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Progetti internazionali

Sin dalla sua nascita la Fondazione Umberto Veronesi si è occupata di promuovere la salute delle donne, soprattutto in paesi colpiti da conflitti o in stato di grave necessità, dove i tumori femminili rappresentano ancora una delle principali cause di morte.

Per questo nel 2010, nell’ambito del progetto Science for Peace, sono nati i progetti medici oncologici rivolti alla popolazione femminile. Là dove è più difficile.

I NOSTRI OBIETTIVI

  • promuovere la prevenzione oncologica e la tutela della salute delle donne laddove è più difficile farlo
  • condividere le conoscenze e risultati in campo oncologico e promuovere la formazione di personale specializzato in loco
  • contribuire a ridurre il divario di salute in termini di opportunità di prevenzione e cura fra paesi ricchi e paesi poveri del mondo

COSA FACCIAMO

La Fondazione ha avviato e sostenuto progetti di prevenzione rivolti alle donne in regioni colpite da conflitti o crisi economiche e sociali, attraverso:

  • la realizzazione di ambulatori per la diagnosi di tumore
  • la dotazione di macchinari diagnostici
  • la formazione di medici, infermieri, operatori sanitari, assistenti sociali in loco e in Italia il sostegno economico al personale locale la sensibilizzazione e l’educazione alla prevenzione (autoesame)

Dal 2015 è stata inaugurata anche una Task force di medici volontari impegnati in missioni per trasferire in loco il know-how medico scientifico. Fondazione Veronesi conduce queste attività in collaborazione con realtà presenti sul territorio e con il supporto di istituzioni locali e internazionali.

I paesi coinvolti dal 2010 ad oggi e le attività svolte:

  • Israele e Palestina
  • Afghanistan
  • Madagascar
  • Repubblica di Guinea
  • Repubblica Democratica del Congo
  • Haiti

2016 - Haiti

In collaborazione con Fondazione Francesca Rava è stato avviato un progetto di formazione per la diagnosi e la cura del tumore al seno, rivolto a personale medico locale che possa operare presso l’ospedale Saint Damien di Port-au-Prince.

2014 – 2016 Repubblica democratica del Congo

Il tumore dell'utero è la causa principale di morte per cancro tra le donne africane. Anche un solo Pap test nella vita potrebbe aiutare a prevenire il tumore e dimezzare la mortalità. Fondazione Umberto Veronesi e Cesvi - insieme a Patologi oltre Frontiera, Cooperazione Belga, Università di Kinshasa, Università Statale di Milano, Ministero della Salute Congolese e con il supporto dell'OMS – hanno realizzato a Kinshasa 7 centri gratuiti di screening dove le donne da 30 a 50 anni vengono sottoposte a Pap test e, in caso di esito positivo, rimandate a ulteriori esami diagnostici (colposcopie e biopsie).

Il progetto si pone la finalità di ridurre la mortalità per cancro al collo dell'utero definendo strategie nazionali efficaci e adatte al contesto.

Fra l’aprile 2015 e l’ottobre 2016 sono stati effettuati 1.783 Paptest, di cui 8.6% è risultato positivo, quindi rimandato a successivi controlli.

2013-2016 - Repubblica di Guinea

Nel 2013 si è avviata la collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio per la realizzazione di un ambulatorio per la diagnosi del tumore al seno presso il centro medico DREAM a Conakry, che cura le donne sieropositive e affette da Hiv (300 pazienti l’anno).

Nel 2014 e nel 2016 il medico guineiano Maurice Sandouno ha seguito due training in radiologia senologica in Italia, cui seguirà l’apertura dell’ambulatorio nei primi mesi del 2017.

2011-2016 - Afghanistan

Nel 2013 è stato aperto un ambulatorio per la diagnosi del tumore al seno a Herat presso il Maternity Hospital (38.000 visite all’anno), in collaborazione con la Rezai Foundation e con il supporto dell’Ambasciata italiana di Kabul. Gestisce l’ambulatorio la dottoressa afghana Farzana Rasaouli, che è stata formata in Italia grazie al sostegno di Fondazione Veronesi.

Nel 2015 è stato consegnato un mammografo, acquistato grazie al sostegno di Fondazione BNL e trasportato dall’Italia con un velivolo dell’Aeronautica Militare Italiana.

Nel 2016 è stato organizzato in India un secondo training in screening mammografico per la dottoressaRasaouli e i due tecnici di radiologia che lavorano presso il centro di Herat. Le donne che nel 2016 hanno visitato l’ambulatorio gratuitamente sono circa 1.000; in quasi un caso su 3 sono state scoperte anomalie.

2006 - 2010 Israele (Nazareth) e Palestina (Gerusalemme Est)

2006, Nazareth (Israele, territorio a prevalenza araba) – è stato donato un mammografo all’ospedale Sacra Famiglia in collaborazione con la Cooperazione Italiana.

2009, Gerusalemme Est (Territori Palestinesi) –l’ospedale di Al Ram è stato dotato di un ecografo acquistato grazie ad un grant della Fondazione BNL e in collaborazione con il Ministero della Salute Pubblica Palestinese e la Cooperazione italiana. Sono stati formati due medici palestinesi in Italia in accordo con il Ministro alla Salute Palestinese.

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