Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora

Un libro per difenderci dall'inquinamento

«Cambiamo Aria», scritto da Mannucci e Fronte, porta a conoscenza i dati snocciolati dalla comunità scientifica e i buoni esempi per respirare un'aria più salubre: in casa e fuori

Un libro per difenderci dall'inquinamento

Una cosa è certa: la salute dell’ambiente dipende dall’uomo, ma pure viceversa. La contaminazione è continua, oltre che bidirezionale. Il danno che arrechiamo all’aria, alla terra, al verde (parchi, giardini) e al blu (mare) è qualcosa che prima o poi ci torna indietro: sotto forma di danno alla salute. E anche se non si può affermare che questo moto al contrario riguardi l’intera popolazione, nessun individuo può sentirsi al riparo da questa conseguenza. Nel momento in cui il danno si concretizza, l’orizzonte di vita si accorcia.

 

Genetica e inquinamento alla base dei tumori pediatrici

 

Come spiegano Pier Mannuccio Mannucci e Margherita Fronte nel saggio «Cambiamo Aria», «la correlazione tra inquinamento e malattie è lineare». Ciò vuol dire che maggiormente insozzato è l’ambiente in cui viviamo, più alte sono le probabilità tanto di ammalarsi quanto di morire. Lo spettro delle malattie correlate all’inquinamento è ampio, frutto tanto dell'esposizione acuta quanto di quella cronica: si va dal tumore del polmone alle malattie respiratorie (asma e bpco), dalle allergie al danno cardiovascolare (infarto del miocardio, scompenso cardiaco). Senza tralasciare i danni che si arrecano a chi ancora deve venire alla luce. L’aria inquinata è infatti in grado di danneggiare il sistema nervoso centrale già nella vita intrauterina. E le sostanze tossiche, anche se questa è un’ipotesi da suffragare con nuove evidenze, non sarebbero innocue nemmeno per il metabolismo, se diverse ricerche hanno portato alla luce tassi più elevati di obesità diabete tra le persone che vivono in aree con alti tassi di inquinamento atmosferico

 

Tumore del polmone: vita più corta se l'aria è inquinata

 

Il libro, la cui prefazione è stata firmata da Umberto Veronesi, presenta uno scenario per certi versi drammatico. Ma offre pure spunti per iniziarvi a porre rimedio. Come spiega lo stesso chirurgo nelle prima pagine del testo, «l’inquinamento ambientale è una controparte delle attività umane, ma non per questo è ineluttabile: tutt’altro». Lo scenario odierno non è meno preoccupante rispetto al passato, quando nelle aree industriali si vedevano sbuffare camini e ciminiere e guard-rail tendevano a colorarsi di grigio, se non di rosso. Complessivamente, almeno in Europa, oggi l’aria è meno lorda rispetto a trent’anni fa. Ma il fatto che l’inquinamento sia meno osservabile, porta con sé un rischio: quello di sottostimare i suoi danni. Perciò il libro di Mannucci (ex direttore scientifico del Policlinico di Milano) e Fronte (giornalista scientifica) è un’opera che risulta più necessaria oggi di quanto non lo sarebbe stata sul finire del secolo scorso. Suddiviso in due blocchi, che sviscerano a fondo i temi dell’inquinamento atmosferico e di quello indoor, il testo fotografa la situazione, ma fornisce pure validi spunti che il singolo lettore può adottare per iniziare a porvi rimedio.

 

Un ictus su tre nel mondo è legato all'inquinamento

 

Incentivare il trasporto pubblico, usare la bicicletta (a patto di non vivere sotto una cappa di smog), evitare l’impiego di legno e pellet per riscaldare la casa, fare attività fisica subito dopo la pioggia e dare ampio spazio a frutta e verdura nella dieta sono stratagemmi utili a ridurre i danni che l’inquinamento atmosferico provoca in tutto il nostro organismo. Gli apparati respiratorio e cardiovascolare sono i più sensibili, ma in realtà le conseguenze nel tempo sono potenzialmente in grado di chiamare in causa tutti gli apparati. Se rispetto all’ambiente esterno servirebbe una mobilitazione di massa, maggiori sono le opportunità per bonificare l’aria nell’ambiente domestico. L’inquinamento indoor è spesso sconosciuto, ma in realtà provoca più morti rispetto a quello atmosferico. Il primo responsabile è il fumo passivo (fumare sul balcone non serve, rientrando si continuano a emettere sostanze tossiche per diversi minuti), seguito dai prodotti per l’igiene della casa (non tutti) e il radon. Quanti di voi sanno che tenere in un vaso un ficus o una gerbera contribuisce a rendere l’aria meno malsana? Ecco un motivo in più leggere questo libro, che ci spiega come non è vero che non si possa fare nulla: cambiare l’aria dipende anche da noi.

 

CAMBIAMO ARIA

Pier Mannuccio Mannucci e Margherita Fronte

Baldini & Castoldi, 203 pagine, 15 euro 

 

Fabio Di Todaro
@fabioditodaro

 



Commenti (0)

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video