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Redazione
pubblicato il 19-06-2023

Non ho sete: devo bere comunque?



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Bere a sufficienza è fondamentale per favorire lo stato di salute e per reintegrare l'acqua persa durante la giornata. Come fare se non si ha sete?

Non ho sete: devo bere comunque?

Bevo poca acqua perché non ho sete. Sono convinto che sia sbagliato assumerne controvoglia...

Risposta tratta dal quaderno “Acque minerali. Una scelta di gusto e salute”

 

Bere è una consuetudine, una buona abitudine che si costruisce con il tempo “ricordandosi” di assumere acqua ogni ora, a piccoli sorsi e possibilmente non fredda. Per esempio le persone anziane, nelle quali si riduce fisiologicamente lo stimolo della sete, devono necessariamente essere indotte al consumo quotidiano di acqua.

 

COME BERE DI PIÙ

Riuscire a soddisfare il proprio bisogno idrico giornaliero è fondamentale per favorire lo stato di salute e per reintegrare quella persa durante la giornata. Per riuscire a bere la giusta quantità di acqua ogni giorno si possono inserire delle bevande leggere come tisane, tè preferibilmente non zuccherato e, se si ha l’abitudine di consumarlo durante tutta la giornata, alternarlo con quello deteinato. Più raramente è possibile inserire delle centrifughe di frutta e verdura o spremute. In generale, ricordiamoci di consumare le giuste quantità di frutta e verdura, naturalmente ricche di acqua.

 

COME PREPARARE ACQUE AROMATICHE

 

I CIBI PIÙ RICCHI D'ACQUA

 

LA SENSAZIONE DI SETE

La sensazione di sete può essere un “segnale del corpo” per garantire una adeguata assunzione di liquidi, ma non è considerato l’unico segnale: il consiglio è quello di assumere acqua prima ancora di sentire il senso di sete. Si parla di “sete osmotica” per intendere la riduzione del volume delle cellule conseguente a disidratazione: è come se le cellule “avvizzissero” a causa della riduzione di liquido fuori dalle loro pareti. L’effetto che si ottiene è lo spostamento dell’acqua dall’interno all’esterno delle cellule. Oltre alla sete osmotica, la sensazione di sete deriva dalla riduzione della quantità di liquidi extracellulari (cioè all’esterno delle cellule): in questo caso è chiamata “sete ipovolemica”.

 

IL RISCHIO DI DISIDRATAZIONE

Il corpo umano è dotato di meccanismi di controllo sensoriali e di regolazione della sete che inducono la maggior parte di noi a reintrodurre i liquidi persi durante la giornata. Alcune categorie di persone, quali gli anziani, i disabili, i malati in stato di incoscienza, sono particolarmente predisposti alla disidratazione perché i sensori della sete (intracellulari, sensori delle grandi vene, sensori della mucosa oro-faringea) sono meno attivi rispetto alla norma.

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