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Cardiologia
Serena Zoli
pubblicato il 28-02-2023

Un sonno irregolare danneggia le arterie



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Risvegli continui, durata delle dormite variabile da una notte all’altra favoriscono l’aterosclerosi. I consigli dell'esperto e le regole del buon sonno

Un sonno irregolare danneggia le arterie

Dal sonno può dipendere la salute del cuore e delle arterie. Un sonno cronicamente interrotto oppure di durata molto variabile da una notte all’altra può aumentare il rischio di aterosclerosi, cioè di alterazioni della parete interna delle arterie che perdono la propria elasticità a causa dell'accumulo di calcio, colesterolo, cellule infiammatorie e materiale fibrotico. Questo legame tra sonno sregolato e formazione di placche nei più grossi vasi sanguigni è il risultato di una ricerca compiuta alla Vanderbilt University Medical Center di Nashville (Tennessee, Usa) e pubblicata sul Journal of the American Heart Association.

STUDIO SU 2032 PERSONE ANZIANE

L’indagine ha riguardato 2.032 soggetti anziani di diverse etnie e appartenenti a sei comunità sparse negli Stati Uniti. Tutti i partecipanti sono stati esaminati per sette giorni ed è emerso che le persone con le maggiori irregolarità nella durata del sonno era più facile avessero un più pesante carico nelle coronarie di calcio, di placche nelle arterie carotidee, una maggiore aterosclerosi sistemica e rigidità nei vasi sanguigni genericamente chiamata “indurimento delle arterie”.

UN SONNO REGOLARE VALIDA PROTEZIONE

«Questi risultati suggeriscono che mantenere la regolare o abituale durata del sonno può funzionare da valida prevenzione delle malattie cardiovascolari», osservano i ricercatori. Lo studio ha il nome di Mesa, Multiethnic Study of Atherosclerosis, ed ha reclutato persone dal Minnesota a Manhattan, da Chicago a Los Angeles, dalla California al Bronx e altre località. Dallo studio sono stati esclusi chi fa un lavoro a turni, che hanno cambi nei tempi del sonno, più quanti hanno già problemi di cuore e chi soffre di apnee notturne ostruttive, già note come fattore di rischio coronarico.

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SOTTO IL DOMINIO DELL’OROLOGIO INTERNO

L’interruzione del ritmo circadiano del corpo potrebbe essere il legame tra il sonno interrotto e i disturbi cardiovascolari. «Quasi tutte le maggiori funzioni cardiovascolari, comprese la frequenza cardiaca, la pressione del sangue, il tono vascolare e le funzioni dell’endotelio, sono regolati dai geni del nostro orologio circadiano interno», commentano i ricercatori della Vanderbilt University. Che hanno scritto: «L’interruzione o il disallineamento dei ritmi circadiani possono interrompere queste importanti funzioni cardiovascolari, producendo come risultato un aumento dell’infiammazione cronica, alterazioni nel metabolismo del glucosio, maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico e aumenti nella pressione arteriosa, tutti fattori che predispongono al rischio di un’aterosclerosi progressiva». E dall’aterosclerosi il passo verso l’infarto e l’ictus può essere pericolosamente breve.

IL SONNO È UN “DIRETTORE D’ORCHESTRA“

Col sonno, però, ci si può difendere. Il professor Giuseppe Plazzi, direttore del Centro del Sonno dell’Irccs delle Scienze Neurologiche dell’Università di Bologna, lo definisce addirittura “il direttore d’orchestra” in questo ambito. Perché fa parte delle funzioni che oscillano nelle 24 ore circadiane, quelle metaboliche, ormonali, cardiovascolari. «E perché, insieme, un sonno di qualità dà sollievo a tutte queste attività – dichiara il professor Plazzi. – Se si produce un disallineamento in queste funzioni la prima conseguenza è lo sviluppo di infiammazione sulla cui base possono crearsi gli altri disturbi: vengono facilitati i depositi di colesterolo e altri materiali all’interno delle arterie».

CHI DORME BENE CAMPA 4-5 ANNI IN PIÙ

Ci sono sempre più studi convergenti nel dimostrare che il sonno esercita una protezione nei confronti dei problemi cerebro e cardiovascolari, si tratta di studi ampi su animali come pure studi di popolazione sana. «Proprio qui a Bologna, cinquant’anni fa – riprende Giuseppe Plazzi – Elio Lugaresi e Giorgio Coccagna dimostrarono che le apnee notturne rappresentano un rischio soprattutto per l’ipertensione e disturbi cardiovascolari». Le regole del buon sonno sono note, continua il docente:

  • gli stessi orari per andare a letto e alzarsi
  • l’addormentarsi con la pancia piuttosto vuota
  • l’ambiente rilassante
  • non fare esercizi fisici o studi impegnativi prima di coricarsi.

«Insomma è importante lo stile di vita, e dà buoni frutti: una ricerca recente sostiene che può allungare la vita di 4-5 anni», conclude il professor Plazzi. 

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Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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