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Neuroscienze

Il sogno: le avventure di notte salvano la coscienza e il nostro peso

pubblicato il 18-09-2011

La conferenza, che si svolgerà a Venezia dal 18 settembre, vedrà riuniti alcuni fra i più eminenti scienziati al mondo per presentare e discutere le nuove scoperte in uno degli ambiti di ricerca più stimolanti: la mente umana. Il terzo contributo è di Allan Hobson

Il sogno: le avventure di notte salvano la coscienza e il nostro peso

La conferenza, che si svolgerà a Venezia dal 18 settembre, vedrà riuniti alcuni fra i più eminenti scienziati al mondo per presentare e discutere le nuove scoperte in uno degli ambiti di ricerca più stimolanti: la mente umana. Il terzo contributo è di Allan Hobson

Il sogno ha sempre affascinato gli uomini che si sono interrogati sulla sua origine, sul significato e sullo scopo. Per tutto il secolo scorso ha dominato l’idea psicologica. Per Freud il sogno sarebbe la valvola di sfogo di un sé inconscio ed esprimerebbe dei desideri. Ora, dalla scoperta del sonno REM (rapid eye movement) negli anni sessanta, cioè di fasi intermittenti del sonno in cui muoviamo gli occhi rapidamente sotto le palpebre chiuse, si sono studiate sempre più le basi neurali del sogno. Che si produrrebbe soprattutto in concomitanza con i periodi REM, ma non solo.

Questo tipo di sonno si è presentato tardi nel corso dell’evoluzione, ma compare molto presto nella vita dell’individuo: al terzo mese di gravidanza si ha il picco di sonno col rapido muoversi degli occhi che crolla, poi, dopo la nascita, man mano che aumentano il tempo di veglia e le capacità cognitive.

Questo ha fatto pensare che il sonno REM e il sogno abbiano un ruolo nel formarsi del cervello e che dopo, in età matura, servano a mantenere e riparare il cervello-mente. Gli studi compiuti autorizzano una nuova teoria: il sogno è la costruzione di una realtà virtuale, una proto coscienza che permette poi di percepire e capire la realtà dello stato di veglia.

Senza questa proto-coscienza, che comincia nell’utero materno, non potremmo avere la coscienza.

I sogni preparano, “sintonizzano” la mente per la consapevolezza cosciente. Sono una prova generale della vita, non una semplice reazione alla vita. Il sogno è uno scaldare i motori dei circuiti cerebrali anticipando le immagini e i suoni e le emozioni della veglia. Questo spinge a pensare che non tutto quanto sappiamo sia appreso, ma che in parte sia innato. La scienza sembrerebbe riportare d’attualità la teoria di Emanuele Kant per cui le idee sarebbero innate. Contro quanti sostenevano (John Locke tra gli altri) e sostengono che quando nasciamo la nostra mente è una tabula rasa.

Il sonno-sogno sovrintende anche alla regolazione dell’energia del corpo. Topi di laboratorio deprivati del sonno o anche solo delle fasi Rem sono morti con una sindrome di discontrollo calorico e termale. Persero peso pur mangiando di più e svilupparono un comportamento di ricerca del caldo nello stesso ambiente dove prima si trovavano a loro agio. Questi risultati indicano che gli animali omeotermici potrebbero aver bisogno del sonno-sogno per controllare sia il peso sia la temperatura del corpo. L’omeotermia è la capacità di mantenere costante la temperatura corporea, indipendentemente dalla temperatura esterna, ed è una capacità che hanno solo i mammiferi e gli uccelli. Gli unici, anche, ad avere il sonno REM. E poiché noi uomini possiamo ragionare se il cervello si mantiene entro uno stretto margine di temperature ne deriva che la nostra coscienza dipende dall’omeotermia e questa dal sonno.

Allan Hobson

Professore di Psichiatria, Divisione di Medicina del Sonno, Harvard Medical School

Profilo dell'autore

il suo intervento alla Conferenza mondiale The Future of Science, Venezia, 18-20 settembre 2011


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