La gente per risparmiare non si fa più curare

Ma la spesa per i farmaci giustifica soltanto il 20% di quella sanitaria globale. Più che sulle terapie, le amministrazioni regionali dovrebbero tagliare altre voci negli ospedali e negli apparati di governo

La gente per risparmiare non si fa più curare

La gente, vista la situazione economica, “tira la cinghia” anche sulla salute: rinuncia ad andare dal dentista, per paura dei ticket non fa i controlli, risparmia sulle medicine. E anche le regioni ci mettono del loro, con piani di contingentamento dei farmaci e vanno a “fare le pulci” su quelli particolarmente delicati e necessari.

Gli stessi enti contano di risparmiare da questa operazione decine di milioni di euro, ma non si mettono a lavorare sui costi delle discutibili consulenze, a volte costruite ad hoc, non sulle agenzie regionali (spesso inutili doppioni di attività che potrebbero essere semplicemente svolte da uffici regionali), non su carrozzoni faraonici in cui la spesa per il loro mantenimento non è poco, ma sulle medicine. Non si bada a ridurre la miriade di funzionari regionali e ospedalieri spesso presi per favorire questo o quello, o addirittura messi in posizioni dirigenziali secondo  logiche spartitorie. Sia gisce invece sui beni primari, dove il porre tetti di spesa penalizza chi ne ha bisogno, portatore di patologie delicate in cui c’è in ballo la vita. E i medici vengono “bastonati” se sforano quanto a loro è permesso  di ricettare.

Quando si comprenderà che la spesa sanitaria globale è solo parzialmente influenzata dalla spesa per le medicine (rappresenta solo il 20% del tutto)? Sono altre le voci che incidono, in particolare i costi del personale e le modalità per l’ acquisto di beni e servizi sui quali spesso si specula e si fanno intrighi. Nel fare programmi bisogna fidarsi di più dei medici che per curare bene i loro malati a più di tanto non possono rinunciare. Il  sistema funziona se vengono ascoltati e resi partecipi delle decisioni degli economisti che mancano spesso di una visione “umana” dei loro provvedimenti. A costoro possono dare utili indicazioni su cosa è irrinunciabile o meno, tenuto conto che se dovessimo ridurre a zero la spesa per le medicine, i costi della sanità continuerebbero inesorabilmente a essere alti perché non si taglia su altre voci sia negli ospedali sia negli apparati regionali.

Alberto Scanni
@AlbertoScanni



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