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Puoi fare la tua parte anche tu sostenendo i ricercatori di Fondazione Umberto Veronesi impegnati nella lotta ai tumori femminili.

Grazie alla ricerca oggi siamo qui.

Angela, Marina, Gabriella: tre Pink Ambassador che aprono il loro cuore e raccontano la propria esperienza con il tumore. Una storia che parla di fiducia nella ricerca e della volontà di andare oltre, per tornare a vivere più forti e coraggiose di prima. Ed essere di incoraggiamento per tutte le donne.

"Tumore al seno: il mio impegno per migliorare la qualità di vita dopo l’intervento."

Umberto Veronesi è stato il primo medico a poter credere di operare il tumore al seno con un approccio conservativo, permettendo a milioni di donne di ricevere cure più efficaci e con un minore impatto psicologico.

I tumori femminili colpiscono migliaia di donne in Italia ogni anno

55.000

i nuovi casi di carcinoma al seno

10.700

i nuovi casi di tumore all’utero

5.200

i nuovi casi di tumore all’ovaio

*Fonte dati: AIRTUM 2020

La storia di Gabriella

"La ricerca mi ha regalato quello che il tumore voleva togliermi: sono riuscita a diventare mamma dopo la malattia."

La storia di Angela

“Ho combattuto più volte contro il tumore al seno e nel corso degli anni ho visto i progressi della ricerca, che hanno portato a cure più efficaci e meno invasive”

La storia di Marina

"A trentun anni non pensavo proprio di ammalarmi di tumore al seno. Se sono qui è grazie alla ricerca"

I progressi della ricerca in ambito di oncologia femminile

1977


Da un anticoncezionale poco efficace nasce la terapia ormonale, strategia di punta in oncologia

In USA un farmaco anti-estrogenico, inizialmente sperimentato come anticoncezionale, viene approvato come trattamento per il tumore del seno. È stato individuato grazie ai precedenti studi di Elwood Jense, che nel 1971 ha osservato che i tumori del seno possono in alcuni casi avere alti livelli di recettori per gli estrogeni (ER+) e che questi, data la loro natura, rispondono a terapie anti-estrogeniche: conoscenze ancor oggi centrali nella cura dei tumori mammari. Si scoprirà poi che il farmaco è anche capace di diminuire l’insorgenza di tumori in persone ad alto rischio di sviluppare un cancro al seno, verrà quindi prescritto anche come farmaco chemio-preventivo.

1981


Inizia l’era della chirurgia conservativa

Sul New England Journal of Medicine viene pubblicato uno studio firmato da Umberto Veronesi, che dimostra come la quadrantectomia (un approccio di chirurgia conservativa che punta a rimuovere solo la porzione di seno affetta da tumore), combinata a radioterapia, non implichi differenze per quanto riguarda sopravvivenza e frequenza di ricadute delle pazienti rispetto alla mastectomia (la rimozione completa del seno). Si apre così una nuova era in oncologia: le cure iniziano a colpire la minore porzione possibile del corpo per minimizzare l’invasività tutelando al contempo l’efficacia del trattamento, a vantaggio del recupero fisico e psicologico del paziente.

1984


Scoperta la proteina HER2, una firma di molti tumori al seno 

Nel 1984 si scopre che circa il 20-25% dei tumori del seno presentano alti livelli della proteina HER2, e che questi tumori sono spesso associati a una prognosi infausta. Questa osservazione permetterà di mettere a punto, nel 1998, un anticorpo monoclonale in grado di colpire specificamente HER2, consentendo di trattare efficacemente (come nel caso dei tumori ER+) questo sottotipo di tumori mammari.

1994-95


Tumori ed ereditarietà: BRCA1 e 2

Vengono identificati i geni BRCA1 e 2, le cui mutazioni aumentano di molto il rischio di sviluppare tumori al seno, alle ovaie e ad altri organi. Queste mutazioni possono essere trasmesse per via ereditaria: sono stati quindi messi a punto i primi test genetici per verificarne la presenza nel proprio corredo genetico; in questo modo gli individui con una storia familiare caratterizzata da numerosi casi di tumore possono scegliere se e come intervenire in termini di prevenzione.

2006-2018


Un vaccino contro i papillomavirus

Viene commercializzato l’unico altro vaccino (oltre a quello per l’epatite B) in grado di prevenire un’infezione virale e, con essa, lo sviluppo di tumori: si tratta di una formulazione in grado di proteggere contro due ceppi di papillomavirus (HPV), agente causale del tumore alla cervice uterina, nonché dei tratti genito-anali e oro-faringei. Questo vaccino verrà poi seguito nel 2009 da un vaccino contro 4 ceppi di HPV e, nel 2018, da un vaccino contro 9 ceppi, consentendo una protezione dai tumori causati da HPV quasi totale.

1981 - Inizia l'era della chirurgia conservativa

Quarant'anni fa Umberto Veronesi introdusse la quadrantectomia, una nuova tecnica chirurgica che preserva il seno in caso di tumore, ma ha indirizzato la cultura oncologica mondiale in più di una direzione.

Contro i tumori femminili finanziamo i migliori ricercatori.

Scopri alcuni di loro e perché sostenere i loro progetti è vitale.

JUSTYNA BRONIARCZYK

Studio i meccanismi con cui E6, una proteina di HPV, altera i processi cellulari e favorisce lo sviluppo del tumore alla cervice uterina

ELENA ALEXANDROVA

L'obiettivo del mio progetto è valutare il potenziale terapeutico di nuovi bersagli molecolari per il trattamento del tumore ovarico.

GIACOMO BIAGIOTTI

Col mio studio scopro come aumentare l’effetto della radioterapia in tumori al seno triplo negativi.

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