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Le patologie legate al fumo di tabacco sono molte di più di quanto pensi.

Per questo c’è bisogno di molta più ricerca. #menofumopiùricerca

Tumore per diffusione in Italia

Tumore del polmone

24%

di tutti i tumori in Italia sono causati dal fumo

43.000

Vittime di patologie oncologiche causate dal fumo

ogni anno

Ogni anno a causa del fumo si ammalano milioni di persone.

In Italia ne muoiono prematuramente circa 93.000, il 25% dei quali tra i 35 e i 65 anni.
Sono colpite principalmente da patologie molto gravi, come il tumore del polmone, quello del cavo orale e alcune malattie cardiovascolari.

La ricerca sta lavorando in due direzioni: individuare prima i tumori, perché siano più facilmente curabili, e mettere a punto terapie ancora più efficaci.
Il tumore al polmone, prima causa di morte per malattia oncologica, troppo spesso viene ancora diagnosticato tardivamente, quando è già in metastasi. La strada per per invertire la rotta è lunga: ma la buona notizia è che è una delle forme di cancro su cui la ricerca è più attiva e si registrano novità che fanno ben sperare.

 

Il principale fattore di rischio del tumore al polmone è il fumo (9 tumori su 10)

2 milioni di nuove diagnosi ogni anno nel mondo

L’incidenza è in diminuzione graduale tra gli uomini mentre cresce fra le donne a causa dell’aumento del numero di fumatrici

16% la probabilità di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi

L’obiettivo del progetto di Emanuela Fina consiste nel monitorare i noduli polmonari in individui ad alto rischio di tumore al polmone, grazie a biomarcatori molecolari e cellulari nel sangue.

I noduli indeterminati possono essere formati da lesioni precancerose, ovvero alterazioni di cellule e tessuti che potrebbero evolvere in un tumore. A oggi l'unico approccio per monitorare noduli indeterminati consiste nel sottoporre il paziente a TAC ripetute nel tempo e, in alcuni casi, a biopsia del tessuto.

Obiettivo del progetto sarà misurare i livelli di alcune molecole infiammatorie, chiamate citochine, e di cellule atipiche rilasciate dal tessuto precanceroso nel circolo sanguigno. I risultati contribuiranno a sviluppare un test non invasivo per monitorare lo stato di trasformazione delle lesioni precancerose, e che possa in futuro diventare un test accessibile a tutti gli individui ad alto rischio.

La ricerca di Emanuela è finanziata grazie a Fondazione Umberto Veronesi.

I progressi della ricerca nell'ambito del tumore al polmone

1950 – 1979


Evidenziata l'associazione tra il fumo di sigaretta e il rischio di tumore al polmone.

Nel 1950 Gli epidemiologi inglesi Richard Doll e Bradford Hill evidenziano per la prima volta l’associazione tra il fumo di sigaretta e il rischio di tumore al polmone. Il primo atto ufficiale delle istituzioni americane, Smoking and Health, nel 1964 conclude che il fumo di sigaretta è associato in modo causale al tumore al polmone. 15 anni dopo si dimostra che il condensato di sigaretta è cancerogeno e provoca mutazioni al DNA.

 1985


Scoperto come individuare la presenza del tumore in stadi precoci grazie al respiro

Si osserva per la prima volta che il respiro dei pazienti con il tumore al polmone contiene composti organici volatici diversi da quelli emessi dagli individui sani. Molti studi sono ancora tuttora in corso per individuare biomarcatori nel respiro che possano rilevare la presenza del tumore negli stadi precoci della malattia.

1992


La video-torascopia per interventi chirurgici mininvasivi

Viene introdotta la video-toracoscopia (VATS), una tecnica chirurgica mininvasiva che viene eseguita praticando piccole incisioni tra le costole, e inserendo un piccolo tubo flessibile connesso a una telecamera. Il chirurgo può osservare su un monitor la parte interna del torace e inserire gli strumenti chirurgici per rimuovere il tumore, limitando così le possibili complicazioni rispetto alla chirurgia classica.

1996


Si apre la via per lo screening di massa per il tumore al polmone.

Si evidenzia per la prima volta che la tomografia computerizzata a spirale a basso dosaggio (LDTC) è più efficiente della classica radiografia a raggi X nell’individuare piccoli tumori periferici del polmone, aprendo la via alla messa a punto di uno strumento di screening di massa per il tumore al polmone.  

2002


Inizia lo studio del primo farmaco a bersaglio molecolare.

Viene avviato lo studio clinico per valutare l’azione del primo farmaco a bersaglio molecolare. I ricercatori infatti stanno identificando sempre più mutazioni, ad esempio nel recettore EGFR, che sono frequenti nei tumori polmonari e che conferiscono resistenza ai farmaci di prima linea. I farmaci a bersaglio molecolare colpiscono selettivamente solo le cellule maligne, con più efficacia e meno effetti collaterali.

2003


Divieto di fumo nei locali pubblici

L'Italia è tra i primi paesi a vietare il fumo in tutti i locali chiusi, compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre e centri sportivi, attraverso la Legge Sirchia. Umberto Veronesi, già ministro della salute nel 2000-2001, è stato uno dei principali promotori e fautori di questa legge.

2008


Fondazione Umberto Veronesi contro il fumo.

Nasce il progetto No smoking Be happy di Fondazione Veronesi (oggi Io vivo sano-contro il fumo) con l'obiettivo di realizzare mostre e campagne di sensibilizzazione e informazione sui danni del fumo alla cittadinanza. Dal suo esordio a oggi ha raggiunto oltre 72.000 studenti e docenti dal 2008 al 2020 compreso

2014


Inizia l'era dell'immunoterapia per il trattamento del tumore del polmone

Si comincia ad utilizzare l'immunoterapia anche per il trattamento del tumore al polmone, con l'approvazione da parte della Food and Drug Administration americana di un anticorpo monoclonale per trattare certi tipi di cancro polmonare, a cui se ne sono aggiunti altri negli anni successivi.

2021


La Petizione Parlamentare #menoviteinfumo

Il 21 maggio 2021 il Presidente Paolo Veronesi e il Comitato scientifico per la lotta al fumo hanno presentato una petizione al Parlamento per chiedere l'aumento delle accise su sigarette, tabacco sciolto e riscaldato, si chiede inoltre che parte dei ricavei sia destinata a programmi di prevenzione e di disassuefazione da fumo, nell’ambito del SSN, a programmi per la diagnosi precoce delle malattie fumo-correlate e alla ricerca indipendente sul fumo e i suoi effetti.

Fumo e impatto ambientale







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