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Emozioni e ragione

Nel cervello convivono razionalità ed emotività. Ma alla base della scienza c'è soltanto la ragione

Emozioni e ragione

Diceva Blaise Pascal: «Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce». È vero, vi sono delle «ragioni della ragione» e delle «ragioni del cuore», in noi razionalità ed emozionalità convivono. Le emozioni e i sentimenti del cuore sono importanti: godere davanti a un panorama, emozionarsi per chi soffre, gioire per un successo, sono nobili irrazionali moti dell’animo. Le emozioni sono importanti, le intuizioni, le sensazioni, sono importanti. Ma è la ragione che poi le governa, che le incanala, che le sistematizza, le stempera nel vissuto.


Il nostro cervello è un contenitore meraviglioso in cui razionalità e emozionalità convivono. La ragione, che è alla base della scienza, usa processi logici per discernere, per ricercare, per verificare, per analizzare. Ma non può lasciarsi contaminare delle emozioni, pena produrre risultati non veritieri. L'emozionalità viaggia altrimenti: di fronte a fenomeni reagisce con moti d’animo che innescano processi istintivi che generano a cascata sensazioni su sensazioni, ma non dati scientifici. È quello che accade nelle «magie contemporanee» in cui medicine non convenzionali, terapie alternative, metodiche salutistiche dubbie, pescano nell’area dell’istinto, delle supposizioni, delle nostalgie e dell'ideologia. Strada pericolosa e oscurantista per la scienza.


Le emozioni sono importantissime, ma hanno altri registri e devono lasciare il passo alla ragione. Soltanto quando la ragione conferma dei dati, allora sì, possiamo emozionarci.

 



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