conclude Scanni: «Non c’è orario di visita, si può entrare giorno e notte. E <strong>si fa di tutto per esaudire i desideri dei malati</strong>. Uno desiderava conoscere un cantante famoso, e siamo riusciti a portarglielo. Ed è sempre un “sì” per chi vuole vedere i nipotini piccoli, o salutare con un’ultima carezza il cane o il micio di casa.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Cremonese</strong></p>]]></description><pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1334821165</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334821036_37.jpg" length="142761" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334821144_53/istock_000018327867xsmall.jpg" length="142761" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">psiconcologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">dolore</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">malati terminali</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">hospice</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">oncologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">oncologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sollievo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>L’ago che toglie la nevralgia del trigemino</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4165</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Contro la malattia da suicidio così definita per il dolore che comporta un intervento di grande abilità chirurgica ma risolutivo. I centri specialistici dove si fa</p> </div> <p><img class="eve_alignleft" title="Rimedio chirurgico per la nevralgia del trigemino" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334053261_18.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=199" alt="Rimedio chirurgico per la nevralgia del trigemino">Una leggera carezza sul volto può strappare un grido, e un brusco cambiamento di temperatura sembra una pugnalata. E’ la <strong>nevralgia del trigemino, che è relativamente non comune (colpisce 5 individui su 100mila) ma rende la loro vita un inferno,</strong> tanto che è stata definita una «malattia da suicidio». Il dolore acutissimo va e viene ad intermittenza, per una giornata intera, o addirittura per settimane e mesi. Può colpire occhi, naso, labbra, parti esterne e mucose interne della mascella e della mandibola. Ma<strong> il rimedio c’è, ed è chirurgico</strong>.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>INTERVENTO AL CERVELLO</strong> - Dice il professor Angelo Franzini, direttore della III divisione di neurochirurgia dell’Istituto Neurologico Besta di Milano: «Il 70 per cento delle nevralgie del trigemino non è curabile con farmaci. Una certa efficacia ce l’ha l’antiepilettico carbamazepina, ma è limitata nel tempo.» <strong>A disposizione ci sono due interventi di neurochirurgia</strong>: «Il primo è la decompressione vascolare. In molti casi il trigemino è compresso da un’arteria. Spostando l’arteria, si risolve il problema. Si tratta di un vero e proprio intervento sul cervello, che prevede una piccola apertura del cranio per raggiungere la radice del nervo trigemino. E’ l’intervento di prima scelta, e nella maggior parte dei casi la nevralgia del trigemino scompare.» Ma resta un 20 per cento di casi in cui il disturbo non si risolve, o dopo un certo tempo i dolori tornano a ripresentarsi. In questi casi è a disposizione una&nbsp; metodica detta&nbsp; «termorizotomia». Spiega Franzini: «E’ una metodica che ha 30 anni, ma è stata riscoperta grazie alle nuove tecnologie, che l’hanno resa sicura.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>SONDA SOTTILE</strong> - Di che si tratta? Non si apre la scatola cranica, ma si entra attraverso il <em>forame ovale </em>facilmente raggiungibile dalla nuca, e si manda fino al cervello una sottile sonda che porta sulla punta un ago-elettrodo. Si arriva fino al <em>ganglio di Gasser</em>, dove ci sono le fibre nervose che danno la sensibilità&nbsp; al viso, e che quindi sono responsabili della nevralgia del trigemino. Con il calore, si crea una microlesione che coagula la fibra nervosa e quindi&nbsp; taglia la strada al dolore.» &nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Ma bisogna capire dove mirare, e andare a bersaglio non è facile. Dice Franzini: «Il problema è che nel <em>ganglio di Gasser</em> le fibre che danno sensibilità al viso sono mischiate con quelle che innervano la cornea, che non bisogna assolutamente toccare. Il paziente dorme, con una leggera anestesia generale. Bisogna svegliarlo e fare la prova, mandando una debole corrente ora in una fibra ora nell’altra. E chiedergli: “Dove sente la corrente?” L’intervento - non doloroso - &nbsp;può durare anche più di un’ora, con successivi risvegli e addormentamenti. Fino a quando, grazie al controllo garantito dalle nuove tecnologie, si è sicuri di poter agire. Allora l’elettrodo passa la corrente, e il calore crea la microlesione che si voleva. Può esserci una leggera perdita di sensibilità nel viso, ma diminuirà nel tempo.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>QUALI I CENTRI</strong> - I risultati sono stabili, e il paziente, liberato dal dolore e dai farmaci analgesici, è restituito alla vita. L’importante è che si scelga un centro esperto. Quali sono, in Italia? Risponde Franzini: «A Milano, al Besta e al Galeazzi. A Torino, alle Molinette. A Verona, all’ospedale Borgo Trento. A Roma, al Gemelli e al Cto.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Cremonese</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 18 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334053311</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334053261_18.jpg" length="157297" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334053324_58/sala_operatoria.jpg" length="157297" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">centri di cura</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">nevralgia del trigemino</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">nervo trigemino</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">angelo franzini</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">trigemino</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">istituto carlo besta</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">nevralgia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>La carta di Science for Peace nelle scuole</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4217</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" title="Telmo Pievani presenterà la carta di Science for Peace" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334668360_30.jpg?r=4&amp;w=200&amp;h=133" alt="Telmo Pievani presenterà la carta di Science for Peace">Tre appuntamenti per presentare la <a href="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/listitems/1312278521_49/carta_science_for_peace.pdf%29"><strong>Carta di Science for Peace</strong></a> il manifesto scientifico nato nell’ambito di <a href="http://www.fondazioneveronesi.it/i-nostri-progetti/divulgazione/science-for-peace"><strong>Science for Peace</strong></a>, teso a sfatare i falsi miti sull'ineluttabilità della guerra, sottoscritto da Premi Nobel, scienziati e uomini di cultura che sostengono il progetto.</p> <p style="text-align: justify;">Ciascun incontro si rivolgerà a 150 docenti &nbsp;delle scuole secondarie di secondo grado con l'obiettivo di analizzare le opportunità didattiche offerte dalla Carta.</p> <p style="text-align: justify;">In particolare, l'attenzione sarà rivolta ai <strong>rapporti "non necessari" tra la guerra e il processo evolutivo e tra la guerra e la conformazione del cervello, analizzando il ruolo dei governanti o dei mass media nel creare un "clima" favorevole al conflitto</strong>.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/listitems/1312278521_49/carta_science_for_peace.pdf%29">Leggi la Carta di Science for Peace&nbsp;</a></strong></p> <p style="text-align: justify;">Le iniziative rientrano nell’ambito delle attività previste dal Protocollo di Intesa firmato fra la Fondazione Umberto Veronesi e il Ministero della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca.</p> <p style="text-align: justify;">Di seguito gli appuntamenti:</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Milano, 20 aprile – ore 16.00</strong></p> <p style="text-align: justify;">presso la Sala Merini, Spazio Oberdan</p> <p style="text-align: justify;">Via Tadino 1, Milano</p> <p style="text-align: justify;">Modera: Eliana Liotta, Direttore OK Salute</p> <p style="text-align: justify;">Intervengono: Umberto Veronesi, Presidente Science for Peace, Telmo Pievani, Professore di Filosofia della Science, Università degli Studi di Milano – Bicocca</p> <p style="text-align: justify;">Per informazioni e prenotazioni:</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.scuola.net/scienceforpeace/02modulo.html">http://www.scuola.net/scienceforpeace/02modulo.html</a></p> <p style="text-align: justify;">numero verde 800.454433 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18)</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Roma, 16 maggio – ore 15.30</strong></p> <p style="text-align: justify;">presso il Senato della Repubblica, Sala Capitolare - Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva, piazza della Minerva 38</p> <p style="text-align: justify;">Modera: Giovanni Caprara, giornalista Corriere della Sera</p> <p style="text-align: justify;">Intervengono: Umberto Veronesi, Presidente Science for Peace, Telmo Pievani, Professore di Filosofia della Science, Università degli Studi di Milano – Bicocca</p> <p style="text-align: justify;">Per informazioni e prenotazioni:</p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.scuola.net/scienceforpeace/03modulo.html">http://www.scuola.net/scienceforpeace/03modulo.html</a></p> <p style="text-align: justify;">numero verde 800.454433 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18)</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Palermo, ottobre 2012</strong></p> <p style="text-align: justify;"><em>Luogo e relatori in fase di definizione</em></p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Apr 2012 13:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334668415</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334668360_30.jpg" length="184424" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">scienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">telmo pievani</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">carta di science for peace</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">guerra</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">umberto veronesi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">pace</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Science for Peace</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">scuola</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>Metodo Zamboni e sclerosi multipla: a che punto siamo?</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4212</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Un anno fa partiva lo studio promosso dall’AISM volto a fare chiarezza il metodo di cura che ha suscitato speranze e critiche. A che punto siamo? Per ora lo studio è  stato prorogato per analizzare altri casi</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334608842_27.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=285" alt="CCVSI e Sclerosi multipla: c'è legame?">Nelle scorse settimane è tornato in auge, complice la trasmissione televisiva “Le Iene”, il caso del metodo Zamboni nella cura della sclerosi multipla (SM). Secondo il professore, direttore del centro Malattie Vascolari dell'Università di Ferrara, l’<strong>insufficienza venosa cerebrospinale cronica (CCVSI)</strong> sarebbe uno dei principali fattori che contribuiscono a danneggiare il sistema nervoso nelle persone affette da sclerosi multipla. Dunque una sua correzione sarebbe in grado di portare giovamento, se non addirittura guarire, le persone affette dalla terribile malattia. Non tutto il mondo medico però è d’accordo con la teoria di Zamboni. Per questa ragione, circa un anno fa, è iniziata una sperimentazione promossa dall’AISM (dalla quale Zamboni si è dissociato <em>n.d.r</em>) volta a chiarire i dubbi ancora insoluti. A che punto siamo?</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LA MALATTIA-</strong> Quando si parla di <strong>CCVSI</strong> ci si riferisce a un difetto del flusso del sangue. In particolare di malformazioni che causano il restringimento delle principali vene cerebrali e che di fatto impediscono il corretto flusso di sangue a livello del collo, del torace e della colonna vertebrale. Questo restringimento, secondo Zamboni, <strong>sembrerebbe correlato alla sclerosi multipla</strong>. Dunque la correzione della <strong>CCVSI</strong> attraverso un intervento di chirurgia endovascolare (angioplastica), potrebbe essere un efficace trattamento per migliorare i sintomi della malattia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>I DUBBI-</strong> La comunità scientifica però non sembrerebbe essere d’accordo con quanto affermato da Zamboni. Le principali critiche sono le seguenti: l' ostruzione venosa esiste anche nei soggetti sani? C’è in tutte le persone con sclerosi multipla? I benefici ottenuti da un eventuale intervento sono duraturi o temporanei? Si potranno replicare i risultati ottenuti da Zamboni in grandi studi controllati e eseguiti in cieco?</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LO STUDIO-</strong> Lo scorso anno scrivemmo che sarebbe partita una sperimentazione volta a valutare la prevalenza della <strong>CCVSI</strong> nelle persone con sclerosi multipla, confrontandola con la prevalenza in altre malattie neurodegenerative e volontari sani. <strong>Lo studio è effettivamente partito ma i risultati definitivi non sono stati ancora resi noti</strong>. Al 16 dicembre 2011 sono stati reclutati 730 soggetti con SM (sui 1200 previsti),205 controlli sani (ne servono 400) e  109 pazienti con altre malattie neurodegenerative (su 400). Alla stessa data sono in totale 874 gli esami già eseguiti: 613 persone con SM,  170 controlli sani, 91 soggetti con altre patologie neurologiche. Ogni esame richiede da un minimo di un’ora e trenta minuti a un massimo di due ore. <strong>Dunque sinora sono state necessarie circa 1600 ore solo per gli esami</strong>. Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, e Sicilia sono le regioni più attive: con circa 150 esami effettuati per ognuna. «Lo studio AISM –come dichiara il dottor Renato Mantegazza, uno dei responsabili della sperimentazione all’Istituto Neurologico Besta di Milano- è stato <strong>prorogato per poter avere un maggior numero di casi non SM con cui effettuare le valutazioni e quindi per rispondere in modo appropriato a tutti i dubbi</strong>. Per quanto riguarda invece eventuali benefici riportati fuori da sperimentazioni serie, i dati sono tutti soggettivi e quindi non misurati ed intrinsecamente molto variabili». Come riportato dal sito ufficiale della sperimentazione, AISM si sta impegnando a terminare il progetto (studio su cui sta investendo 1,4 milioni di euro, l'unico per rigore scientifico e ampiezza)  che darà finalmente risposte certe, quelle che ancora mancano e che tante persone con SM stanno attendendo, sulla possibile correlazione tra <strong>CCSVI</strong> e la terribile malattia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://twitter.com/#!/danielebanfi83" target="_blank">Daniele Banfi</a></strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 17 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1334608957</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334608842_27.jpg" length="226540" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334608817_96/istock_000002938830xsmall.jpg" length="226540" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">metodo zamboni</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">CCVSI</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sclerosi multipla</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">aism</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Morte improvvisa negli sportivi: tragedia non sempre prevedibile</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4194</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Il caso del calciatore del Livorno deceduto sabato riapre il dibattito sull'accuratezza delle visite mediche. Ma l'Italia resta un paese all'avanguardia, con controlli modello copiati in tutto il mondo. Ce ne parla la dottoressa Silvia Priori, cardiologa di fama internazionale</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334561802_60.jpg?r=4&amp;w=280&amp;h=0" alt="I soccorsi in campo (fonte: Raisport)" width="280">Negli ultimi mesi abbiamo assistito troppe volte a <strong>morti improvvise</strong> di giovani sportivi. A partire dal calciatore del Bolton Fabrice Muamba, miracolosamente salvato dopo un infinito massaggio cardiaco, gli ultimi due mesi dell'anno sono stati un bollettino di guerra. Oltre ai decessi sui campetti di periferia abbiamo dovuto purtroppo registrare quelli del pallavolista Vigor Bovolenta, avvenuto lo scorso 24 marzo, e di Pier Mario Morosini in Pescara-Livorno dello scorso sabato.<strong> Ma come è possibile che ad atleti iper-controllati possano capitare episodi del genere?</strong></p> <p style="text-align: justify;">Ad un'analisi superficiale verrebbe da pensare che nel nostro paese le visite mediche per l'idoneità sportiva vengano effettuate con troppa leggerezza. Ma non è così. Come dichiara la professoressa Silvia Priori, direttrice dell'Unità operativa di Cardiologia Molecolare all'Ospedale Fondazione Maugeri di Pavia e che da anni si occupa di questi casi, «<strong>I livelli di controllo in Italia sia nelle categorie inferiori sia a livello professionistico è esemplare.</strong> Il nostro è un sistema che viene preso da esempio positivo anche in paesi come gli Stati Uniti». Non a caso lo scorso anno l'NIH, l'istituto nazionale statunitense sulla salute, ha chiesto alla professoressa Priori e al dottor Domenico Corrado dell'Università di Padova di spiegare l'efficientissimo metodo di screening italiano per valutarne la possibilità di utilizzo come modello anche oltreoceano.</p> <p style="text-align: justify;">Un sistema dunque all'avanguardia ma che non può evitare che accadano incidenti come quello occorso a Morosini. La probabilità di morte improvvisa infatti <strong>non può essere sempre diagnosticata</strong>. Alla base di queste morti possono esserci dei fattori ereditari e dei fattori acquisiti. Mentre sui primi la possibilità di diagnosi è maggiore, sui secondi le difficoltà sono ancora molte.</p> <p style="text-align: justify;">«Un classico esempio di fattore acquisito -spiega la Priori- è quello della <strong>miocardite</strong>. Alle volte un'infezione intestinale o delle vie respiratorie può andare a localizzarsi in maniera silente a livello cardiaco. Ciò può portare alla formazione di cicatrici che possono generare aritmie in grado di dare origine all'arresto cardiaco».</p> <p style="text-align: justify;">Oltre a queste infezioni silenti, una delle cause di morte improvvisa negli sportivi sono le malattie genetiche a elevato rischio aritmico. Fra queste vi è ad esempio la sindrome del QT lungo, un'anomalia della conduzione dell'impulso elettrico che genera il battito cardiaco. «Questa patologia -continua la Priori- <strong>può essere diagnosticata</strong> con un normale elettrocardiogramma. In alcuni casi però, anche un intervallo QT che rientra nella norma, in seguito ad un allenamento intenso ed alla perdita di troppi sali minerali, <strong>può assumere valori patologici</strong>».</p> <p style="text-align: justify;">Ma per questi casi, o per altre anomalie genetiche che interessano il cuore, non sarebbe possibile un'analisi a tappeto del DNA? Si potrebbero evitare delle morti procedendo con questa strategia? «<strong>In realtà i test genetici non escludono la presenza di una malattia cardiaca ma bensì la confermano</strong>. Purtroppo allo stato attuale non si conoscono tutti i geni coinvolti nelle patologie cardiache che causano morte improvvisa. Per questa ragione<strong> un test negativo che esclude eventuali mutazioni non garantisce la salute dell'atleta</strong>. Questo perchè potrebbe avere dei difetti sui geni ancora a noi sconosciuti» conclude la Priori. Allora come comportarsi?</p> <p style="text-align: justify;">L'approccio migliore sembra per ora essere quello che attualmente sta rendendo il nostro paese una nazione all'avanguardia in campo diagnostico, ovvero la valutazione costante di tutti gli atleti presso i centri di medicina sportiva di alta competenza. Ciò che si può fare di più è prestare maggior attenzione a sintomi quali svenimenti o palpitazioni durante l'attività sportiva. In questi casi è opportuno rivolgersi per un controllo presso centri specializzati nello studio delle aritmie nei giovani.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://twitter.com/#!/danielebanfi83" target="_blank">Daniele Banfi</a></strong></p>]]></description><pubDate>Mon, 16 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1334561994</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334561802_60.jpg" length="34393" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334561785_36/morosini.jpg" length="34393" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">cardiologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sport</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">morte improvvisa</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">test genetici</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cuore</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">morosini</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">cardiologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">miocardite</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Chi prende le statine rischia meno la depressione</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4170</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>I farmaci che abbassano il colesterolo prevengono il male oscuro? Due nuovi studi fanno luce e mostrano &nbsp;un legame intrigante tra mente e cuore, da approfondire.</p> </div> <p>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" title="L'assunzione di statine ridurrebbe il rischio di depressione" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334072322_49.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=199" alt="L'assunzione di statine ridurrebbe il rischio di depressione">Le statine oltre ad abbassare il colesterolo nel sangue ridurrebbero, e non di poco, anche il rischio di depressione</strong>. Depressione e malattie cardiovascolari costituiscono una ben nota abbinata di influenza reciproca: l’umor nero persistente può provocare disturbi alle arterie e al cuore, come questi ultimi possono indurre una patologica minor voglia di vivere.&nbsp; Ora uno studio condotto al San Francisco Veterans Affairs Medical Center sembra “spezzare” il cerchio. Sono stati seguiti&nbsp; mille pazienti ambulatoriali affetti da una patologia coronarica stabilizzata e si è visto, in capo a sei anni, che, fatte le opportune tare per età, sesso, abitudini al fumo, condizione economica, sostegno sociale, quanti assumevano statine sono risultati cadere in depressione il 38% in meno degli altri.</p> <p style="text-align: justify;">Dunque: le statine protezione contro il male oscuro? La prima a frenare i possibili entusiasmi è proprio la dottoressa che ha guidato la ricerca, Mary A. Whooly: «Non siamo sicuri che questo legame sia di causa-effetto», ha detto.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>FARMACI DISCUSSI -</strong> Giulio Perugi, docente di Farmacoterapia psichiatrica all’Università di Pisa, premette al suo intervento un’osservazione critica sulle statine: «Sono i farmaci più venduti al mondo, e ampiamente utilizzati per il controllo dei livelli di colesterolo, ma sono anche discussi perché associati ad effetti collaterali importanti, muscolari per esempio e, forse, anche ad un aumento di comportamenti aggressivi e suicidio. A fronte di questi problemi c’è la considerazione che il colesterolo da solo non costituisce una malattia, ma un fattore di rischio che diventa importante sole se associato con altri fattori di rischio quali ipertensione, obesità, familiarità per malattie cardiovascolari, fumo ecc.».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>MENO COLESTEROLO PIU’ AGGRESSIVITA’</strong>- «Esiste una letteratura che dice: abbassando il colesterolo nei depressi ci può essere un aumento dei suicidi. Più certo è che quanto più basso è il colesterolo tanto più alta è l’aggressività». Venendo all’indagine di San Francisco, Perugi osserva: «Ammesso che i dati siano esatti, perché la diagnosi di depressione è stata fatta con un test di autovalutazione, il che non è il massimo, si può ricordare che esiste una teoria infiammatoria e autoimmune della depressione. Tra i depressi bipolari, per esempio, molti hanno malattie autoimmuni allergiche tipo psoriasi, artrite reumatoide, rinite allergica.<strong> Le statine, dunque, potrebbero prevenire la depressione attraverso la modulazione dei meccanismi infiammatori e autoimmuni».</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>I DANNI DELLO STRESS -</strong> C’è anche un altro studio, sempre americano, della Emory University, che rinforza il legame, già constatato negli anziani, tra la depressione ed i disturbi cardiovascolari, riscontrando questo nesso anche tra i giovani di età 17-39 anni all’inizio dell’indagine durata ben 15 anni. Più la depressione è grave più alti sono i casi di mortalità per infarti o ictus, hanno scritto gli scienziati guidati dalla dottoressa Viola Vaccarino sugli <em>Archives of&nbsp; General Psychiatry</em>. Bisogna imparare a gestire lo stress, è la conclusione.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>FATTORI INFIAMMATORI -</strong> «La depressione potrebbe associarsi ad un maggior rischio cardiovascolare, anche fatale, per due motivi», osserva Giulio Perugi. «Può dipendere dallo stile di vita. Una persona depressa può lasciarsi andare, trascurarsi, bere e fumare di più. Come può essere che la depressione, associandosi allo stress, aumenti i fattori infiammatori che a loro volta sono associati a rischi cardiovascolari. Al momento sono tuttavia due ipotesi, peraltro compatibili tra loro. Occorrono altri studi».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Serena Zoli </strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 13 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334072690</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334072322_49.jpg" length="120022" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334072607_26/donna_pensierosa.jpg" length="120022" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">cardiologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">statine</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">depressione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">colesterolo</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">malattie cardiovascolari</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Un nuovo concetto di valore: un incontro con Amartya Sen</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4178</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il prossimo 10 maggio presso l'<strong>Università Bocconi</strong> si terrà il convegno "<strong>Oltre il PIL: un nuovo concetto di valore</strong>", organizzato da CReSV, Centro di Ricerche su Sostenibilità e Valore dell'Università Bocconi, Fondazione Ernesto Illy, Centromarca e Corriere della Sera:<strong> tema centrale del convegno lo sviluppo sostenibile</strong> e il rapporto tra ricchezza creata dalle aziende e benessere generato dagli stati. Il PIL, infatti, non è più ritenuto un indicatore sufficiente per valutare la ricchezza di un Paese, come le performance delle aziende non sono più valutate in funzione della dinamica o dei margini di cassa, ma anche in base alla capacità di costruire uno sviluppo sostenibile a livello economico, sociale e ambientale.</p> <p style="text-align: justify;">Ne parleranno esponenti autorevoli del mondo della ricerca e delle imprese e <strong>Amartya Sen, Premio Nobel per l'Economia ed economista della Harvard University.