Quando l’organismo non riesce a smaltire alcuni acidi nucleici (purine), aumentano i livelli di acido urico, che si deposita nelle articolazioni. La dieta aiuta a potenziare gli effetti dei farmaci
La gotta torna a colpire nel nostro paese, a danno di circa 500 mila italiani. Un numero elevatissimo, ma destinato a crescere secondo le stime della Società Italiana di Reumatologia, a causa di una mancata cultura della ‘buona alimentazione’.
Non più “la malattia del Re” che un tempo colpiva chi poteva permettersi di mangiare tanto, oggi interessa anche (e soprattutto) chi si alimenta in maniera errata. Complici le abitudini diffuse del ‘fast-junk food’ (cibo rapido e spazzatura) ma anche la diffusione dell’insufficienza renale cronica (caratterizzata dall’aumento di acido urico), diabete, obesità e il progressivo invecchiamento della popolazione.
Seguire uno stile di vita sano e nutrirsi in modo corretto può ridurre il rischio di insorgenza della gotta e limitare la severità delle manifestazioni.






