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Umberto Veronesi - Al centro la persona


I miei quattro segreti della longevità

23-09-2013

“Cento di questi giorni!” E’ l’augurio che siamo abituati a sentirci rivolgere nel giorno del compleanno, mentre si alzano i bicchieri per il brindisi. Vivere a lungo è considerata una fortuna, e si può dire che sia un desiderio di tutti. Però, se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo anche ammettere che si tratta di un desiderio che si accompagna a un’incertezza: come si fa ad invecchiare bene, mantenendo la lucidità e conservando un organismo mediamente efficiente? Sono domande ovvie, quasi banali, ma di grandissima attualità in un mondo in cui l’aspettativa di vita continua ad innalzarsi. E nelle tre intense giornate della Conferenza internazionale “The Future of Science”, che la Fondazione Veronesi ha organizzato a Venezia, scienziati di tutto il mondo hanno discusso e confrontato le varie ipotesi sulla longevità e sul rovescio della medaglia, l’invecchiamento.

Credo nell’uomo, non in dio

20-08-2013

“Dottore, lei crede in Dio?” era il tema di un grande sondaggio-inchiesta realizzato qualche anno fa dal Corriere Salute, l’inserto di medicina del Corriere della Sera. Parteciparono migliaia di medici e una buona parte di essi rispose di sì. Mi ha raccontato il mio caro amico Luigi Bazzoli che dirigeva il giornale, che tra i medici che invece avevano risposto di non credere in Dio, uno poi telefonò desolato: «I miei pazienti che hanno letto l’inchiesta mi stanno esprimendo il loro rammarico. E mi sembra quasi che non si fidino più di me».

Il malato deve conoscere i propri diritti

04-06-2013

C’è nel mio studio, all’ospedale dove visito i miei malati, una specie di tazebao; campeggia tra libri e varie onorificenze e attrae l’attenzione dei visitatori perché è proprio dietro le mie spalle e non si può non vederlo. E’ il mio decalogo di medico che da cinquant’anni cerco di rispettare e che da sempre per ogni paziente bisognoso di cure riassume i suoi diritti inalienabili e per il  medico che di lui si prende cura i doveri inderogabili da osservare.  Lo ripropongo qui di seguito perché  sono convinto che se si conoscono i propri diritti sarà più facile farli valere.

Cari genitori abbiate fiducia nella scienza dei vaccini

29-04-2013

Molti anni fa mi fu chiesto di tenere una conferenza sulla utilità e sulla necessità delle vaccinazioni. Già allora, come ancora oggi, sul tema aleggiava una forte nube di resistenza e scetticismo e lo scopo della conferenza era di chiarire e informare l’opinione pubblica.

Diritto alla vita e legge del profitto

02-04-2013

Anch’io  penso, come il presidente di Medici senza Frontiere, che la sentenza della Corte Suprema dell’India rappresenti una vittoria storica per la salute di milioni di malati. Penso che in questa come in analoghe vicende la parte di un medico debba sempre essere accanto al letto del malato, in sua difesa, perché un malato è sempre una persona fragile, sola, che guarda al medico a cui ha affidato tutto il suo essere, come l’unica persona che possa aiutarlo.

Ragazzo, una goccia del tuo sangue può salvare una vita

26-03-2013

Mi ha scritto un ragazzo di 18 anni: “Ho scoperto, mi racconta,  quanto è importante donare il sangue. Ma in Italia i donatori sono soltanto 1 milione e 500mila. Almeno un paio di volte all’anno, d’inverno quando c’è l’ondata d’influenza e d’estate quando molti donatori vanno in vacanza, le scorte si assottigliano paurosamente. Perché non lancia un appello ai miei coetanei?".

Se i figli si dimenticano dei vecchi genitori

26-03-2013

In Cina è passata una legge che impone ai figli di «visitare spesso» i genitori anziani. E’ perfettamente in linea con lo spirito e la morale di Confucio, che non era certamente il filosofo preferito di Mao Tse Tung, e ci apre un curioso spiraglio sulla Cina contemporanea, che a noi europei appare poco meno misteriosa che ai tempi di Marco Polo. Vige ancora ad esempio il diktat politico del «figlio unico», tanto è  vero che, una volta accertato il sesso del nascituro, continuano a dilagare gli aborti dei feti di sesso femminile.

Anche quello omosessuale è un amore puro

26-03-2013

La settimana scorsa ho dato spazio al post di una suora, Mariarita Falco, che commentava su Huffington Post il gesto estremo di Andrea, ragazzo «diverso», che si è tolto la vita a soli 15 anni. Diceva la religiosa davanti a questa assurda tragedia parole che condivido in pieno. Ma qualche lettore  ha osservato che quelle parole sono condivisibili sì, ma sono dette da una religiosa. E io da laico non avevo da aggiungere un mio pensiero? Certamente. Io penso che il dramma di Andrea, che schiacciato da insulti e ingiurie ha preferito togliersi la vita, suoni condanna alla nostra società, che, nonostante le apparenze, non è ancora capace di riconoscere l’esistenza e il valore dell’amore universale. L’amore fra esseri umani è fatto di rispetto per l’altra persona e di solidarietà; due persone si amano perché sentono il desiderio di aiuto reciproco, il bisogno di protezione, condivisione di idee e di passioni, di principi e di valori. L’amore allora può essere diverso e può esistere, con intensità e modalità diverse, fra padri e figli, nonni e nipoti, fratelli e sorelle, amici, donne e uomini, donne e donne, uomini e uomini.

Perchè la pena di morte venga abolita, per sempre

26-03-2013

Come fondatore del movimento internazionale Science for Peace, sostengo fortemente la Giornata Mondiale per la vita contro la Pena di Morte. La scienza è contro ogni forma di violenza, soprattutto se istituzionalizzata: la guerra prima di tutto, ma anche la pena di morte, che noi consideriamo un omicidio di Stato, e dunque la legittimazione dell’assassinio, la massima violenza che si può infliggere a un uomo. Mi associo alla Comunità Papa Giovanni XXII nel ricordare che in Italia esiste, tuttavia, una forma mascherata di pena capitale: l’ergastolo ostativo (a vita). Science for Peace si è quindi schierata a favore dell’abolizione di questo tipo di pena, espressione di una giustizia vendicativa e non rieducativa, in piena contraddizione con l’articolo 27 della Costituzione italiana.

Coccolare i malati è un dovere

26-03-2013

Adesso qualcuno ha deciso che è ora di smettere di viziare e coccolare i malati. L’esordio di questo nuovo corso c’è stato in provincia di Cremona, all’ospedale di Santa Maria di Rivolta d’Adda e all’Ospedale Maggiore di Crema: i pazienti dovranno comprarsi l’acqua minerale (40 centesimi la bottiglietta), a colazione non avranno più yogurt o marmellata, e per il pranzo e la cena dovranno farsi portare da casa olio, sale, aceto e parmigiano. La notizia è così inaspettata e curiosa che ha colpito l’attenzione anche del corrispondente da Roma del giornale francese Le Quotidien de Medecin.

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