</strong></p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Per maggiori informazioni e iscrizioni <a href="http://www.unibocconi.it/wps/wcm/connect/News+ed+Eventi/Eventi/Bocconi+Eventi">visita il sito dell'Università Bocconi</a></strong></p> <p style="text-align: justify;"><a href="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/listitems/1334218119_44/invito10maggio_uni_bocconi.pdf">Scarica il programma completo</a> (.pdf 50 KB)</p>]]></description><pubDate>Thu, 12 Apr 2012 12:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334244860</guid><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">convegno bocconi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Pil</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Fondazione Illy</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Amartya Sen</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sviluppo sostenibile</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">corriere della sera</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">CreSV</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>Chi sopravvive al tumore rischia meno l’Alzheimer</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4169</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">E anche meno il Parkinson. Una ricerca Usa constata una “associazione inversa” tra cancro e malattie neurodegenerative. Fabrizio Tagliavini del Besta: «Il motivo potrebbe stare in una molecola detta Pin1, che di solito è ‘sovraespressa’ nei malati oncologici e poco presente nel cervello colpito da demenza»</p> </div> <p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" title="“associazione inversa” tra cancro e malattie neurodegenerative" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334070558_89.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=239" alt="“associazione inversa” tra cancro e malattie neurodegenerative">Chi sopravvive a un tumore ha un minore rischio di contrarre l’Alzheimer. E vale pure l’opposto</strong>: chi è stato colpito dalla malattia degenerativa al cervello meno facilmente degli altri verrà aggredito da un cancro. Un’associazione inversa che era stata già notata e che è stata portata di attualità da una ricerca pubblicata sul <em>British Medical Journal</em>&nbsp; e condotta dalla specialista americana in geriatria e oncologia Jane A. Driver di Boston. Indagate per oltre 10 anni 1.300 persone dai 65 anni in su che avevano o non avevano avuto un cancro ma che certamente non portavano&nbsp; segni di demenza quando furono arruolate. Come mai questa “associazione inversa” se non si vuole ipotizzare una clemenza del destino?</p> <p style="text-align: justify;"><strong>SOLO PROVE SU ANIMALI -</strong> «L’ipotesi, che si deve sempre alla Driver, è che il legame tra le due gravi malattie sia costituita da una molecola, denominata Pin 1», spiega il <strong>professor Fabrizio Tagliavini dell’Istituto Besta di Milano</strong>, dove dirige l’Unità operativa di&nbsp; neuropatologia. «Questa molecola ha due funzioni essenziali: facilita la conformazione delle proteine&nbsp; e controlla il ciclo cellulare. Ora, si è notato che questa molecola è ‘sovraespressa’ in molti tumori umani mentre la sua funzione è ridotta in un cervello colpito dall’<strong>Alzheimer</strong>».</p> <p style="text-align: justify;">Applicazioni pratiche? Siamo lontanissimi, ancora a livelli di prove sui topi. «E qui si è mostrato che l’inibizione di questa Pin 1, necessaria per la divisione cellulare,&nbsp; provoca una regressione del tumore, mentre se la si potenzia nei modelli animali si è visto che inibisce la neurodegenerazione. Questo termine è quanto mai appropriato perché si è verificato che la stessa inibizione si ha con il Parkinson ».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>IL “VANTAGGIO” DEL FUMATORE</strong> - C’è un’altra particolarità della ricerca dinanzi alla quale il professor Tagliavini ammette che ipotesi ancora non si possono fare. Ed è questa: <strong>chi ha avuto un cancro correlato al fumo ha probabilità ancora minori di essere colpito da Alzheimer</strong>. Ma anche in questo caso non tiri un sospiro di sollievo chi non riesce a staccarsi dalla sigaretta: perché chi sopravvive a questi tipi di tumore, è più soggetto in modo sensibile a possibilità di ictus.</p> <p style="text-align: justify;">«Questo studio è abbastanza solido e molto interessante», conclude lo specialista del Besta, «ma va confermato con ricerche su una popolazione più estesa».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Serena Zoli</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 11 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1334070605</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334070558_89.jpg" length="145030" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334070635_78/istock_000007927672xsmall.jpg" length="145030" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alzheimer</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fabrizio tagliavini</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">oncologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">tumore</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">oncologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">istituto besta</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>La casa degli embrioni senza fondamenta</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4162</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">I recenti casi di distruzione di embrioni mostra impreparazione e superficialità</p> <ul> <li class="eve_page_list" style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/guida-alla-prevenzione/agenda-dei-controlli/" target="_blank"><strong>Speciale gravidanza: quali esami fare?</strong></a></li> </ul> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334046144_99.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Embrioni conservati">All’ospedale San Filippo Neri di Roma<strong> sono andati perduti 94 embrioni, 130 ovociti e cinque campioni di liquido seminale</strong>. A Milano si è saputo ora di una coppia che ha fatto causa all’azienda ospedaliera Fatebenefratelli per un cortocircuito che nella notte tra il’8 e il 9 maggio del 2007 provocò l’interruzione della corrente elettrica alla Macedonio Melloni, distruggendo tre embrioni della coppia.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>TRASPORTO SICURO</strong> - L’ematologo professor Girolamo Sirchia, già ministro della Salute, è caustico: «Il fattaccio di Roma è successo pochi giorni dopo che il ministro&nbsp; Balduzzi aveva cancellato per decreto il grande e attrezzato centro che era stato creato al Policlinico di Milano nel 2005. Doveva essere la “<strong>casa degli embrioni</strong>” lasciati negli ospedali, e invece non ne ha mai ricevuto uno, per l’opposizione dell’Istituto Superore di Sanità che avrebbe dovuto finanziare il trasporto degli embrioni a Milano. Si è tirato in lungo, si è detto che non c’erano soldi, si è detto che l’iniziativa di Milano costava troppo. Così si sono persi sette anni. &nbsp;Ora si fa un decreto che annulla tutto, quando invece, davanti ai brutti casi che stanno succedendo, &nbsp;sarebbe stato bene fare il contrario, e riattivare questa struttura già pronta. Per fortuna qui non si è sprecato niente, e anche senza gli embrioni il centro è attivissimo: c’è una grande bio-banca di tessuti, c’è la banca del sangue da cordone ombelicale, c’è la “cell factory” per lo studio e il potenziamento delle cellule staminali.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>QUALITA’ E SICUREZZA</strong> - I casi del San Filippo Neri e della Macedonio Melloni sono venuti alla luce, ma potrebbero essere la punta del’iceberg. Cosa è successo delle altre migliaia di embrioni disseminati in almeno 50 centri ospedalieri pubblici e privati? Dice Sirchia: «Nel centro del Policlinico di Milano ci sono gruppi elettrogeni doppi per ogni settore, <strong>c’è una sorveglianza sulle 24 ore, c’è una qualità progettuale che non ha riscontro nemmeno all’estero</strong>. Ora si mandano le ispezioni nei centri dove sono successi gli incidenti, ma come si farà a metterli in sicurezza? Che cosa faranno, dopo questo po’ po’ d’incapacità dimostrata?»</p> <p style="text-align: justify;">Sostanzialmente d’accordo anche l’ematologo professor Giorgio Lambertenghi Deliliers: «Perché ci siano le garanzie, i centri per la conservazione degli embrioni devono rispondere a criteri di qualità, che possono essere assicurati soltanto da un’organizzazione complessa, che non è alla portata di tutti. Devono avere anche una certificazione internazionale, che è costosissima.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>BUSINESS DELL’INFERTILITA’</strong> - Lambertenghi, che è il presidente dei medici cattolici di Milano e provincia, pone l’accento sulla necessità che i centri siano pubblici, e non privati. Dice: «Non bisogna costruire un business sul problema dell’infertilità che colpisce tante coppie. Altrimenti va a finire come negli Stati Uniti, dove le coppie vanno a comprare in un centro un embrione provvisto di pedigree, e dove non ci si fa scrupolo di vendere un embrione a una donna single.»&nbsp;&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">La «Casa degli embrioni» creata al Policlinico di Milano alla fine del 2005, e mai entrata in funzione, avrebbe potuto garantire il rispetto delle regole e l’indispensabile sicurezza, e avrebbe potuto assolvere anche la doppia funzione di ospitare non solo gli embrioni «orfani», cioè abbandonati dalla coppia, ma anche quelli per i quali è imminente un ciclo di fecondazione medicalmente assistita. Embrioni che avrebbero potuto aspettare in sicurezza il grande momento dell’inserimento in utero. Ma sarebbe stato necessario convocare a Milano le donne con questo progetto di maternità? Risponde Sirchia: «Assolutamente no. Così come si fanno viaggiare gli organi da trapiantare, così un embrione può volare da sua madre, protetto dall’azoto liquido.»