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Remuzzi esagera in tema di test genetici

Essere predisposti per una malattia non significa andarle incontro con certezza. Perciò estendere la mappatura del Dna a tappeto può provocare soltanto inutili allarmismi

Remuzzi esagera in tema di test genetici

Il collega Giuseppe Remuzzi, dalle pagine del Corriere della sera, ha sottolineato l’importanza di mappare, quasi in modo routinario, il proprio Dna per valutare la predisposizione  ad alcune malattie. Fermo restando che predisposizione non significa  certezza di avere una malattia, (spesso all’ insorgenza concorrono alcuni fattori ambientali), cosa ha scoperto spendendo tremila euro? Che  muoversi di più è importante, così come mangiare pochi grassi  e avere una vita sana e dieteticamente corretta. Tutte cose che  si sanno indipendentemente  dal farsi la mappa del Dna, che la medicina predica da anni e  che in altri termini un corretto stile di vita riduce l'insorgenza di alcune malattie, tumori e cardiopatie compresi. Del resto se la determinazione del codice genetico attestasse la predisposizione a una malattia tumorale, cosa si farebbe in più di quanto da tempo consigliamo in termini di prevenzione?

Non è che  trovandosi predisposti a un tumore della mammella, del colon  o della prostata andremmo ad asportare preventivamente  un organo  sano  per avere la certezza che non si ammali. Suggeriremmo, semplicemente, rigorosa attenzione al proprio corpo e daremmo indicazioni sul luogo più adatto farsi seguire. E se una persona risultasse predisposta all'insorgenza di cardiopatie, non è che i consigli igienici sarebbero diversi da quelli soliti. Per fare alcuni esempi consiglieremmo di fare periodicamente controlli cardiologici, una mammografia o una colonscopia o  di dare un occhio dopo una certa età ad alcuni esami del sangue per la prostata.

Non si vuole qui misconoscere l’importanza, l’utilità, in casi selezionati, e l’alto valore scientifico della mappa del Dna, ma che ognuno debba farla mi pare esagerato. Altro sarebbe il discorso se avessimo già a disposizione gli strumenti per correggere l’alterazione genica.

Continuiamo, perciò, a seguire le norme di prevenzione che la medicina consiglia da tempo: controlli periodici, niente fumo o alcol, più movimento, pochi grassi, più fibre e verdure nella dieta. Tutto in attesa che la ricerca ci offra i farmaci adeguati per correggere il gene danneggiato.

Alberto Scanni
@AlbertoScanni 



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