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Gli italiani e l'automedicazione: ecco cosa portare in vacanza

pubblicato il 12-09-2011

Un’indagine dell'ANIFA fotografa le abitudini degli italiani sull’automedicazione in vacanza. Gli esperti:“L’impiego di questi farmaci non va protratto oltre quanto stabilito dal foglietto illustrativo e se il disturbo non si risolve entro 3-4 giorni è bene rivolgersi ad un medico”

Gli italiani e l'automedicazione: ecco cosa portare in vacanza

Un’indagine dell'ANIFA fotografa le corrette abitudini degli italiani sull’automedicazione in vacanza. 

Le vacanze sono alle porte. Brevi o lunghe che siano le ferie possono nascondere insidie in grado di rovinarvi il meritato riposo: tosse, una piccola contusione, un arrossamento degli occhi o una puntura d’insetto, sono tutti disturbi lievi che possono essere tranquillamente trattati in piena autonomia evitando di affollare i pronto soccorsi delle località estive. In che modo? Semplice, mettendo nella valigia i principali farmaci di automedicazione.

I DATI- In fatto di automedicazione gli italiani sono imbattibili. Oltre l’80% li considera immancabili compagni di viaggio per le prossime vacanze. Secondo un’indagine commissionata dall'ANIFA (Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’Automedicazione) nelle valigie degli italiani non mancano infatti gli antinfiammatori (61,3%), gli antipiretici (45%) e i disinfettanti (40%). Sono principalmente le donne, da sempre più previdenti in fatto di salute ad occuparsi di predisporre il kit salva-vacanze per sé e la famiglia (80%). Non solo, con l'avanzare dell'età si diventa più saggi: i più previdenti sono gli over 45 mentre i più giovani si dimenticano di mettere in valigia i farmaci. Ma sanno come rimediare: in media i ragazzi fra i 18 ed i 25 anni mostrano una maggiore predisposizione a recarsi in farmacia rispetto alla media della popolazione.

COSA PORTARE?- Come dichiara la dottoressa Ornella Cappelli, Presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico, «in valigia non deve mai mancare un antidolorifico, un analgesico, un antipiretico e un antinfiammatorio per mal di testa o dolori muscolari dovuti alla ‘messa in moto’ di parti del corpo di solito inattive, disinfettanti per la gola per combattere le infiammazioni da sbalzi di temperatura spesso in agguato con l’aria condizionata, un digestivo per i fastidi causati da una diversa alimentazione in vacanza, un lassativo, melatonina contro i disturbi del jet lag ed infine un antidiarroico per combattere la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”».

PER QUANTO TEMPO?- Ma per quanto tempo è necessario andare avanti con l'automedicazione? E se il disturbo non passa? «L'impiego -spiega la dottoressa Capelli- non va protratto oltre quanto stabilito dal foglietto illustrativo e se il disturbo non si risolve entro 3-4 giorni è bene rivolgersi ad un medico». Ultima piccola accortezza: se si viaggia all'estero, ricordatevi prima di partire il nome del principio attivo del farmaco che normalmente assumete. Ciò vi sarà utile per trovare un farmaco analogo.

Daniele Banfi


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