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Per combattere i tumori femminili la ricerca ha bisogno di te.

Grazie alla ricerca oggi sono qui.

E sono Pink Ambassador per raccontarlo a tutti.

Una diagnosi di tumore ti cambia la vita ma l'errore peggiore è darsi per sconfitti in partenza. Dopo giorni di sconforto ho cercato di vedere il lato positivo in un percorso tutt’altro che facile.

Sogno un mondo senza cancro.

Come ha sempre voluto il Professor Veronesi.

Dietro alla malattia ci sono tante storie, tutte diverse.

E ci siamo noi, i ricercatori. Io sono una di questi, mi occupo del tumore alla cervice uterina. Sono innamorata della vita e delle infinite possibilità che tutti noi abbiamo il diritto di avere. Per questo faccio ricerca: perché prendere in tempo il tumore oggi vuol dire avere molte più probabilità di guarire.

Ci vuole impegno, tenacia, resistenza, come per le Pink Ambassador: loro, con le scarpe da running, noi nei nostri laboratori. Verso lo stesso traguardo: scoprire in tempo la malattia per curarla.

I tumori femminili colpiscono migliaia di donne in Italia ogni anno

55.000

i nuovi casi di carcinoma al seno

11.400

i nuovi casi di tumore all’utero

5.300

i nuovi casi di tumore all’ovaio

I progressi della ricerca in ambito di oncologia femminile

1977


Da un anticoncezionale poco efficace nasce la terapia ormonale, strategia di punta in oncologia

In USA un farmaco anti-estrogenico, inizialmente sperimentato come anticoncezionale, viene approvato come trattamento per il tumore del seno. È stato individuato grazie ai precedenti studi di Elwood Jense, che nel 1971 ha osservato che i tumori del seno possono in alcuni casi avere alti livelli di recettori per gli estrogeni (ER+) e che questi, data la loro natura, rispondono a terapie anti-estrogeniche: conoscenze ancor oggi centrali nella cura dei tumori mammari. Si scoprirà poi che il farmaco è anche capace di diminuire l’insorgenza di tumori in persone ad alto rischio di sviluppare un cancro al seno, verrà quindi prescritto anche come farmaco chemio-preventivo.

1981


Inizia l’era della chirurgia conservativa

Sul New England Journal of Medicine viene pubblicato uno studio firmato da Umberto Veronesi, che dimostra come la quadrantectomia (un approccio di chirurgia conservativa che punta a rimuovere solo la porzione di seno affetta da tumore), combinata a radioterapia, non implichi differenze per quanto riguarda sopravvivenza e frequenza di ricadute delle pazienti rispetto alla mastectomia (la rimozione completa del seno). Si apre così una nuova era in oncologia: le cure iniziano a colpire la minore porzione possibile del corpo per minimizzare l’invasività tutelando al contempo l’efficacia del trattamento, a vantaggio del recupero fisico e psicologico del paziente.

1984


Scoperta la proteina HER2, una firma di molti tumori al seno 

Nel 1984 si scopre che circa il 20-25% dei tumori del seno presentano alti livelli della proteina HER2, e che questi tumori sono spesso associati a una prognosi infausta. Questa osservazione permetterà di mettere a punto, nel 1998, un anticorpo monoclonale in grado di colpire specificamente HER2, consentendo di trattare efficacemente (come nel caso dei tumori ER+) questo sottotipo di tumori mammari.

1994-95


Tumori ed ereditarietà: BRCA1 e 2

Vengono identificati i geni BRCA1 e 2, le cui mutazioni aumentano di molto il rischio di sviluppare tumori al seno, alle ovaie e ad altri organi. Queste mutazioni possono essere trasmesse per via ereditaria: sono stati quindi messi a punto i primi test genetici per verificarne la presenza nel proprio corredo genetico; in questo modo gli individui con una storia familiare caratterizzata da numerosi casi di tumore possono scegliere se e come intervenire in termini di prevenzione.

2006-2018


Un vaccino contro i papillomavirus

Viene commercializzato l’unico altro vaccino (oltre a quello per l’epatite B) in grado di prevenire un’infezione virale e, con essa, lo sviluppo di tumori: si tratta di una formulazione in grado di proteggere contro due ceppi di papillomavirus (HPV), agente causale del tumore alla cervice uterina, nonché dei tratti genito-anali e oro-faringei. Questo vaccino verrà poi seguito nel 2009 da un vaccino contro 4 ceppi di HPV e, nel 2018, da un vaccino contro 9 ceppi, consentendo una protezione dai tumori causati da HPV quasi totale.

Contro i tumori femminili finanziamo i migliori ricercatori.

Scopri alcuni di loro e perché sostenere i loro progetti è vitale.

ARIANNA BERTOSSI

Il tumore è intelligente, inibisce le nostre difese. Ma noi ricercatori non ci arrendiamo, mai.

ELENA ALEXANDROVA

Faccio ricerca per cambiare concretamente la vita delle persone.

MARIANNA ROSSETTI

Studio un dispositivo di poco costo e accessibile a tutti per la diagnosi precoce del cancro al seno.

Arianna con il suo progetto vuole combattere il tumore al seno con metastasi per cui non esistono ancora terapie davvero efficaci.

Elena lavora all’Università degli Studi di Salerno con un progetto di ricerca per interrompere la crescita del tumore ovarico.

Marianna studia un apparecchio per riconoscere gli autoanticorpi che il sistema immunitario produce contro le cellule del tumore al seno.

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