Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora

Automedicazione

Come si assume un farmaco

Come si assume un farmaco

Via orale:

La somministrazione per bocca è ben accetta, pratica ed efficace. E’ particolarmente indicata quando si ha a che fare con patologie croniche, e dunque con terapie che si protraggono nel tempo, ma anche in presenza di problemi acuti (cioè di malattie a decorso rapido, come tutte le più comuni infezioni batteriche).

Le polveri per uso orale possono essere ripartite in contenitori multidose (barattoli con misurino dosatore, flaconi ecc.) o in contenitori a dose unitaria (bustine) e vengono assunte dopo essere state dissolte in acqua.

Alcune polveri per uso orale, confezionate in contenitori a dose multipla, sono destinate alla preparazione con l’aggiunta di acqua nello stesso contenitore, di soluzioni o sospensioni da utilizzare entro pochi giorni. E’ il caso di alcuni antibiotici che, se fossero allestiti direttamente in forma liquida dall’azienda, risulterebbero estremamente instabili.

Quando sulla bottiglia che contiene la polvere è presente una “tacca”, bisogna aggiungere acqua fino a quel segno; la sospensione che si viene a creare va agitata; in seguito alla solubilizzazione della polvere, il livello liquido scenderà, e pertanto si renderà necessaria una seconda aggiunta di acqua. Via intramuscolare o endovenosa

Perché si ricorre all’iniezione?

Perché certi farmaci (come alcuni antibiotici o l’insulina) sono disponibili soltanto in questa forma, oppure perché, per la presenza di vomito o per l’incoscienza del malato, diventa impossibile ricorrere alle compresse, o, infine, perché la via parenterale (semplificando, le iniezioni) consente al principio attivo di arrivare rapidamente nella circolazione sanguigna determinando un’azione farmacologica rapida.

Dunque, se non sussistono le condizioni appena viste, l’efficacia di una medicina che risulta disponibile e per bocca e per iniezione è identica, qualunque sia la via di somministrazione battuta.

Via rettale:

Non si tratta di una via altamente consigliabile. L’assorbimento del medicinale, infatti, può variare sensibilmente a seconda del contenuto delle feci nell’ampolla rettale o della frequenza delle evacuazioni.

E’ anche vero, però, che certi farmaci vengono comunque molto ben assorbiti attraverso la mucosa rettale: è il caso della somministrazione del diazepam – utilizzando un piccolo sondino (microclismi) – dinanzi alle convulsioni febbrili del bambino.

La supposta, per la praticità d’impiego, può essere utilmente somministrata nei bambini che si rifiutino, o abbiano difficoltà a ingerire, sostanze prese per bocca. La frequente difficoltà a trattenere le supposte rende invece questa forma generalmente inadatta nei pazienti più anziani.

Alcuni ritengono che la somministrazione di una supposta non debba avvenire con la punta rivolta verso l’alto.

Un articolo pubblicato sul Lancet nel 1991 asserisce, infatti, che questo preparato andrebbe capovolto: con la base orientata in su, la risalita della supposta risulterebbe così più spedita e consentirebbe di aggirare le fastidiose espulsioni che spesso tormentano tale modalità di somministrazione. Compresse o gocce per via sublinguale: Tali preparati sono in grado di assicurare un rapido effetto terapeutico, soprattutto, per esempio quando bisogna contrastare un attacco di angina pectoris o una repentina impennata della pressione arteriosa.

Cerotti transdermici:

In questo caso la porta d’ingresso è il mantello cutaneo: attraverso la pelle vengono progressivamente assorbiti farmaci come i nitroderivati (per la prevenzione degli attacchi anginosi) e gli estrogeni (contro i disturbi della menopausa).

Mirati come sono sulle vie respiratorie, vengono impiegati soprattutto per tenere sotto controllo rinite allergica e asma: un “puff” a base di beta-adrenergici (medicinali che stimolano la dilatazione dei bronchi) rappresenta l’aiuto più idoneo e tempestivo in caso di crisi di respiro corto.

Per chi soffre d’asma o di bronchite cronica, il dispositivo generalmente impiegato è uno spraydosatore che viene fornito già carico con il prodotto. Per ottenere i risultati attesi è bene che l’inalazione sia effettuata correttamente; in caso contrario, il farmaco si fermerà in bocca anziché raggiungere i bronchi e risulterà meno efficace.

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video