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Alimentazione
Redazione
pubblicato il 23-03-2021

Nutrizione personalizzata: cosa sappiamo (e cosa è da scoprire)



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L'obbiettivo dei nutrizionisti è giungere a un approccio dietetico su misura del singolo individuo. Ma gli studi del Dna sono complessi, anche sul piano etico

Nutrizione personalizzata: cosa sappiamo (e cosa è da scoprire)

Identificare interventi nutrizionali benefici per un singolo individuo è un progetto ambizioso. Sono numerosi gli approcci innovativi che possono contribuire alla realizzazione di questo progetto, ma non sono pochi gli ostacoli da affrontare.


Gli studi sul Dna comportano problemi pratici (banalmente: sono costosi), ma anche etici. I test genetici possono dare più informazioni di quelle cercate e fornire risultati non voluti che possono essere causa di stress. È necessario che sia un professionista della salute a interpretare i test genetici e molecolari e a ricavarne le informazioni necessarie per pianificare un
intervento.


Gli studi che valutano l’effetto di singoli nutrienti sul metabolismo e sulla salute soffrono di problemi di metodo: gli strumenti per la misurazione dell’esposizione a singoli componenti della dieta, come i questionari sulla frequenza con cui si assumono alcuni alimenti, sono spesso inaffidabili, con il rischio di formulare raccomandazioni dietetiche basate su dati inconclusivi.


La metabolomica, ossia lo studio dei metaboliti (piccole molecole prodotte da una cellula, un tessuto o un organismo), potrebbe migliorare l’aspetto metodologico degli studi nutrizionali. Ogni alimento contiene delle sostanze che dopo la digestione, l'assorbimento e la metabolizzazione possono dare origine a metaboliti caratteristici misurabili nel sangue, nella saliva o nelle urine.

Misurando un certo metabolita si potrebbe accertare se una persona ha mangiato quell’alimento: si potrebbero perciò trovare biomarcatori del consumo di caffè, cioccolato, carne rossa e così via. Questa strategia potrebbe essere utile anche a superare un altro problema: scegliere la dose ottimale di una sostanza di origine alimentare da testare nello studio clinico.


Lo svolgimento di studi clinici randomizzati - in cui i partecipanti sono assegnati in modo casuale al gruppo che testa la sostanza o la dieta in esame oppure a un gruppo controllo - è essenziale per dimostrare la fondatezza degli interventi nutrizionali che si vorrebbero introdurre nella nutrizione personalizzata.

 


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