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Anche i bocconiani imparino in corsia

Chi tiene corsi economico-gestionali per i medici cosa sa del lavoro in ospedale?

Anche i bocconiani imparino in corsia

Ai medici ospedalieri viene richiesto per legge di frequentare dei corsi per imparare a gestire i conflitti tra i collaboratori, organizzare le liste di attesa, far rendere al meglio le prestazioni, costruire i bilanci, orientare le spese, ridurre i costi e così via.

L'obbligatorietà è perentoria e la partecipazione fa titolo nel loro curriculum, alla pari delle capacità assistenziali e culturali. Gli aspetti intrinseci della professione medica passano in secondo piano e i nuovi discenti si trovano ad avere come insegnanti economisti, sociologi, esperti della comunicazione.

Senza nulla togliere alla professionalità di questi ultimi, viene fatto di chiedersi se costoro conoscano a fondo le realtà in cui vanno a “impartire” strategie, soluzioni e comportamenti elaborati nelle loro facoltà. Se sanno in altri termini con cosa e con chi i sanitari si devono confrontare quotidianamente e quali sono i reali problemi dei malati. Se conoscono bene i bisogni di questi ultimi, gli imprevisti che si devono affrontare quando mancano gli organici, quando le liste di attesa sono esorbitanti, quando le apparecchiature sono obsolete, quando gli ambienti sono angusti, i posti letto insufficienti, le sale operatorie non attrezzate al meglio, i farmaci sempre più costosi e le amministrazioni sempre più esigenti nel voler risparmiare.

Se conoscono lo stress di medici e infermieri per turni pesanti, il desiderio dei malati ad avere risposte rapide, la pressione delle famiglie per un ricovero, il silenzio delle amministrazioni di fronte a richieste urgenti.

La sensazione è che di queste cose ne sappiano poco e che dovrebbero sperimentarle. Vivere in una corsia e confrontarsi tutti i giorni con i problemi degli operatori e le sofferenze dei malati aprirebbero loro gli occhi. Forse dovrebbero sottoporsi loro a corsi fatti da medici prima di scrivere linee guide comportamentali!



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