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Fabio Di Todaro
pubblicato il 09-01-2014

Le zanzare scelgono le loro vittime in base alla temperatura corporea



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Tra le possibili applicazioni della scoperta, la messa a punto di nuovi repellenti e di farmaci in grado di vincere malattie

Le zanzare scelgono le loro vittime in base alla temperatura corporea

Perché le zanzare pungono sempre le stesse persone e nei medesimi punti, di norma i più fastidiosi? È una questione di temperatura corporea, innanzitutto. Sembra infatti che questi animali posseggano speciali sensori molecolari in grado di rilevare il calore e scegliere così le prede migliori e i punti più vantaggiosi da colpire. Tra le strategie comportamentali delle zanzare, infatti, sembra esserci la scelta di “bersagli” in grado di non alterare la loro temperatura interna.


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L’EVIDENZA 

L’ultimo riscontro arriva da uno studio pubblicato su Nature che ha evidenziato il ruolo giocato nell’insetto da un recettore, il Gr28b, responsabile della rilevazione di temperature esterne al corpo dell’insetto. Sarebbe proprio il messaggio veicolato dal Gr28b, un recettore del gusto, a dare l’input. Un riscontro sicuramente inatteso, se si considera che finora i recettori del gusto studiati erano considerati in grado soltanto di percepire la presenza dell’anidride carbonica e il gusto di particolari sostanze nell’ospite: quali zucchero, alcol e caffeina. «Il meccanismo è molto interessante e anche comprensibile, se pensiamo quanto una variazione di temperatura possa condizionare un animale piccolo come la zanzara», spiega Peter Bronk, ricercatore del centro nazionale di genomica comportamentale dell’Università di Waltham, in Massachusetts. Così l’input ricevuto sulla cute viene trasmesso a livello centrale e permette l’elaborazione della risposta. Se la temperatura è quella ritenuta ideale, la zanzara si ritiene pronta per pungere la preda.

 

GLI SCENARI 

Neurofisiologia a parte, la scoperta può avere importanti ripercussioni pratiche: a partire dalla messa a punto di farmaci e repellenti in grado di interrompere l’avvio dei segnali da parte del Gr28b. Ma c’è un aspetto molto più importante. I ricercatori, adesso, puntano a capire se lo stesso recettore sia presente in altri tipi di zanzare, vettori di malattie quali la malaria, la febbre dengue e la febbre gialla. Poco diffuse in Occidente, ma in grado ancora di mietere molte vittime nei Paesi in via di sviluppo.

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


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