Rossi Michela

NOTE BIOGRAFICHE: 

  • Nata a Rieti nel 1988
  • Laureata in Biotecnologie Molecolari e Cellulari presso l’Università degli Studi dell’Aquila
  • PhD in Tecnologie Innovative nelle Malattie dello Scheletro, della Cute e del distretto Oro-cranio-facciale presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza

2024

Il ruolo della proteina Rab23 nell’osteosarcoma

Obiettivo: studiare il ruolo e il meccanismo d'azione della proteina Rab23 nello sviluppo dell'osteosarcoma, per individuare nuovi bersagli terapeutici

L’osteosarcoma è il principale tumore primario delle ossa e origina da un difetto nella “maturazione” delle cellule del tessuto osseo. Questa neoplasia colpisce principalmente bambini e adolescenti che sono nel periodo di massimo accrescimento osseo. Le cause della patologia sono ancora sconosciute e sono necessari ulteriori studi per comprendere i meccanismi molecolari coinvolti, per identificare nuove terapie e per ridurre la percentuale di recidive e metastasi, correlate a una prognosi infausta. Studi precedenti hanno dimostrato che l’aumento della proteina Rab23 è associato a un incremento dell’aggressività tumorale e al peggioramento della prognosi in vari tumori. In linea con queste osservazioni, la riduzione della proteina Rab23 è associata a una diminuzione dell’aggressività tumorale.

Obiettivo della ricerca sarà studiare in che modo la quantità di Rab23 sia regolata nell’osteosarcoma, in modo da individuare nuovi meccanismi molecolari e nuovi bersagli terapeutici per il trattamento di questo tumore.

Dove si svilupperà la ricerca:

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma

2023

La funzione della proteina SWAP-70 nell’osteosarcoma

L’osteosarcoma è il principale tumore primitivo delle ossa, e origina da un difetto nella capacità di “maturazione” dei progenitori del tessuto osseo, i quali rimangono in una forma immatura. L’osteosarcoma colpisce principalmente bambini e adolescenti che sono nel periodo di massimo accrescimento osseo. Le cause di questo tumore sono ancora sconosciute, ma sono stati descritti alcuni fattori di rischio e ipotizzati alcuni meccanismi molecolari coinvolti nella patologia. Tuttavia, c’è ancora la necessità di individuare nuovi bersagli terapeutici, con l’obiettivo di ridurre la percentuale di pazienti che sviluppano recidive e metastasi – correlate a una prognosi infausta.

Studi precedenti hanno dimostrato che nelle cellule di osteosarcoma l’aumento dei livelli della proteina SWAP-70 riduce la crescita e l’aggressività cellulare. Obiettivo del progetto sarà valutare il ruolo della proteina SWAP-70 nell’insorgenza e nella progressione dell’osteosarcoma attraverso modelli preclinici, sia umani che murini, per individuare nuovi bersagli molecolari e colpire questo raro tumore pediatrico.

 

Dove svilupperà il progetto:

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma

2021

Il ruolo della proteina ADAR2 nella progressione dell’osteosarcoma

L’osteosarcoma è un tumore maligno delle ossa che colpisce principalmente in età pediatrica e adolescenziale. Gli approcci terapeutici a oggi disponibili sono la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia, ma non sempre si rivelano risolutivi. La maggior parte dei pazienti, infatti, sviluppa recidive e metastasi prevalentemente ai polmoni, che rendono ancora elevati i casi con prognosi infausta.

 

Nonostante siano stati effettuati numerosi studi per identificare i meccanismi molecolari alla base di questo tumore, esiste ancora la forte necessità di individuare nuovi bersagli terapeutici. In altre neoplasie è stato dimostrato il ruolo “protettivo” della proteina ADAR2, la cui presenza nelle cellule tumorali ne riduce crescita e aggressività.


Obiettivo del progetto sarà quello di valutare il ruolo della proteina ADAR2 nelle cellule di osteosarcoma utilizzando modelli preclinici in vitro e in vivo, allo scopo di identificare nuovi approcci terapeutici per l’osteosarcoma.

 

Dove svilupperà il progetto:

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma

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