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Una mela marcia al giorno

Il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese parla anche di medici e infermieri che continuano a lavorare con dedizione, nonostante i tagli

Una mela marcia al giorno

Siamo qualcosa di più e di meglio della efficace sintesi dei contenuti del 47º Rapporto Censis 2013 sulla Situazione sociale del Paese, recentemente presentato a Roma. Leggendo con attenzione le oltre 560 pagine del volume ci sono per fortuna numerosi appigli a cui un impaziente ottimista possa aggrapparsi per iniziare a risalire la china di questa Italia descritta, per molti versi a ragione, come "sciapa e infelice". A cominciare da quel che lo stesso Censis ci dice a proposito del personale medico e sanitario che, nonostante i progressivi tagli, non sempre attuati con criteri razionali, continua a operare per il bene della collettività, con motivazione e impegno.

D'accordo, il Rapporto parla anche del fenomeno odioso della corruzione, figlia diretta dell'opacità e dell'indeterminatezza delle regole, ma la sostanza è che l'esercito di medici, infermieri, e professionisti che operano all'interno del Servizio Sanitario è coeso e fedele alla propria missione. Secondo il Censis, il 98,5 % di essi è soddisfatto del rapporto che stabilisce con i pazienti. Incrociare il dato con quel che pensano i pazienti del proprio rapporto con chi li prende in cura sarebbe un utile esercizio di verità. Poco più della metà, il 62,6% ritiene che le proprie capacità siano valorizzate dalla propria azienda e poco meno di 8 professionisti su 10 (il 79,8 %) riescono a trovare un equilibrio tra il lavoro e la vita privata. Verosimilmente, lo stesso campione che si sente realizzato attraverso il lavoro.

Investire sull'empowerment (e se lo chiamassimo sommessamente con italico orgoglio linguistico "sviluppo del potenziale"?) degli operatori e non solo su quello dei pazienti, significa fare migliore la nostra sanità, investendo sulla relazione oltre che sul numero di prestazioni e sulla loro presunta appropriatezza. Investire sulla relazione significa risparmiare in termini di costi sociali e di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni e le strutture sanitarie. Significa contribuire a far recuperare quella "dignità e onore" richiamati dalla nostra Costituzione, isolando così quanti non danno lustro alla professione medica: le cosiddette mele marce. Un medico motivato toglie ogni giorno una mela marcia di torno. A un impaziente questo vecchio adagio suona meglio così.

Marco Magheri



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