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Fumo
Redazione
pubblicato il 29-07-2020

La dipendenza dal fumo può provocare crisi di astinenza?



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I malesseri legati alla cessazione dal fumo sono vari. Il disagio fisico e psicologico supera spesso quello fisico: i consigli per non ricadere in tentazione

La dipendenza dal fumo può provocare crisi di astinenza?

Essere preparati alle difficoltà è già un passo importante per riuscire a lasciarsele alle spalle. I malesseri legati alla cessazione dal fumo sono vari ed eterogenei. Sul piano fisico, il corpo si trova a fronteggiare la mancanza di nicotina dopo averne ricevute dosi regolari e quotidiane per molto tempo, spesso decenni. Sul piano psicologico, ci si trova ad affrontare un cambiamento drastico nelle abitudini quotidiane, che spesso coinvolge le relazioni con gli altri, le amicizie, il lavoro o lo studio.

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Sul piano emotivo, invece, per molti fumatori rinunciare alla sigaretta è come abbandonare un’amica di vecchia data. Basta pensare che i sintomi dell’astinenza fisica durano solo pochi mesi, dopodiché l’organismo può fare a fare a meno della nicotina. Eppure molti fumatori riprendono a distanza di tempo, anche di anni, quando cioè un diverso tipo di dipendenza bussa alla porta, quella emotiva, che fa ricorrere al fumo come sistema per stare meglio, per lenire il dolore, placare tensioni, curare le
frustrazioni ed esorcizzare la solitudine.


I sintomi più frequenti dell’astinenza sono:

insonnia

• irritabilità

• cefalea

• difficoltà di concentrazione

• aumento dell’appetito

• sbalzi d’umore


In genere però le maggiori difficoltà si evidenziano entro le 24 ore dall’ultima sigaretta e il punto più critico si verifica nei primi quattro giorni. I sintomi dell’astinenza tendono ad attenuarsi dalla prima settimana al primo mese, anche se le sensazioni di malessere possono durare anche per alcuni mesi. Ecco perché, oltre a una buona dose di determinazione e disposizione a cambiare aspetti importanti della propria vita, è utile chiedere aiuto.

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