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30-08-2017

Molte malattie sono diminuite prima dei vaccini. Significa che questi ultimi non servono?

Risponde Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene presso l'Università di Pisa

I vaccini rappresentano una parte della lotta alle malattie infettive, sono una delle armi che noi utilizziamo contro le malattie infettive. Per alcune malattie infettive sono l'unica arma efficace. Tante malattie infettive sono naturalmente diminuite nella popolazione, perché sono migliorate altre armi di prevenzione: è migliorata, per esempio, la distribuzione di acqua potabile, per quelle malattie che si trasmettono attraverso l'acqua e gli alimenti; sono migliorate le condizioni igieniche, abitative delle famiglie. Quindi, per alcune malattie infettive, effettivamente, c'è stato un calo di incidenza; per altre malattie infettive c'è stato un calo di mortalità. Cosa vuol dire? Vuol dire che, nonostante le infezioni fossero allo stesso livello, il numero di casi fosse allo stesso livello, è comunque diminuita la letalità di queste malattie, cioè è diminuito il numero di persone che morivano per malattie infettive. E questo grazie a miglioramenti dell'assistenza, per esempio l'introduzione di antibiotici, che ha fatto diminuire la mortalità generale per queste malattie infettive. Ma se qualcuno dice che le malattie infettive possono scomparire senza l'aiuto dei vaccini, si sbaglia di grosso: malattie molto contagiose, come ad esempio il morbillo, non possono essere eliminate se non attraverso la vaccinazione. È stata la vaccinazione contro la poliomielite che ci ha permesso di far scomparire questa malattia dall’Europa e dalla stragrande maggioranza dei paesi del mondo. Quindi senza vaccini le malattie infettive continueranno a circolare.