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Fumo

La guerra europea al fumo

pubblicato il 17-07-2013
aggiornato il 17-11-2017

Ecco tutto ciò che si fa per scoraggiare l'abitudine di fumare. Petizione al Ministero della Salute da parte della Società italiana di tabaccologia

La guerra europea al fumo

Oggi è il World No Tobacco Day. Ecco tutto ciò che si fa per scoraggiare l'abitudine del fumare. Petizione al Ministero della Salute da parte della Società italiana di tabaccologia

La legge antifumo è sbarcata in Europa grazie all’Italia che per prima nel 2003 ha varato la legge antifumo nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici, comprendendo bar, ristoranti, scuole, aeroporti e stazioni ferroviarie. In Italia è proibito fumare nei luoghi pubblici al chiuso a partire dal 16 gennaio 2013, a eccezione dell'introduzione di apposite sale fumo. Le sale fumatori sono soggette a pesanti restrizioni: devono essere ventilate separatamente, con specifici valori circa il tasso di ricambio dell'aria; la pressione atmosferica  in tali sale deve essere costantemente più bassa di quella delle sale adiacenti; devono essere munite di porte scorrevoli a chiusura automatica. Al momento solo l'1% dei locali pubblici ha introdotto una sala fumatori a causa degli elevatissimi costi degli adeguamenti.

LA PETIZIONE  - «Ma non basta – dice Biagio Tinghino, presidente della Società italiana di tabaccologia - se si vuole ridurre il numero delle morti causate dal tabacco che sono 80.000 morti  nel nostro paese. L’Unione Europea, in difesa della salute dei cittadini ha proposto agli stati membri misure per dissuadere i fumatori, ma i governi in un primo momento hanno nicchiato, Italia compresa». In pratica la UE chiede di apporre sui pacchetti immagini che illustrano i danni da tabacco, di rendere anonimi (e quindi meno attraenti) i pacchetti, di impedire l'uso di attributi ingannevoli (come "sigarette light" o "small"). Così la Società italiana di tabaccologia ha adottato questa iniziativa invitando gli italiani a firmare una petizione  per rendere  meno interessante il fumo di sigaretta, sfatare falsi miti, contrastare la povertà e le malattie provocate dal tabacco. Si può aderire in due modi:

1. Firmando la petizione su www.change.org

2. Scrivendo al Ministro della Salute, e inviando la petizione via email a: segreteriaministro@sanita.it

IN EUROPA - La Francia aveva tentato nel 1992 di introdurre una normativa sui controlli del fumo, ma l’iniziativa è fallita in mancanza di una adeguata campagna informativa e bisogna aspettare il 2007 per vedere il fumo vietato in tutti gli spazi pubblici di Francia, tranne i bar e i ristoranti, che hanno avuto un anno di proroga per mettersi in regola. 

I tentativi antifumo della Germania sono stati ostacolati sia dalla struttura federale del Paese, sia dalla tendenza alla nicotina della popolazione. Alla fine il governo centrale e i 16 Länder che formano lo Stato hanno trovato un accordo su come spartirsi le responsabilità dettate dal trattato dell’Oms: il governo sarà responsabile degli edifici pubblici e dei trasporti, mentre i Länder dei bar e dei ristoranti. La Spagna ha introdotto un divieto nel gennaio 2006, ma parziale: per esempio i bar con una superficie inferiore ai 100 metri quadrati possono decidere di non applicarlo. Dal 2 gennaio 2011 è entrata in vigora una legge antifumo estesa.

L’Irlanda ha bandito il fumo in tutti i luoghi di lavoro chiusi nel marzo 2004. Il decreto è in vigore nel Regno Unito a partire dal luglio  del 2007, quando l’Inghilterra  si è unita a quanto avevano già fatto Galles, Scozia e Irlanda del Nord.  La Danimarca ha ufficialmente adottato un divieto di fumo in bar, club e ristoranti a partire dal 15 agosto 2007,  Olanda e Romania hanno adottato simili divieti a partire dal 1º luglio 2008.

Edoardo Stucchi


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