</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Antonella Cremonese</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Apr 2012 12:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1334046181</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334046144_99.jpg" length="142595" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334046170_42/istock_000000576756xsmall.jpg" length="142595" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">embrioni distrutti</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fecondazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">infertilità</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fertilità</category></item><item><title>Farmaci venduti online, la metà è «contraffatta»</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4159</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Non si sa con precisione da dove provengono, né cosa contengono e spesso le etichette sono false. Il mercato è in crescita, ma un farmaco economico può costare la vita</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334042533_84.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Farmaci contraffatti">Si era sottoposta a un comunissimo test per capire il perchè di un persistente bruciore di stomaco ed è morta. La vicenda di Teresa Sunna, 28enne deceduta sabato 24 marzo, è ormai purtroppo tristemente nota: in uno studio medico privato di Barletta ha ingerito una dose letale di nitrito di sodio, etichettato come innocuo sorbitolo, prima di sottoporsi all’esame per rilevare eventuali intolleranze alimentari. Gli inquirenti della procura di Trani stanno indagando sull’ipotesi di un errore di confezionamento o di etichettatura, ma quel che risulta particolarmente grave in questa vicenda è che ad acquistare su Internet sia stato un centro medico e non uno «sprovveduto» cittadino.&nbsp;Un caso isolato, dicono le autorità. Tanto più che l’ambulatorio privato pugliese pare non fosse legalmente autorizzato.<br> <strong><br> </strong><strong>I FARMACI SI COMPRANO SOLO IN FARMACIA - </strong>Il caso di Teresa ha comunque riacceso i riflettori su un grande pericolo in agguato sotto la superficie del &nbsp;<em>mare magnum</em> internettiano: la vendita illegale di farmaci contraffatti tramite web è spaventosamente in crescita. E, secondo le stime del ministero della Salute, moltissimi italiani (oltre il 40 per cento) neppure sanno che nel nostro Paese è vietato l’acquisto di medicinali via internet. Ma c’è di peggio: stando ai dati in possesso dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nemmeno tutti i medici sono ben informati.<br> «L’unico modo sicuro per acquistare un farmaco è comprarlo in farmacia» ribadisce il ministro della Salute Renato Balduzzi.<br> I prezzi vantaggiosi e la facilità di acquisto (garantendo l’anonimato, un vantaggio assai gradito specie a chi cerca rimedi contro l’impotenza) fungono da suadenti sirene per i naviganti di internet e per quei pazienti in difficoltà economiche. Ma gli esiti dell’inchiesta condotta recentemente dall’<a href="http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/farmaci-contraffatti-aifa-italia-il-fenomeno-è-pressoché-inesistente-0" target="_blank">Aifa</a>&nbsp;non lasciano dubbi: i farmaci comprati su Internet risultano contraffatti in oltre la metà dei casi. Ovvero non hanno né la qualità né la sicurezza degli originali e, quindi, non solo non garantiscono l’effetto benefico desiderato, ma possono comportare grandi rischi per la salute.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LA  CONTRAFFAZIONE</strong><strong>? IN ITALIA NON ESISTE -</strong> In Italia il fenomeno della contraffazione è pressoché inesistente: la percentuale dei farmaci contraffatti presenti sul nostro mercato è pari allo 0,1 per cento, grazie soprattutto al sistema di tracciabilità del farmaco, che consente il monitoraggio, attraverso il bollino a lettura ottica, di ogni singola confezione.<br> Stando alle stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, però, la situazione oltralpe è ben diversa: se in Europa soltanto l’uno per cento dei medicinali in commercio sarebbe contraffatto, si sale al 6-7 per cento considerando il traffico globale, con un pericolosissimo 20-30 per cento per i prodotti venduti nei Paesi in via di sviluppo. Da dove, secondo diverse inchieste, provengono in realtà moltissimi dei farmaci acquistati online sia dagli americani che dagli europei.<br> Il problema dunque ci riguarda ugualmente: se si acquista via web non si sa da dove provengano i medicinali, né cosa contengano in realtà (raramente quanto riportato sulle etichette corrisponde al vero). E’ bene che lo sappia quel 33 per cento di Italiani che valuta positivamente, come riporta un sondaggio Aifa, la possibilità di acquistare farmaci in rete.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Vera Martinella</strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 10 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1334042567</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334042533_84.jpg" length="97003" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334042561_75/istock_000014040085xsmall.jpg" length="97003" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">farmaci contraffatti</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">altre news</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Figli naturali e figli "artificiali"</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4160</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334071865_98.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Fecondazione" class="eve_alignleft">Padre di 600 figli. Tecnicamente, è quello che è successo in una costosa clinica privata di Londra, dove per una trentina d’anni il biologo che era a capo della struttura usò il proprio seme per <strong>fecondare</strong> le pazienti.</p> <p style="text-align: justify;">Per delirio di onnipotenza, è una delle ipotesi. Perché era più comodo che selezionare un gruppo di donatori adatti. Perché era gratis. Perché tra il 1940 e il 1972, anni in cui i figli furono concepiti, non si andava troppo per il sottile: soltanto nel 1990 un accordo internazionale (lo <em>Human</em> <em>Fertilization and Embriology Act</em> ) ha stabilito <strong>il limite rigido di non più di dieci donazioni di sperma per ciascun donatore</strong>,&nbsp; per minimizzare il rischio che un Fato molto simile a quello della&nbsp; tragedia greca porti un fratello e una sorella ignoti ad avere un rapporto sessuale, e a concepire un figlio.</p> <p style="text-align: justify;">E’ arduo dire quale di queste ipotesi sia la più probabile, ma mi sentirei di scartare la prima, quella del delirio di onnipotenza, perché si fa fatica a pensare che un biologo possa considerare esaltante un atto meccanico di propagazione della specie in cui sono impegnati tutti gli individui viventi,&nbsp; dai grandi primati ai pesci.</p> <p style="text-align: justify;">Il super-padre biologico è&nbsp; scomparso nel 1972, ma tutta la vicenda è venuta alla luce per le ricerche fatte da due dei 600 figli concepiti con il suo seme, che si erano insospettiti per&nbsp; la somiglianza. I due, un avvocato londinese e un documentarista canadese,&nbsp; hanno seguito la pista&nbsp; per anni e anni, e sono riusciti a rintracciare una ventina di probabili fratelli biologici, che si <strong>sono confermati tali grazie al test del Dna</strong>. E’ ovvio che sul piano etico si profilino almeno tre&nbsp; domande.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">E’ giusto dire al figlio che è il frutto di un’inseminazione artificiale, o è meglio tacere? E’ giusto che venga mantenuto l’anonimato dei donatori di seme? E’ lecito che diventati adulti i figli cerchino di&nbsp; risalire al padre biologico e di rintracciare i fratelli per parte di padre? Sono domande che affondano nel profondo dell’identità personale, e non è facile rispondere. Mi sentirei però di dire che «fratello» non è un individuo il cui assetto genetico dimostra l’origine dallo stesso padre, e che cercare per il mondo questi fratelli è correre dietro a un’illusione, a una pretesa «voce del sangue» che è soltanto un identikit di laboratorio.&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">Il fratello e la sorella sono quelli con cui abbiamo pianto, abbiamo riso, abbiamo giocato, con cui ci siamo picchiati. Sono loro che affiorano dai nostri primi ricordi, e il padre e la madre, adottivi o naturali,&nbsp; sono quelli che ci hanno aspettato svegli quando tardavamo a rincasare.&nbsp;&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Veronesi</strong></p>]]></description><author>Daniele Banfi</author><source url="http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4160">Daniele Banfi</source><pubDate>Tue, 10 Apr 2012 07:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1334042863</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1334071865_98.jpg" length="163032" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1334071848_72/istock_000002200539xsmall.jpg" length="163032" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fecondazione assistita</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fecondazione artificiale</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/archive">201204</category></item><item><title>Non tutta la verdura è uguale: quella a foglia è più efficace contro  il tumore del seno</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4110</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p>Almeno 200 grammi al giorno, cruda e cotta. Lo dimostra un grande studio europeo</p> </div> <p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333363485_36.jpg?r=4&amp;w=180&amp;h=424" alt="Verdure a foglia ">Sono le verdure a foglia - insalata, cicoria, bietole, spinaci – le più efficaci nel ridurre il rischio di tumore del seno</strong>. Lo rivelano i risultati dello studio Epic (European prospective investigation into cancer and nutrition study) cui ha partecipato anche l’Italia. È noto da tempo che frutta e verdura svolgono un ruolo preventivo importante contro molte malattie, anche aggressive, ma oggi si hanno informazioni più precise su quali sono i cibi migliori amici della salute.