Le Campagne di Science for Peace

Science for Peace sostiene alcune importanti campagne che mirano alla diffusione di una cultura di pace e alla progressiva riduzione delle spese militari, in linea con gli obiettivi del progetto.

  • Fermiamo i caccia F-35

    Mobilitazione contro l'acquisto dei caccia F-35

     

    Science for Peace sostiene la campagna di pressione lanciata da Sbilanciamoci! e da Rete Italiana per il Disarmo affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35. 

     

     

    Il costo previsto complessivo del programma supera i 15 miliardi di euro.

    Ecco cosa si potrebbe realizzare in alternativa:
    • Costruire 3.000 asili nido
      Costo 1 miliardo di € con beneficiari 90.000 bambini da 0 a 3 anni e 50.000 famiglie
      Posti di lavoro creati: 20.000
    • Mettere in sicurezza 1.000 scuole
      Costo 3 miliardi di € con beneficiari 380.000 studenti
      Posti di lavoro creati: 15.000
    • Installare 10 milioni di pannelli solari
      Costo 8,5 miliardi di € con beneficiarie 300.000 famiglie
      Posti di lavoro creati: 80.000
    • Ristrutturare il centro storico dell’Aquila, 5.000 case inagibili, l’ospedale e la casa dello studente
      Costo 2,5 miliardi di € con beneficiarie 30.000 persone
      Posti di lavoro creati: 2.000

    La campagna ha raccolto più di 18.000 firme on line e 15.000 cartacee, ma è fondamentale che questo numero cresca ancora per dare forza alla mozione presentata in Parlamento.

    FAI SENTIRE LA TUA VOCE E FIRMA LA CAMPAGNA!

    Per approfondire:

    Leggi la mozione presentata in Senato, a oggi firmata da 27 Senatori

    Leggi la mozione presentata alla Camera, a oggi firmata da 16 Deputati

  • No alla pena di morte

    Campagna per dire NO alla pena di morte

    Il principio della pena di morte ha le sue origini ai primordi delle comunità umane, caratterizzate dalla violenza dei rapporti, ed è rimasta purtroppo nei secoli come retaggio di una civiltà primitiva.

    Oggi invece sappiamo che uccidere un assassino è un modo per legittimare il principio della vendetta e la cultura della violenza, e dunque crea una spirale negativa nella società.
    Possiamo capire – senza condividere – che nei Paesi dove sono sistematicamente calpestati i fondamentali diritti umani, possa ancora esistere la pena di morte. Ma è difficile comprendere come anche gli Stati Uniti, la Terra del Futuro, a cui il mondo guarda per comprendere il domani, possano  ancora credere in un metodo di controllo della criminalità così arretrato.
    Infatti, malgrado la pena di morte sia stata reintrodotta negli Stati Uniti nel 1976 e da allora siano stati giustiziati 1042 cittadini, nessun calo di criminalità è stato registrato, anzi: gli omicidi sono 5 volte più frequenti negli USA che in Italia. Purtroppo la pena di morte non è un problema solo americano e, cosa ancora più iniqua, il maggior numero di condanne viene eseguito nei confronti di persone povere o appartenenti a minoranze etniche o religiose.
    I dati mondiali sono innegabilmente inquietanti, ma va sottolineato che la maggior parte dei Paesi del mondo si sta avvicinando all'abolizione della pena di morte: solo 18 dei 60 paesi che ancora la mantengono hanno eseguito le condanne.
    C’è una speranza. E in un mondo globale e strettamente interconnesso dal punto di vista economico e culturale, è interesse di tutti che la speranza diventi realtà e ogni forma di violenza venga delegittimata.

    Per questo la campagna contro l’”uccisione di Stato” deve continuare e la Fondazione Veronesi lancia una appello a tutti i cittadini perché sostengano questo obiettivo aderendo al movimento Science for Peace.