I peccati della carne

Quelle rosse o i salumi sarebbero cancerogeni. E se la notizia fosse un'occasione utile per migliorare alcune eccellenze del Made in Italy? Intanto il 2016 sarà l'anno dei legumi

I peccati della carne

A Milano l'esposizione universale su “Nutrire il pianeta” si è chiusa con una lunga coda, non solo umana: l'allarme lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità sul rischio tumore connesso al consumo di carni e salumi. Fintanto che ognuno dica la sua sull'onda della psicosi collettiva (la stragrande maggioranza) e delle fondate conoscenze scientifiche (pochi e sempre troppo poco ascoltati), vale la pena fare una riflessione: e se il nesso causale tra tumori e carni trattate e ultragrasse fosse una buona occasione per salvare la qualità del made in Italy? Affrancata dai piagnistei della prima ora, questa crisi di reputazione di salumi e carni rosse è destinata, per sua stessa natura, ad esaurire la propria carica in tempi brevi. Proprio per questo bisogna correre ai ripari per investire sulla qualità dei prodotti e in buona comunicazione pubblica. In un pianeta che si vorrebbe nutrito da wurstel, hamburer e salsicce, saranno infatti in pochi a voler rinunciare alle prelibatezze della cucina europea più blasonate. Magari, se ne limiterà il consumo trasformando alcuni dei prodotti tipici inghiottiti dalla gogna mediatica in pietanze delle grandi occasioni. Un po' come i sigari offerti in occasioni fauste come una nascita o un banchetto di nozze: anche i più accaniti detrattori del tabacco manifestano indulgenza in alcune circostanze.

Così, se da un lato questa condanna dell'OMS verso l'abuso del cibo spazzatura era noto, atteso e quasi auspicato, dall'altro, digerita la brutta sorpresa, i produttori di salumi o di carni rosse possono concentrarsi sulla produzione di qualità. Anche l'alcol . e ce lo ricordano molto bene gli esperti anche in questo sito - nuoce gravemente alla salute ma non per questo la gente ha smesso di bere. Semmai, cerca di bere meno ma meglio. “La vita è troppo breve per bere vini mediocri” sentenziava Wolfgang Goethe. Credo possa valere anche per un prosciutto, un salame o un filetto di manzo. Se al pane e prosciutto, tanto amato dai latini, è dedicata persino una strada (via panisperna) a Roma, difficile immaginare che il salume per eccellenza possa sparire dalla nostra dieta. Magari, si farà più attenzione a quel che mettiamo nel piatto, dentro e fuori dai confini nazionali, ma solo a condizione che si faccia una onesta e impegantiva azione a tutela del made in Italy, così da mettere fuorigioco concorrenti truffaldini come la “Mortadela siciliana rumena, il Salame tipo Milano fatto in Brasile, il Cacciatore salami e la Soppressata salami prodotti in Canada, il Prosciutto cotto Villa Gusto diffuso in Germania”, come denunciato dalla Coldiretti. In un clima di rilancio della dieta mediterranea, l'unico vero peccato della carne sarebbe quella di essere scadente, troppo cotta o salata male.

Il 2016 è l'anno internazionale dei legumi proclamato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite. Il riscatto delle proteine vegetali rispetto alle proteine animali parte sotto i migliori auspici.

Marco Magheri
@marcomagheri 



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