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La terra di mezzo tra la pediatria e l'età adulta

Orfani della visita di leva i ragazzi italiani in cerca di diagnosi precoce

La terra di mezzo tra la pediatria e l'età adulta

Nella sua prima intervista da Presidente della Società italiana di pediatria, Alberto Villani evidenzia uno degli elementi più critici per la salute dei ragazzi che diventano adulti: il passaggio dalle cure pediatriche a quelle dell'adulto. Nel Paese delle culle vuote esiste una frattura nella continuità dell'assistenza sanitaria che può durare anche anni. Un deserto.

Lo sanno bene le famiglie con un figlio adolescente con una patologia congenita o cronica. Situazione resa ancor più critica dal fatto che in Italia sono venuti meno due momenti preziosi di screening della popolazione infantile. Certo, oggi abbiamo nei LEA gli screening neonatali per individuare una quarantina di patologie genetiche e metaboliche (ne scriveva qui il 21 dicembre Fabio Di Todaro) ma abbiamo perso altre due importanti occasioni.

Quanti ricordano ancora la figura del medico scolastico e la sua funzione di avamposto sanitario? Quante sono state le malattie diagnosticate tra i banchi di scuola e gli alunni a cui, grazie all'allerta di un medico scolastico, hanno affrontato per tempo una patologia subdola o trascurata? Gli adulti di oggi, salvati grazie a una visita in età scolastica sono i testimonial più efficaci. Oltre al medico scolastico anche un altro appuntamento con la salute degli italiani è stato consegnato all'album dei ricordi senza essere sostituito: la visita di leva, una sorta di "forche caudine diagnostiche" attraverso le quali dovevano passare tutti i giovani maschi. Urologi e andrologi sono stati i primi a segnalare gli effetti negativi dell’eliminazione della visita di leva per la salute maschile. Spesso si trattava per molti del primo vero e proprio checkup sanitario della vita. Una riflessione utile anche per quanti sono impegnati nelle politiche di lotta all'infertilità.

Sarebbe prezioso (prezioso aggettivo per un oggetto) DI GRANDE VALORE, per garantire la salute a tutti i bambini e agli adulti di domani, istituire prima dell'inizio della scuola primaria un vero e proprio checkup completo e un ulteriore pitstop al termine della scuola dell'obbligo. Una sorta di ballo di debuttanti nel mondo della salute degli adulti.

Nel contratto tra il Servizio sanitario nazionale e i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta potrebbe essere di sicuro vantaggio per la collettività inserire l'obbligo di un passaggio di consegne tra il medico che ha seguito lo sviluppo del bambino e il medico che da allora in poi avrà in cura il giovane adulto: una staffetta che farebbe peraltro risparmiare alle casse pubbliche un'infinità di denaro restituendo ai cittadini una sanità senza terre di mezzo che, come racconta il Tolkien del Signore degli anelli, sono notoriamente un postaccio.

 



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