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LO STUDIO-</strong> 31mila donne sane, di età compresa tra i 36 e i 64 anni e di cui si conoscevano il tipo di dieta e lo stile di vita, sono state reclutate in cinque centri italiani e seguite con regolari controlli per più di dieci anni. «In questo campione così vasto - spiega Giovanna Masala che ha coordinato i ricercatori della sezione italiana - mille donne hanno sviluppato un tumore alla mammella». Grazie al confronto delle loro abitudini alimentari con quelle delle pazienti sane è stato possibile identificare gli alimenti anti-cancro. A fare da scudo protettivo contro l'insorgenza del tumore al seno sono state soprattutto le verdure a foglia sia quelle cotte che quelle crude. «<strong>Spinaci, cicoria, bietola, lattuga e tutta la famiglia di queste verdure – continua la &nbsp;Masala - hanno protetto circa 30mila donne grazie alla loro ricchezza di antiossidanti che si concentrano sulle foglie</strong>». Nel caso delle verdure crude, si era aggiunto anche l'effetto salutare dell'olio di oliva extravergine con cui erano state condite.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>I RISULTATI-</strong> L’analisi delle abitudini alimentari ‘femminili’ ha permesso di identificare una strategia per la prevenzione primaria del tumore della mammella. «Aumentando il consumo di tutte le verdure – dichiarano i ricercatori - diminuisce il rischio di sviluppare questa neoplasia». Nella ‘dieta rosa’ non dovrebbero <strong>mai mancare almeno 200  grammi al giorno di verdure a foglia che, grazie al maggior senso di sazietà, contribuiscono a controllare meglio anche il peso</strong>. «L'obesità è infatti strettamente correlata al rischio di tumore dell'endometrio – continua la Masala - e della mammella in post menopausa poiché estrogeno-dipendenti». Sono efficaci, anche se in misura minore, le verdure a frutto come peperoni, melanzane, carciofi, fagiolini, sedano, zucchine e finocchi. Nessun effetto protettivo invece per il pomodoro cotto, nonostante sia ricco di licopene. «Ad annullarne l’efficacia – concludono i ricercatori – è con molta probabilità l'abbinata del pomodoro con la pasta che induce un aumento della glicemia, fattore che fa aumentare il rischio di tumore al seno».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Francesca Morelli</strong></p>]]></description><pubDate>Fri, 06 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1333363376</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333363485_36.jpg" length="229091" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1333363529_91/istock_000019634500xsmall.jpg" length="229091" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">verdure a foglia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione corretta</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">tumore al seno</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">oncologia</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Menù di Pasqua: le alternative all'agnello</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4129</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p class="Standard">Ci vuole molto coraggio a togliere la vita a oltre 700.000 cuccioli da latte solo in nome di una tradizione culinaria. A noi i capretti e gli agnelli piacciono solo così, innocenti e sereni come tutti i cuccioli. Non sacrificati per rallegrare le nostre tavole imbandite. Ci sono tante alternative per gustare una Pasqua senza torture. Eccone alcune</p> </div> <p class="Standard" style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333522953_17.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="">Dal <strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4124" target="_blank">blog</a></strong> del Professor Umberto Veronesi:</p> <p class="Standard" style="text-align: justify;"><em>"Si avvicina la Pasqua e, come ogni anno, si prospetta per me un periodo doloroso, perché penso a quanti animali, in nome di questa festa, verranno massacrati. Penso ai&nbsp;<strong>capretti</strong>&nbsp;e in particolare agli&nbsp;<strong>agnelli</strong>&nbsp;che, per il loro aspetto così bianco e morbido, tutto ispirano fuorché violenza e sangue. Le madri sono state messe incinte in tempo per partorire cuccioli da uccidere quando ancora succhiano il latte dalle loro mammelle, così che la loro carne sia più morbida per il palato umano. Io trovo che questa sia una barbarie. Chi, come me, ama tutti gli esseri viventi, li vede come parte di un unico disegno biologico e li rispetta,&nbsp;<strong>non fa distinzione fra animali di serie A e di serie B</strong>: semplicemente trova assurdo ucciderli e ingoiarli. Inoltre sono pacifista e perseguo la mitezza d’animo".</em></p> <p class="Standard" style="text-align: justify;">Ci vuole molto coraggio a togliere la vita a oltre <strong>700.000 cuccioli da latte</strong> solo in nome di una tradizione culinaria. A noi i capretti e gli agnelli piacciono solo così,<strong> innocenti e sereni come tutti i cuccioli</strong>. Non sacrificati per rallegrare le nostre tavole imbandite. Ci sono tante alternative per gustare una Pasqua senza torture. Eccone alcune preparate appositamente per voi dagli chef <strong>Simone Salvini </strong>(Executive Chef, Organic Academy) e<strong> Marco Bianchi</strong> (Chef ricercatore della Fondazione Veronesi).</p> <p class="Standard" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/pappa-al-pomodoro-con-pesto-di-basilico/4134">Pappa al pomodoro con pesto di basilico</a> </strong><em>(di Simone Salvini)</em></p> <p class="Standard" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/lasagne-vegetariane/4131">Lasagne vegetariane</a> </strong><em>(di Marco Bianchi)</em></p> <p class="Standard" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/frittatona-di-ceci-zucchine-e-fave/4136">Frittatona di ceci, zucchine e fave&nbsp;</a></strong><em>(di Marco</em><em>&nbsp;Bianchi)</em></p> <p class="Standard" style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/frittelle-di-ceci-con-mele-speziate-e-confettura-di-patate-americane/4133">Frittelle di ceci con mele speziate e confettura di patate americane </a></strong><em>(di Simone Salvini)</em></p>]]></description><pubDate>Wed, 04 Apr 2012 15:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1333458835</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333522953_17.jpg" length="236173" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1333552306_66/banner_x_daniele-01.jpg" length="236173" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">agnello</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">pasqua</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Scienza&amp;Donne, ciclo di incontri informativi sulla prevenzione al femminile</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4142</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333550373_95.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=450" alt="">Un’opportunità di conoscenza concreta con un esponente di alto profilo del mondo scientifico e sanitario: il Professor <strong>Paolo Veronesi</strong>, Direttore dell’Unità di Chirurgia Senologica Integrata dell’Istituto Europeo di Oncologia, Professore in Chirurgia Generale presso l’Università degli Studi di Milano e <strong>Presidente della Fondazione Umberto Veronesi</strong>, animerà una serie di incontri rivolti prevalentemente al pubblico femminile, in cui verranno trattate tematiche relative alla prevenzione in ambito oncologico, all'alimentazione e al disagio mentale.</p> <p style="text-align: justify;">Di seguito il calendario degli incontri:</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;<strong>&nbsp;</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Lunedi 16 Aprile, ore 18.00<br></strong></p> <p style="text-align: justify;">“Obiettivo sul seno. Dalla prevenzione oncologica ai canoni estetici.”</p> <p style="text-align: justify;"><em>Diana Bracco, </em>Presidente Fondazione Bracco.</p> <p style="text-align: justify;"><em>Paolo Veronesi</em>, Presidente Fondazione Umberto Veronesi; Direttore Unità Chirurgia Senologica Integrata, Istituto Europeo di Oncologia, Milano</p> <p style="text-align: justify;"><em>Francesca De Lorenzi,</em> Vice Direttore Divisione Chirurgia Ricostruttiva, Istituto Europeo di Oncologia, Milano</p> <p style="text-align: justify;"><em>Sergio Orefice</em>, Consulente di Chirurgia Senologica, San Pio X, Milano.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Lunedi 11 Giugno, ore 18,00<br></strong></p> <p style="text-align: justify;">“La prima prevenzione: mangiar sano. I principi di un corretto stile di vita.”</p> <p style="text-align: justify;">Introduce: <em>Paolo Veronesi</em>, Presidente Fondazione Umberto Veronesi; Direttore Unità Chirurgia Senologica Integrata, Istituto Europeo di Oncologia, Milano</p> <p style="text-align: justify;"><em>Lucilla Titta, </em>Ricercatrice nutrizionista, Dipartimento di Oncologia Sperimentale, Istituto Europeo di Oncologia, Milano.