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Asma: cambiano le Linee Guida

pubblicato il 08-02-2012

In aumento le crisi asmatiche nella fascia più giovane della popolazione. Le cause: scarsa conoscenza e poca attenzione ai fattori di rischio. Smog, inquinamento, microclima degli ambienti chiusi e fumo fra i principali indiziati nello sviluppo della sintomatologia

Asma: cambiano le Linee Guida

In aumento le crisi asmatiche nella fascia più giovane della popolazione. Le cause: scarsa conoscenza e poca attenzione ai fattori di rischio. Smog, inquinamento, microclima degli ambienti chiusi e fumo fra i principali indiziati nello sviluppo della sintomatologia

GINA (Global iniziative for asthma) ridefinisce la classificazione della malattia secondo nuovi criteri. Passata in secondo piano l’intensità della malattia (lieve, media e grave), maggiore attenzione viene oggi posta ai sintomi e alla loro durata, alle ripercussioni sulle attività quotidiane, alle limitazioni della funzionalità respiratoria e alla necessità di assumere broncodilatatori.

UN DISTURBO SPESSO SOTTOSTIMATO– Poca conoscenza dei fattori di rischio e di sviluppo dell’asma, mancata adesione alle cure, o limitata al bisogno, scarsa attenzione alla prevenzione: sono queste le ragioni che hanno portato ad un incremento dei casi di asma fra la popolazione. Secondo una indagine svolta da Doxopharma a soffrirne sono all’incirca il 5-7% degli italiani, ma a farne le spese maggiori sono soprattutto i 30enni e i 40enni a causa di poca accortezze nei riguardi della malattia o non regolarità delle cure. La conseguenza inevitabile è a detrimento della qualità della vita: sonno “cattivo” per difficoltà respiratorie, respiro sibilante, crisi più accentuate. «A scatenare la malattia – dice Walter Canonica, direttore della Clinica delle Malattie Respiratorie dell’Università degli Studi di Genova -, è una iperattività dei bronchi costretti a far fronte ad una esagerata contrazione della muscolatura liscia che riveste la parete bronchiale, a una eccessiva produzione di muco e a un gonfiore della mucosa respiratoria».

FATTORI DI RISCHIO– Allergeni, quali pollini, acari della polvere, peli degli animali in particolare di gatto, spore di muffe, sono solo alcuni degli agenti che possono attivare i meccanismi di sviluppo dell’asma. Vita meno facile hanno gli asmatici che risiedono nelle grandi città: inquinamento (anche se in maniera indiretta), anidride solforosa e monossido di carbonio spesso presenti nel microclima all’interno degli appartamenti, possono contribuire in maniera importante all’acutizzazione dei disturbi. «Non dimentichiamo il fumo – aggiunge Canonica. Recenti ricerche hanno infatti messo in luce che può essere considerato come il principale responsabile delle crisi asmatiche anche fra i non fumatori».

IDENTIKIT DELL’ASMA– L’asma ha diversi volti. A tracciarli sono i sintomi e la durata con cui si manifesta, ma anche la reazione ai possibili fattori di rischio. Sono questi gli elementi che guidano gli specialisti nella definizione della terapia ad hoc che deve tener conto dunque sia di un trattamento farmacologico mirato sia dell’eliminazione e/o riduzione degli agenti responsabili della crisi. Broncodilatatori, sotto forma di spray e con una efficacia di circa 12 ore, uniti all’occorrenza a corticosteroidi spray sono le terapie standard per dare sollievo alla tosse secca e stizzosa, all’ammanco di aria o a un fischio a livello del torace spesso accompagnato da un senso di oppressione. «In presenza di ripresa dei sintomi – assicura Canonica – esistono altri principi attivi che svolgono anche una azione antinfiammatoria. I più efficaci sono gli antileucotrieni, non idonei però in caso di asma grave o in presenza di disturbi al fegato e ai reni, e gli anticorpi monoclonali indicati quando l’asma è scatenata da allergeni presenti tutto l’anno».

LE REGOLE D’ORO DELLA PREVEZIONE– Ma prima di arrivare alla crisi è possibile mettere in atto cinque mosse preventive. 1. Verificare le condizioni dei filtri in caso di allergia ai pollini, in particolare tra gennaio e febbraio e tra agosto e settembre; 2. Trattare le muffe in casa con prodotti adeguati e controllare periodicamente il buon funzionamento delle ventole di aspirazione delle cappe; 3. Eliminare gli acari dai mobili e dalle superfici con panni a carica elettrostatica; 5. Evitare cuscini, poltrone e materassi imbottiti con prodotti di origine animale e vegetale (kapok, canapa, crine vegetale, lana , piuma, iuta) all’interno dei quali gli acari si annidano con maggiore facilità.

COSA FARE– In presenza della classica sintomatologia asmatica è bene rivolgersi a un centro per le malattie respiratorie dove verrà eseguito un esame spirometrico per valutare la ‘qualità’ del respiro o, in caso di esame negativo, la misurazione della funzione respiratoria dopo l’inalazione di una sostanza specifica o di un esercizio fisico. In caso di positività al test e di asma di natura allergica, la sensibilità alla sostanza verrà valutata con il Prick test eseguito con l’applicazione sulla cute interna dell’avambraccio di alcune gocce della sostanza ‘incriminata’. Consigliata resta l’ottima idratazione: abbondanti bevande calde (tre o quattro tazze al giorno) che aiutano a fluidificare il catarro nei polmoni.

Francesca Morelli


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