Chiudi
Alimentazione
Caterina Fazion
pubblicato il 29-08-2023

Obesità: così le immagini dei cibi scatenano il desiderio


Tag:

obesità

Aggiungi ai preferiti

Registrati/accedi per aggiungere ai preferiti

Uno studio italiano ha rilevato le aree del cervello che influenzano il desiderio e il comportamento patologico verso il cibo nei soggetti obesi

Obesità: così le immagini dei cibi scatenano il desiderio

Nelle persone affette da obesità, la visione di immagini di alimenti crea un eccessivo desiderio per il cibo che si riflette su specifici circuiti cerebrali. A dimostrarlo un gruppo di ricerca che coinvolge le università milanesi Bicocca, Statale e gli Irccs MultiMedica e Galeazzi-Sant'Ambrogio.

L'iconografia dell'obesità: quando le immagini fanno male

L'iconografia dell'obesità: quando le immagini fanno male

17-07-2023

 

LO STUDIO

Come conferma lo studio, consultabile online su The Obesity Society, nelle persone affette da obesità la visione di immagini di alimenti crea un eccessivo desiderio per il cibo. Cosa c'è alla base di questo fenomeno? Sembra esserci un rinforzo delle connessioni tra aree del desiderio con specifiche aree visive, e una minore connessione con le regioni di controllo frontali. Per la prima volta è stato dimostrato che nelle persone obese l'area tegmentale ventrale del cervello (Vta), cruciale per i comportamenti motivati, presenta una connettività aumentata con altre regioni cerebrali. Le strutture coinvolte riguardano la motivazione e l'apprezzamento della ricompensa, legati alle proprietà gratificanti del cibo.

Download

REGISTRATI

per scaricare o sfogliare il materiale

Alimentazione e salute. Le risposte scientifiche a domande frequenti

CONTENUTO PLUS

Contenuto
Plus

Sei già registrato? ACCEDI

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

 

LO STIMOLO E LA RICOMPENSA

In poche parole l'obesità è accompagnata da un'alterazione funzionale del cervello anche a riposo, quando non è coinvolto in specifici processi cognitivi o sensoriali. I dati suggeriscono che gli stimoli visivi legati al cibo possono diventare eccessivamente salienti attraverso una connettività sbilanciata del sistema di ricompensa con le regioni visive sensoriali specifiche e la corteccia prefrontale coinvolta nel controllo cognitivo. L’area tegmentale ventrale del cervello (VTA) da un lato è iperconnessa con parte della corteccia occipito-temporale ventrale, deputata all’elaborazione visiva delle immagini del cibo: questa connessione più stretta riflette un’associazione più forte tra stimolo, ovvero la vista del cibo, e ricompensa, il consumo di cibo; dall’altro lato è ipoconnessa con il lobo frontale: questa connessione più debole spiegherebbe un controllo cognitivo alterato sul desiderio per il cibo e del comportamento verso gli alimenti ad alto contenuto calorico.

"The Whale" vince l'Oscar (e ci insegna qualcosa sull'obesità)

"The Whale" vince l'Oscar (e ci insegna qualcosa sull'obesità)

13-03-2023

 

INTERVENTI FUTURI

I risultati ottenuti dal team di scienziati aprono la strada a nuovi interventi per il trattamento dell’obesità: lo studio fornisce il razionale per l’utilizzo di tecniche di neuromodulazione cerebrale non invasiva durante compiti specifici per ricalibrare la connettività della corteccia frontale laterale con le regioni mesencefaliche della motivazione.

«Il nostro studio è importante per gli scienziati di base, per i clinici e anche per i pazienti», spiega Francantonio Devoto, ricercatore di Milano-Bicocca. Con questo lavoro forniamo una nuova interpretazione sui meccanismi cerebrali alla base dell'eccessiva motivazione verso il cibo nell'obesità, una sensazione che ogni persona in sovrappeso, o con obesità, ha provato quando è stata tentata da immagini di cibo».   

Sostieni la ricerca scientifica d'eccellenza e il progresso delle scienze. Dona ora.

Dona ora per la ricerca contro i tumori

Dona ora per la ricerca contro i tumori

Sostieni la vita


Scegli la tua donazione

Importo che vuoi donare

Caterina Fazion
Caterina Fazion

Giornalista pubblicista, laureata in Biologia con specializzazione in Nutrizione Umana. Ha frequentato il Master in Comunicazione della Scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e il Master in Giornalismo al Corriere della Sera. Scrive di medicina e salute, specialmente in ambito materno-infantile


Articoli correlati


In evidenza

Torna a inizio pagina