</p> <p style="text-align: justify;"><em>Enzo Grossi</em>, Comitato di Gestione e advisor scientifico, Fondazione Bracco.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Lunedi 18 Giugno, ore 18,00<br></strong></p> <p style="text-align: justify;">“Mente e corpo al femminile. Disagio psichico e fisico: prevenzione e cura.”</p> <p style="text-align: justify;">Introduce: <em>Paolo Veronesi</em>, Presidente Fondazione Umberto Veronesi; Direttore Unità Chirurgia Senologica Integrata, Istituto Europeo di Oncologia, Milano</p> <p style="text-align: justify;"><em>Alessandra Graziottin</em>, Direttore del Centro di Ginecologia, H. San Raffaele Resnati, Milano.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Gli incontri si terranno presso la <a href="http://www.fondazionebracco.com/" target="_blank">Fondazione Bracco</a></strong>, Teatrino di Via Cino del Duca 8, Milano</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Partecipazione gratuita previa prenotazione</strong> per ogni singolo incontro.</p> <p style="text-align: justify;">Rivolgersi a:</p> <p style="text-align: justify;">lavinia.galli@fondazioneveronesi.it</p> <p style="text-align: justify;">Tel. 0276018187</p> <p style="text-align: justify;">Le iscrizioni verranno accettate fino ad esaurimento posti.</p>]]></description><pubDate>Wed, 04 Apr 2012 11:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1333550417</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333550373_95.jpg" length="299705" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">prevenzione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">paolo veronesi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alimentazione</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">disagio mentale</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/multimedia/previewalignment">center</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fondazione bracco</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">scienza&amp;donne</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>Come trovare la forza di reagire alle avversità</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4112</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">C’è chi con i traumi diventa più resistente, anziché più vulnerabile. Questa capacità si chiama resilienza. E’ innata, ma si può imparare: è stata “insegnata” a bambini dopo una guerra o dopo il divorzio dei genitori. Chi ha gravi malattie fisiche risponde meglio alle cure</p> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333368468_14.jpg?r=4&amp;w=250&amp;h=423" alt="Resilienza: un concetto poco conosciuto">Sei resiliente? Molti non capiranno la domanda. Ma in psicologia si parla sempre più spesso di questa relativamente nuova facoltà: la resilienza. Si può&nbsp; definirla come la capacità di mantenere o di recuperare il proprio equilibrio psichico quando esposti ad un serio evento avverso (come una grave malattia o un trauma ), trasformando tale evento in un’occasione di crescita personale.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ma resilienza non è un concetto della fisica?</strong></p> <p style="text-align: justify;">Lo domandiamo al professor Mario Maj, direttore del Dipartimento di psichiatria all’Università Sun di Napoli. «Sì, il termine resilienza&nbsp; deriva dalla fisica, dove indica la capacità di una materia di assorbire gli urti senza rompersi. Oggi si ritiene che la resilienza sia in parte legata a caratteristiche della personalità dell’individuo già presenti prima del trauma (ottimismo, capacità di autoregolazione, autostima, &nbsp;capacità di <em>problem solving</em>) ed in parte possa svilupparsi a seguito della “sfida” rappresentata dal trauma. La “traiettoria” delle persone che vanno incontro a più traumi significativi nella propria esistenza può essere caratterizzata, infatti, tanto da una vulnerabilità sempre maggiore quanto da una crescente resilienza».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono altri elementi che concorrono?</strong>&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;">«Altre variabili che sono la tendenza ad attribuire un senso alle cose che accadono, la spiritualità e la capacità di utilizzare le risorse esistenti».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Può spiegare meglio l’apporto della spiritualità?</strong></p> <p style="text-align: justify;">«La spiritualità (intesa come la ricerca di un significato trascendente dell’esistenza, anche ma non necessariamente attraverso una religione) è stata ripetutamente associata a livelli più elevati di resilienza in persone con patologie mentali (depressione) e fisiche (tumori, gravi cardiopatie)».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Ma la resilienza si ha o si può imparare?</strong></p> <p style="text-align: justify;">« Molti ritengono che la resilienza possa essere insegnata ed appresa (cioè, “costruita” attraverso interventi strutturati) e possa essere “misurata” in modo attendibile, consentendo così di valutare gli effetti degli interventi. Nei bambini che sono stati vittime di gravi traumi sono stati studiati con risultati positivi diversi interventi volti a promuovere la resilienza, sia individuali (ad orientamento cognitivo-comportamentale) che mirati alla relazione genitori-bambino. In questo ambito è stato messo a punto e sperimentato il <em>New Beginnings Program </em>per bambini tra i 9 e 12 anni i cui genitori hanno divorziato».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;Che “uso” si può fare di questa facoltà?</strong></p> <p style="text-align: justify;">«La ricerca sulla resilienza ha avuto come oggetto non soltanto i bambini esposti ad abusi fisici o sessuali o ad altri traumi, ma anche le vittime di guerre o terrorismo e le persone affette da gravi malattie fisiche. In quest’ultimo ambito, la resilienza è stata studiata anche come fattore che può contribuire al successo dei trattamenti: ad esempio, in un gruppo di pazienti con cardiopatie coronariche, si è trovato che quelli con valori elevati di resilienza (misurata come una combinazione di ottimismo, percezione di controllo della situazione e autostima) avevano una risposta significativamente migliore ad un programma di riabilitazione di quelli con livelli bassi».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Serena Zoli</strong></p>]]></description><pubDate>Wed, 04 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1333368519</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333368468_14.jpg" length="115788" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1333368513_19/manigiunte.jpg" length="115788" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">resilienza</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cervello</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">mente</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">mente e psiche</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">difficoltà</category></item><item><title>Sonnolenza diurna? Forse è colpa del fegato</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/4105</link><description><![CDATA[<div class="eve_deck"> <p style="text-align: justify;">Alti livelli di ammoniaca nel sangue possono disturbare il sonno. Succede quando il fegato funziona male. Ad affermarlo è uno studio italo-svizzero</p> <ul> <li class="eve_page_list" style="text-align: justify;"><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/alcol-le-tappe-della-salute/ragazzi-e-alcol-dieci-consigli-ai-genitori/1537" target="_blank"><strong>Alcol: dieci consigli per i genitori</strong></a></li> </ul> </div> <p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333356959_87.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=0" alt="Alcol e sonnolenza ">La sonnolenza post-prandiale l’abbiamo provata tutti. Soprattutto quando si è sul luogo di lavoro e si fatica a tenere gli occhi aperti. La colpa viene spesso attribuita al cibo troppo pesante ma anche gli alcolici possono giocare la loro parte. Infatti, secondo una ricerca pubblicata dalla rivista <em>Hepatology</em>, <strong>l’ammoniaca che si genera quando il fegato è affaticato e non riesce a detossificare l’alcol può causare sonnolenza diurna e un sonno notturno di cattiva qualità</strong>. Ad affermarlo è un team di ricercatori dell’Università di Padova e dell’Institute of Pharmacology and Toxicology di Zurigo (Svizzera).</p> <p style="text-align: justify;"><strong>LO STUDIO- </strong>Per giungere alla curiosa spiegazione gli scienziati hanno somministrato a dieci volontari sani e dieci malati di cirrosi epatica un mix di proteine in grado di aumentare i livelli ematici di ammoniaca. Lo studio ha valutato i profili di ammoniemia, ovvero la quantità di ammoniaca nel sangue, la sonnolenza, l’elettroencefalogramma di veglia e quello di sonno. Come dichiara la dottoressa Sara Montagnese, una delle autrici dello studio, «Dalle indagini abbiamo verificato che <strong>elevati livelli di iperammoniemia si associano a un significativo aumento della sonnolenza</strong> sia nei volontari sani sia in quelli con cirrosi. Nei pazienti compaiono inoltre modifiche nell’elettroencefalogramma durante il sonno, indice questo di una ridotta capacità di generare un sonno davvero ristoratore».