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Oncologia

Un ospedale oncologico a misura di malato

pubblicato il 06-12-2011

Presentati a Milano i risultati del progetto Hucare. Sono in Lombardia gli ospedali più “umanizzati” dove si curano i tumori. Attraverso un approccio a 360 gradi si può ridurre del 50% l'ansia e la depressione dovuti alla malattia

Un ospedale oncologico a misura di malato

Presentati a Milano i risultati del progetto Hucare. Sono in Lombardia gli ospedali più “umanizzati” dove si curano i tumori. Attraverso un approccio a 360 gradi si può ridurre del 50% l'ansia e la depressione dovuti alla malattia

Una diagnosi di tumore è qualcosa che non si dimentica. Da quel momento e per tutta la durata delle terapie il desiderio più grande per ogni malato, oltre che di guarire, è quello di essere considerati delle persone e non dei numeri. Entrare in un ospedale più a misura di malato, ovvero più umano. Ed è proprio a questo obiettivo che, dal 2008, il progetto HUCARE  (HUmanization of CAncer caRE) sta lavorando. Un progetto unico in Italia e fra i primi al mondo, che, in quattro anni, ha coinvolto 29 strutture e oltre 700 professionisti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni dei pazienti con cancro, grazie a una serie di interventi mirati di supporto psicologico e sociale.

I NUMERI - Sono 25 gli ospedali oncologici italiani che hanno acquisito gli strumenti per rendere “più umano” il processo di cura, riducendo così nei pazienti il disagio psichico grave del 50%, e migliorando l’adesione alle terapie. Un dato non di poco conte se si pensa che in media una persona su tre colpita da tumore soffre di ansia e depressione. La regione più partecipe è senz'altro la Lombardia, con ben 22 centri certificati: dai grandi ospedali cittadini, come il Policlinico di Milano, l'ospedale di Bergamo, di Brescia, a una provincia che si mostra dinamica a Saronno, Seriate, Vimercate, solo per citare alcuni dei centri riconosciuti (l'elenco completo è consultabile sul sito internet dell'iniziativa). Fuori dalla Lombardia sono stati certificati l'ospedale di Fermo, il Careggi di Firenze, l'azienda ospedaliera di Reggio Emilia. I risultati finali dell’iniziativa, avviata nel 2008 e terminata nel settembre di quest’anno, sono stati presentati nei giorni scorsi a Milano nel corso del convegno nazionale “Rendere più umana l’assistenza oncologica: il progetto HUCARE risultati e prospettive”.

ORGANIZZAZIONE CAPILLARE- «Centocinquantasei medici (su 190) e 401 infermieri (su 479) - spiega Rodolfo Passalacqua, responsabile scientifico di HUCARE e primario di Oncologia a Cremona - hanno seguito un corso di alta formazione per migliorare le competenze comunicative. Siamo riusciti a ridurre significativamente il disagio psichico grave grazie a un percorso strutturato che permette di individuarlo tempestivamente». Cambia dunque completamente il modo in cui i pazienti vengono accolti in reparto. In ogni struttura è presente uno psicologo a cui vengono indirizzati i malati colpiti da ansia e depressione, diagnosticate con uno screening specifico. Ad ogni paziente è assegnato un infermiere di riferimento che lo assiste nelle varie fasi della terapia fornendogli informazioni dettagliate. Ed è istituito il Punto di Informazione e Supporto (PIS), gestito da personale infermieristico appositamente formato, dotato di una biblioteca per pazienti con materiale informativo specifico in diversi formati con accesso a internet e a banche dati.

PROGETTO CHE FA SCUOLA- Un corretto approccio terapeutico esige un’attenzione particolare al tema dell’umanizzazione. Come spiega Carmelo Iacono, presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), «HUCARE è un modello che potrà essere esportato anche in altri Paesi, si tratta di un’esperienza di assoluto livello. È infatti allo studio la possibilità di realizzare un progetto europeo basato sullo schema di HUCARE per promuovere il percorso dell’umanizzazione in corsia coinvolgendo diverse nazioni. L’AIOM è impegnata nella stesura delle prime Linee Guida per l’assistenza psico-sociale dei malati di cancro, con la collaborazione di autorevoli esperti internazionali».

OSPEDALI CERTIFICATI- La portata innovativa di HUCARE è evidente: altri 30 centri hanno chiesto di poter partecipare a una fase successiva. «La Lombardia – continua il prof. Passalacqua - ha già istituito un corso obbligatorio sui temi del progetto per il personale di tutte le Aziende Sanitarie della Regione che sarà avviato in questo mese. Il nostro studio ha fornito metodologia e risultati utili a Ospedali, Enti di governo della sanità (Regioni, Ministero) e Associazioni scientifiche, per trasferire nella pratica interventi per il miglioramento dello stato psico-sociale dei malati». Sono 5 gli obiettivi prefissati, a ciascuno dei quali corrisponde l’attribuzione di un bollino blu: corsi di formazione alla comunicazione per tutto il personale (medici e infermieri); applicazione sistematica di un percorso informativo e di supporto per i tutti i nuovi pazienti; utilizzo di una lista di “domande-chiave” che i malati possono rivolgere all’oncologo perché dispongano delle informazioni necessarie sulla neoplasia e sulle migliori terapie disponibili; un “infermiere di riferimento” dedicato ad ogni nuovo paziente che inizia un trattamento; rilevazione dello stato di ansia e depressione per tutti i malati grazie a un questionario validato ed eventuale consulenza psicologica (se indicata). Le strutture che hanno realizzato almeno 3 di questi obiettivi possono fregiarsi di un riconoscimento formale che attesta l’elevato standard nell’introduzione delle cure psicosociali.

Daniele Banfi


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