Dottore, occhio alla penna!

Il far West delle ricette e delle cartelle cliniche illegibili e i rischi per la salute dei cittadini mentre si discute del Patto per la salute digitale

Dottore, occhio alla penna!

«Hai una grafia così incomprensibile che potresti fare il medico». Quando un'abitudine, una caratteristica, diventa un modo di dire, viene consegnato all'eternità. Il problema è quando una malabitudine, insieme al colorire il bagaglio di modi di dire dell'uomo della strada, diventa causa di sprechi, errori, danni alla salute. La grafia di chi redige un referto, effettua una prescrizione o compila una cartella clinica è un atto ufficiale che investe la sfera della salute dei cittadini e della spesa sanitaria.

Oggi ordiniamo la cena o da bere a camerieri che sovente scrivono su un palmare la "comanda", interagiamo (o almeno dovremmo) con la Pubblica Amministrazione con la fatturazione elettronica, ma siamo ancora ostaggio di ricette mediche più simili al tratto di un sismografo durante un cataclisma o all'appunto stenografico di una segretaria in preda a convulsioni. Una prescrizione o una ricetta medica e ancor di più una cartella clinica sono documenti ufficiali, impegni economici di denaro pubblico, il contratto dell'alleanza tra cittadino e medico.

Ultima, in ordine di tempo, ad accorgersi del rischio clinico connesso alla grafia è stata la Regione Lazio che ha diffuso delle linee guida sul risk management. Un "consiglio" contenuto nelle linee guida, presentato con grande enfasi, e che segue di almeno quattro anni iniziative analoghe da realtà  distribuite sul territorio nazionale (non le solite Emilia Romagna o Lombardia o Toscana ma, tanto per citarne una, l'Azienda Sanitaria Provinciale di Enna). Così, dai geroglifici si approda trionfalmente a, udite udite, lo stampatello!

Oggi la tecnologia ci consente di monitorare in tempo reale i flussi di spesa, prescrizione, e lo stato di salute pubblica, il tutto semplicemente incrociando i dati. Partecipare all'implementazione di questo sistema di garanzia del patrimonio delle risorse pubbliche e della tutela della salute dei cittadini non può non rientrare nelle modalità di declinazione del giuramento di Ippocrate. Esiste poi un elemento che può toccare direttamente il cuore, il vigore deontologico e le tasche dei professionisti sanitari: la copertura assicurativa per la responsabilità professionale, potrebbe diventare attivabile solo nei casi in cui le prescrizioni vengano stilate in via informatica. Nel campo del pubblico un'Azienda sanitaria potrebbe manifestare l'impossibilità di prendere posizione in difesa di un proprio dipendente se le cartelle cliniche non siano perfettamente leggibili. E ancora: le Regioni e le Asl potrebbero considerare non rimborsabili le prescrizioni redatte a mano. La punta più avanzata di questa prospettiva potrebbe essere l'obbligo di utilizzo di un sistema informatico per la compilazione di ricette, referti e cartelle nel Patto per la salute digitale in via di negoziazione tra Ministero e Regioni.

Marco Magheri
@marcomagheri



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