Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora

Guida agli esami

Agoaspirato

Agoaspirato

L’agoaspirato mammario consiste nel prelevare, con un ago sottile (normalmente quello di una normale iniezione), cellule o liquido dalla lesione eventualmente individuata alla palpazione, alla mammografia o all’ecografia.

COME SI SVOLGE?

Non è necessaria alcuna preparazione particolare prima dell’indagine, e anche il ricorso all’anestesia locale non è generalmente necessario, in quanto la procedura è ben tollerata. La paziente viene fatta coricare supina sul lettino, con le braccia rivolte in alto e il seno scoperto. Una sonda ecografica individua la lesione e viene quindi scelto il punto d’ingresso dell’ago.

La cute viene disinfettata, e il prelievo ha inizio: l’ago progredisce, sorvegliato in tempo reale dalla sonda ecografica. Quando la lesione viene raggiunta, comincia l’aspirazione: durante il prelievo, l’ago viene mosso ripetutamente all’interno della lesione con una manovra di “va e vieni” per campionare le zone maggiormente sospette.

A questo punto, il materiale cellulare così ricavato viene prontamente preparato per la cruciale tappa successiva: l’invio al laboratorio dell’anatomopatologo, che provvederà a definire la natura della lesione attraverso l’esame al microscopio del prelievo. La zona cutanea viene quindi detersa, disinfettata e medicata con un piccolo cerotto.

Si tratta di una procedura assai ben tollerata, e il dolore avvertito dalle pazienti è molto modesto se non assente. é ampiamente ormai dimostrato che non esiste alcun rischio di disseminazione di cellule in corso dell’agoaspirato con ago sottile. L’agoaspirato può essere eseguito anche senza l’ausilio dell’ecografia, qualora i noduli mammari siano palpabili.

NOTA BENE: le informazioni in questa pagina non possono sostituire il parere e le spiegazioni del tuo medico

Da non perdere

News dalla Fondazione Eventi Iniziative editoriali Il meglio dai Blog Video