Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
Altre News

Radici comuni per la depressione e altri mali dell'anima?

pubblicato il 23-05-2013

Scoperta una base biologica comune in diversi disturbi: dalla depressione alla schizofrenia, all’autismo. Tra i fattori protettivi un’infanzia serena. Lo psichiatra chiarisce ruolo dei geni e dell’ambiente

Radici comuni per la depressione e altri mali dell'anima?

Scoperta una base biologica comune in diversi disturbi: dalla depressione alla schizofrenia, all’autismo.  Tra i fattori protettivi un’infanzia serena. Lo psichiatra chiarisce ruolo dei geni e dell’ambiente

Può esistere  una base biologica comune per ben cinque disturbi psichiatrici? La ricerca, pubblicata su Lancet, dello Psychiatric Genomics Consortium, sostenuto dal National Institute of Mental Health negli Stati Uniti, ha individuato un “sentiero” comune nelle vie cerebrali che può condurre tanto all’autismo quanto al disturbo depressivo maggiore, al disturbo bipolare, alla schizofrenia e/o al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

Uno studio importante per il suo individuare una radice comune e, allo stesso tempo, proprio per questo, inquietante, sul quale chiediamo lumi al professor Andrea Fagiolini, ordinario dell’Università di Siena.

Che cosa dimostra questo risultato a proposito dei disturbi psichiatrici?

E’ relativamente in linea con quanto molti ricercatori stanno ultimamente sviluppando. Vi è una sorta di vulnerabilità su cui intervengono poi altre variabili (ambientali e/o biologiche), facilitando la crescita dell'una o dell'altra malattia o (se si tratta di fattori protettivi) impedendo la loro insorgenza.

Un esempio di “fattori protettivi”?

Abbiamo sempre maggiori evidenze sull'importanza di un'infanzia e prima adolescenza in ambiente caldo, accogliente, prevedibile, privo di grandi tensioni e capace di dare sicurezze e capacità di tollerare le piccole frustrazioni che anche i bambini possono - e forse devono -  avere. E' difficile, però, generalizzare perché ci sono anche malattie, come l'autismo, per le quali è stata dimostrata la scarsa influenza dell'ambiente, contrariamente a quanto si credeva in passato (colpevolizzando le madri di questi bambini).

Che cosa può significare questa ricerca in vista delle terapie future?

Penso che in futuro andremo sempre di più verso la possibilità di intervenire direttamente sui geni malfunzionanti e questa scoperta potrebbe essere un primo timido passo per la ricerca in questo senso. Va ripetuto che le nostre malattie non derivano esclusivamente da fattori biologici, né esclusivamente da fattori ambientali. Ognuno di noi nasce con una certa predisposizione a sviluppare una malattia mentale. Facciamo l'esempio della depressione: se mio padre, mia madre, i miei nonni, zii, cugini ecc. hanno tutti una depressione, io nascerò con un'altissima predisposizione a svilupparla, per cui basterà davvero una piccola scintilla ambientale per dare il via al cataclisma.

In questo esempio c’è come una predestinazione…

No, perché se io vivo in un ambiente ideale, potrei anche non sviluppare mai la depressione. Viceversa, se nessuno nella mia famiglia ha mai avuto una depressione, io sarò molto forte di fronte alle varie "intemperie" della vita. Ma se queste intemperie diventano particolarmente forti o frequenti, alla fine potrò ammalarmi anch'io di depressione.

Comunque l’ereditarietà gioca solo su vie dirette, da depressione a depressione, oppure – con questa “radice comune” –  si creano dei crocevia tra disturbi?

Con la nuova ricerca si sottolinea che l'ereditarietà può manifestarsi anche se in famiglia erano presenti malattie diverse. Un parente schizofrenico aumenterebbe la suscettibilità a sviluppare non solo la schizofrenia ma anche altre l'autismo, l'Adhd, il disturbo bipolare etc.  

Si può essere anche condannati ad avere tutti e cinque i disturbi?

Per fortuna no, perché alcuni disturbi si escludono a vicenda. Ad esempio, non è possibile avere allo stesso tempo un disturbo bipolare e una schizofrenia. Esistono però pazienti con disturbo bipolare che hanno parecchi sintomi simili a quelli della schizofrenia e viceversa. In effetti un’alta disfunzione dei geni che predispongono a tutt’e cinque le malattie potrebbe, almeno in teoria, aumentare i sintomi loro ascrivibili, anche se alla fine la diagnosi principale sarebbe solo una.
Serena Zoli


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza