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La vergogna degli sprechi degli ospedali

La storia del reparto di oculistica del Fatebenefratelli di Milano, in procinto di essere trasferito in un presidio per la salute della mamma e del bambino. Più che di innovazione, si tratta di sperpero di danaro pubblico

La vergogna degli sprechi degli ospedali

Le regioni devono risparmiare, sono in affanno e  salgono le proteste. Si lamentano col Governo che taglia perché dicono di rischiare di aumentare i ticket, sopprimere  alcune  attività, ridurre alcuni servizi, contrarre  il personale e così via. E i medici  si lagnano perché non possono fare bene il loro lavoro e mancano di mezzi. Anche la Lombardia protesta, ma forse un po’ di autocritica andrebbe fatta, perché margini di risparmio ci sono e scelte improvvide di alcuni ospedali andrebbero riviste.

Il Fatebenefratelli di Milano ne è un esempio. In questi giorni la direzione generale (pare consenziente la Regione) sposterà l’Oftalmico - due divisioni, ambulatori, sale operatorie e tutto quello che riguarda l’oculistica - nel presidio ospedaliero Macedonio Melloni e per contro le attività della Melloni - struttura maternoinfantile tradizionalmente adibita alla ostetricia e ginecologia - si trasferiranno nei reparti oculistici del Fatebenefratelli.

In pratica uno scambio, presentato come innovativo, ma di cui sfuggono le ragioni, tanto più che i reparti oculistici del Fatebenefratelli, sale operatorie e ambulatori compresi, erano appena stati ristrutturati. Scambio assolutamente improvvido che costerà un sacco di soldi per tutte le nuove opere murarie e i conseguenti nuovi appalti. Si dovranno riadattare tutti gli ambienti ai nuovi venuti: un conto è una sala operatoria per gli occhi, un conto è riadattarla per operazioni ginecologiche o per partorire.

Se proprio si voleva procedere ad una razionalizzazione dell’esistente (cosa assolutamente proficua) bastava spostare l'attuale divisione di pediatria del Fatebenefratelli al Macedonio Melloni e costituire così una unità di eccellenza materno-infantile nel polo nord della città. Ma soluzioni semplici e di poco costo, normali per qualsiasi persona di buon senso, non hanno spazio ed è difficile contraddire chi pensa che i soliti poteri forti e clientelari dettino ancora legge. Così stanno le cose. Sprechi ce ne sono, ma legati a scelte di questo tipo in giro in Lombardia ce ne sono diversi.

Alberto Scanni
@albertoscanni 



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