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Oncologia
Donatella Barus
pubblicato il 30-12-2013

Contro i dolori dopo un tumore al seno: palestra e sport



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Nuovi studi evidenziano l’utilità dell’esercizio fisico contro gli effetti collaterali degli inibitori dell’aromatasi, farmaci che prevengono una possibile ricaduta

Contro i dolori dopo un tumore al seno: palestra e sport

Dopo un carcinoma mammario, una quota notevole delle donne che seguono una terapia antiricaduta con inibitori dell'aromatasi sperimenta dolorosi disturbi alle articolazioni. Rigidità, dolori articolari e sindrome del tunnel carpale toccano fino alla metà delle pazienti in terapia e si stima siano la prima causa di abbandono delle cure. Ora uno studio randomizzato condotto dalla Yale School of Public Health conferma l'utilità dell'attività fisica per contenere i sintomi.

LA RICERCA

Presentata in occasione dell'annuale Breast Cancer Symposium di San Antonio, Texas, l'indagine ha coinvolto 121 donne, in cura con inibitori dell'aromatasi, che dichiaravano un dolore articolare medio o severo. Una metà, scelta casualmente, ha seguito un programma di esercizio settimanale che prevedeva due sessioni di allenamento in palestra e due ore e mezza di attività aerobica. Le altre hanno continuato la vita di sempre. Dopo un anno, nel gruppo più dinamico si sono registrate meno donne che dichiaravano disturbi articolari (meno 20%, contro un calo del 3% nel gruppo di controllo), quelle che ne soffrivano indicavano un dolore meno severo e con un minore impatto sulla loro quotidianità.Una ricerca analoga, condotta dagli esperti del Buffalo State College, nello stato di New York, e apparsa sull’European Journal of Cancer Care, ha mostrato che si può migliorare il dolore e la qualità di vita con un programma di 8 settimane di esercizi di resistenza e aerobici da fare a casa. 


I benefici dello sport nei malati di cancro in stadio avanzato

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LA TERAPIA ANTIESTROGENI

Secondo gli autori, è una delle prime volte che un metodo si dimostra efficace contro i dolori articolari e l’esercizio fisico potrebbe davvero fare la differenza per le donne che vogliono continuare con la terapia antiricaduta ma che patiscono effetti collaterali particolarmente pesanti. Gli inibitori dell’aromatasi sono farmaci utilizzati per ridurre il rischio di recidive del tumore in donne in postmenopausa con un carcinoma della mammella sensibile agli estrogeni (HR positivo).Agiscono inibendo la sintesi degli estrogeni.Anche se i dati quantitativi sono molto incerti, si stima che il dolore alle articolazioni riguardi quasi la metà delle pazienti in cura con inibitori dell’aromatasi (anastozolo, letrozolo, exemestane). I sintomi più comuni sono dolori simmetrici a mani e polsi, ginocchia, anche, regione lombare, spalle). Sembrano più esposte le donne più giovani (al di sotto dei 60 anni) e quelle hanno fatto chemioterapia.  

TUMORE AL SENO: GRAVIDANZA
E ALLATTAMENTO POSSIBILI
DOPO LA MALATTIA?

COSA FARE 

Alcuni consigli utili sono reperibili in un’ampia analisi pubblicata sul Therapy Perspective e condotta da un gruppo di esperti italiani, fra cui Francesco Bertoldo, professore di Clinica Medica all’Università di Verona, Lucia Del Mastro, oncologa dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro (Ospedale San Martino) di Genova e Carla Ripamonti, oncologa e responsabile della Struttura Cure di supporto al paziente oncologico presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. In caso di dolore lieve la parola d’ordine è rilassare: sono quindi consigliabili esercizi dolci come yoga, ginnastica in acqua, stretching; utile anche il calore, quindi docce calde, bagni termali e fanghi. Il medico può inoltre prescrivere farmaci adatti, come amitriptilina, gabapentin e paracetamolo. Nei casi di sofferenza grave si può aggiungere ossicodone ed eventualmente valutare il passaggio ad un farmaco antiricadute diverso, il tamoxifene. Per tutte le pazienti in cura è importante mantenersi in attività e tenere sotto controllo il peso corporeo.

 

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Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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