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Pediatria

Scoperta italiana: individuata nel latte materno la molecola che previene le infezioni intestinali nel neonato

pubblicato il 30-05-2011
aggiornato il 25-01-2017

E un particolare zucchero che potenzia il sistema immunitario del bambino. La prima difesa dei neonati contro l'attacco di virus e microrganismi è il latte materno. Veronesi: "Non poter allattare" un'ingiustizia sociale e un grande peccato

Scoperta italiana: individuata nel latte materno la molecola che previene le infezioni intestinali nel neonato
E’ un particolare zucchero che potenzia il sistema immunitario del bambino. La prima difesa dei neonati contro l'attacco di virus e microrganismi è il latte materno. Veronesi: «Non poter allattare è un'ingiustizia sociale e un grande peccato»

Può il latte materno essere considerato un alimento in grado di prevenire le infezioni gastrointestinali nel neonato? Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Glycobiology, opera dei ricercatori italiani dell'Università Politecnica delle Marche, i glicosamminoglicani (GAG), particolari zuccheri contentuti nel prezioso alimento, sono in grado di potenziare le difese immunitarie del bambino.

LO STUDIO- Il merito dei ricercatori italiani è stato quello di analizzare la composizione del latte materno e in particolare di decodificare la struttura degli zuccheri glicosamminoglicani, dato sino a poco tempo fa ancora parzialmente sconosciuto. Proprio grazie all'analisi della loro conformazione è stato possibile dedurre la funzione anti-infettiva che il latte materno esercita contro le infezioni del tratto digerente. Nello specifico, lo studio del gruppo di ricerca marchigiano ha ipotizzato che la funzione dei GAG sia duplice. Giunti a livello dell'intestino tenue, grazie alla loro particolare struttura, i GAG sono in grado sia di resistere alla presenza degli enzimi digestivi che di formare dei legami con la superficie di eventuali agenti patogeni come virus e microrganismi. Superato il primo tratto dell'intestino, e giunti quindi nel colon, questi zuccheri rappresentano il carburante naturale per la crescita della flora intestinale. Ciò ha come effetto diretto il rinforzo delle difese immunitarie.

LATTE MIGLIORE- Un altro interessante dato fornito dallo studio è stato quello riguardante l'analisi comparativa effettuata con il latte vaccino, utilizzato correntemente per la preparazione del latte artificiale destinato ai neonati. A conferma della bontà del latte materno la quantità di glicosamminoglicani è risultata superiore di circa 10 volte rispetto a quella del vaccino.

CUORE SANO- Gli effetti benefici non finiscono al solo apparato digerente. Studi passati hanno dimostrato che il latte della mamma protegge anche il cuore. Secondo una ricerca britannica, i bambini allattati al seno avranno, nel corso della vita, meno problemi di cuore di quelli cresciuti col biberon perché il latte materno ha anche la capacità di ridurre in modo durevole il rischio d’ipertensione. Altri studi, condotti negli Stati Uniti e in Danimarca, hanno invece evidenziato che l’allattamento al seno migliora l’intelligenza, e che tanto più a lungo il bimbo viene allattato, tanto il suo quoziente d’intelligenza sarà più alto rispetto a chi fu allattato col biberon. Forse merito del latte, ma probabilmente anche dello scambio di affetto e di calore che s’instaura tra la madre e il figlio durante le poppate.

AIUTO ALLE MAMME- Dunque l'allattamento al seno, oltre ad essere fondamentale per un corretto sviluppo, rappresenta anche una forma di prevenzione. Purtroppo però, come dichiara Umberto Veronesi, «al di là delle tante parole che si dicono, l’Italia è uno dei Paesi europei che meno favorisce la maternità e che spende di meno per aiutare la famiglia. Così succede che il grande desiderio di allattare il proprio bambino si scontri con ogni sorta di ostacoli». All’inizio, allattano l’80% delle mamme, ma solo tre mesi dopo questa percentuale scende al 40%, e cala infine a poco più del 10% tra i 6 e i 12 mesi di età del bambino. «Non poter allattare è quindi un'ingiustizia sociale e un grande peccato» conclude Veronesi.

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito di Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano – con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi- ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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