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Neuroscienze

Gli applausi sono contagiosi

pubblicato il 14-11-2013

Una ricerca ha studiato il fenomeno della claque e mostrato che si è portati ad applaudire dopo aver visto altri fare lo stesso movimento

Gli applausi sono contagiosi

Gli applausi sono…contagiosi. La diagnosi non l’hanno fatta dei medici,  ma dei matematici, ai quali si sono aggiunti biologi specializzati nello studio del comportamento animale. La ricerca, firmata dall’équipe di Richard Mann, dell’Università svedese di Uppsala, è stata pubblicata dalla rivista britannica Journal of the Royal Society Interface.

Secondo lo studio, più una folla applaude, più gli individui che la compongono sono essi stessi portati ad applaudire. Il fenomeno non è una novità, anzi è conosciuto fin dal XVII secolo, e sta alla base del vecchio trucco della “claque”, usato prima in teatro e adesso negli intrattenimenti televisivi con pubblico in sala. Ma ciò che rende interessante la ricerca svedese è che la matematica ha mostrato nei dettagli i tempi di reazione.

I ricercatori hanno cominciato con il filmare sei gruppi differenti, composti ciascuno da 13 a 20 studenti, che assistevano a una presentazione. In seguito hanno analizzato i loro applausi nei minimi particolari. Con l’appoggio di cifre e diagrammi, hanno mostrato che in media erano trascorsi 2,1 secondi tra la fine della presentazione e il primo applauso. E che passavano meno di 3 secondi tra questo primo applauso e i battimani del resto del pubblico.

Dopo aver testato parecchi modelli statistici di probabilità, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che “dopo il primo applauso, la propensione di ogni nuovo individuo a cominciare ad applaudire è proporzionale al numero di individui che sono già sul punto di applaudire.” E hanno precisato che si tratta di una reazione lineare simile a quella che si trova presso le scimmie per le decisioni legate al movimento, e che presso gli esseri umani appare legata allo scambio di occhiate. Non ce ne accorgiamo, ma il “contagio” dell’applauso sta nello sguardo degli altri.

Antonella Cremonese  


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