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>RICADUTE TERAPEUTICHE- </strong>Dunque sembrerebbe proprio il fegato ad essere l’organo su cui agire per ristabilire un sonno salutare. Come ampiamente dimostrato da numerosi studi le malattie croniche del fegato come la cirrosi epatica, la cui causa è spesso l’abuso di alcolici, possono portare alla compromissione totale del funzionamento del fegato. Tra le conseguenze di questo danno vi è l’incapacità dell’organo di tenere sotto-controllo i livelli di ammoniaca nel sangue. Ma l’innalzamento del livello è un fenomeno assai pericoloso perché può dare origine a disturbi neurologici e psichiatrici reversibili, noti con il nome di encefalopatia epatica. «I risultati di questo studio –spiega la Montagnese- presentano anche interessanti implicazioni cliniche, in quanto ci indicano la sonnolenza quale segnale di encefalopatia. Ecco che strategie terapeutiche volte a ridurre la sonnolenza diurna potrebbero determinare un miglioramento nella qualità del sonno notturno».</p> <p style="text-align: justify;"><strong>ALCOL E GIOVANI- </strong>Sarebbe però un errore pensare che solo chi è affetto da cirrosi epatica si debba preoccupare di non assumere alcool. La prevenzione di queste malattie infatti inizia sin dalla tenera età. Secondo l’ottava Relazione annuale al Parlamento sugli interventi realizzati dal Ministero della salute, presentata nelle scorse settimane,<strong> il 13,6% dei minori tra gli 11 ed i 15 anni ha consumato alcol.</strong> Un dato importante che deve mettere in guardia: a quella età infatti l’apparato digerente non ha ancora completato la maturazione del sistema enzimatico con il quale il corpo riesce a “smaltire” l’alcol che introduce e questo espone gli adolescenti a un maggior rischio per la salute.</p> <p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://twitter.com/#!/danielebanfi83" target="_blank">Daniele Banfi</a></strong></p>]]></description><pubDate>Tue, 03 Apr 2012 04:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1333356477</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333356959_87.jpg" length="167260" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1333357005_28/istock_000018174427xsmall.jpg" length="167260" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">danni epatici</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">sonno</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">alcol</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">cattivo sonno</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">fegato</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/maincategory">alcol</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/category">alcol</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/content">carousel</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article">views</category></item><item><title>Fermiamo, vi prego, la barbarie degli agnellini sgozzati</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4124</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="eve_alignleft" src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333399287_83.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=283" alt="Agnello destinato al macello">Si avvicina la Pasqua e, come ogni anno, si prospetta per me un periodo doloroso, perché penso a quanti animali, in nome di questa festa, verranno massacrati. Penso ai <strong>capretti</strong> e in particolare agli <strong>agnelli</strong> che, per il loro aspetto così bianco e morbido, tutto ispirano fuorché violenza e sangue. Le madri sono state messe incinte in tempo per partorire cuccioli da uccidere quando ancora succhiano il latte dalle loro mammelle, così che la loro carne sia più morbida  per il palato umano. Io trovo che questa sia una barbarie. Chi, come me, ama tutti gli esseri viventi, li vede come parte di un unico disegno biologico e li rispetta, <strong>non fa distinzione fra animali di serie A e di serie B</strong>: semplicemente trova assurdo ucciderli e ingoiarli. Inoltre sono pacifista e perseguo la mitezza d’animo.</p> <p style="text-align: justify;">Dunque non tollero nessuna forma di violenza, anche quella perpetrata nei confronti degli animali, che non possono difendersi e far valere le proprie ragioni. Io voglio pensare che chi mangia tranquillamente la carne di agnello forse non ne ha mai visto uno. L’agnellino è un cucciolo delizioso, allegro, affettuoso, che ispira una grande tenerezza. Per questo forse, più passa il tempo più l’idea stessa di mangiarlo mi ripugna. Non metto in dubbio che il gusto della sua carne possa risultare piacevole. Ma può il criterio della bontà del gusto giustificare eticamente ogni atto con il quale ci procuriamo il cibo? <strong>Esiste un’etica del cibo che va la di là del “saporito o non saporito”</strong>, perché il modo in cui ci alimentiamo ha un impatto sulla natura tutta, animali compresi, che ne sono un’espressione straordinaria.</p> <p style="text-align: justify;">Il rispetto per la vita è una delle grandi conquiste dell’uomo, ed è un segno di civiltà. E la vita non è solo la “nostra” vita. Chi rispetta la vita dovrebbe rispettarne ogni forma. <strong>Gli animali, soprattutto i mammiferi, hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti</strong>. Esiste un’ampia letteratura scientifica in questo settore, a cui io aggiungo la mia esperienza personale: sono cresciuto in un una cascina e gli animali sono stati i miei primi compagni di gioco. Non solo cani o gatti, ma anche vitelli e agnelli. Posso assicurare che si affezionano, sono gelosi, possessivi ed hanno espressioni del loro sentire straordinariamente simili alle nostre. Per questo io credo che abbiano il diritto di non essere uccisi e di non subire violenza. Rispettando gli animali, rispettiamo noi stessi, la natura di cui facciamo parte e, soprattutto, rispettiamo il valore della vita.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Umberto Veronesi</strong></p> <p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Calibri, serif;"><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;">Visita anche: <strong><a href="http://www.fondazioneveronesi.it/la-tua-salute/alimentazione/men-di-pasqua-le-alternative-all-agnello/4129">le ricette di Pasqua, alternative all'agnello</a></strong></span></span></p>]]></description><author>Daniele Banfi</author><source url="http://www.fondazioneveronesi.it/blogveronesi/4124">Daniele Banfi</source><pubDate>Tue, 03 Apr 2012 03:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_14-1333399152</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333399287_83.jpg" length="209515" type="text/html"></enclosure><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/attachment/1333399266_89/istock_000014354392xsmall.jpg" length="209515" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">agnelli</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">pasqua</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">diritti animali</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category></item><item><title>"Ludovica e il sentiero dell'arcobaleno", uno spettacolo educativo per bambini</title><link>http://www.fondazioneveronesi.it/news-dalla-fondazione/4109</link><description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="eve_alignleft" title="Illustrazione: Maria Chiara Di Palo " src="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333382623_60.jpg?r=4&amp;w=300&amp;h=206" alt="Illustrazione: Maria Chiara Di Palo ">"Ludovica e il sentiero dell'arcobaleno"</strong>: uno spettacolo nato da un'idea di<strong> Paola Reverso</strong> (medico, nutrizionista, consulente editoriale e presidente dell’associazione “Il Me+Te”) e dai bambini iscritti al <strong><em>Club delle Magiche Gemme</em></strong> (<a href="http://www.ilmepiute.com/">www.ilmepiute.com</a>), che da circa 4 anni stanno imparando un corretto stile di vita attraverso un nuovo metodo didattico.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;</strong>Lo spettacolo esprime i principi e gli obiettivi del “<strong>Progetto Ludovica</strong>“ (un percorso educativo didattico di prevenzione primaria per le scuole materne ed elementari), creato nel 2008 dalla dottoressa Paola Reverso per offrire agli insegnanti, agli alunni e alle famiglie (genitori e nonni) le informazioni necessarie per adottare uno stile di vita sano e un’alimentazione corretta.</p> <p style="text-align: justify;"><strong>Il “Progetto Ludovica” segue le linee guida dell’OMS</strong> (Organizzazione Mondiale della Sanità) e ne condivide l’obiettivo: il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.</p> <p style="text-align: justify;">&nbsp;</p> <p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;</strong></p> <p style="text-align: justify;"><strong>Con la Partecipazione di Marco Bianchi</strong> Nel ruolo di <strong>Capitan DNA</strong> e con il<strong> Patrocinio di Fondazione Veronesi.</strong></p> <p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni visita il sito: <a href="http://www.ilmepiute.com" target="_blank">www.ilmepiute.com</a></p>]]></description><pubDate>Mon, 02 Apr 2012 09:00:00 -0000</pubDate><guid isPermaLink="false">http://interfaces.prod.fondazioneveronesi.it/API/feeds/user_11-1333362657</guid><enclosure url="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/articlephoto/file1333382623_60.jpg" length="1710381" type="text/html"></enclosure><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">paola reverso</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">progetto ludovica</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/status">published</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/article/features">disablecomment</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">Marco Bianchi</category><category domain="http://www.fondazioneveronesi.it/schema/topics">spettacolo teatrale</category></item></channel></rss>
