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Oncologia
Donatella Barus

L'aspirina può ridurre il rischio di tumori del colon negli anziani?

pubblicato il 25-01-2021

Da uno studio sugli over 70, l'aspirina sembra ridurre i rischi in chi la assume da tempo. L'uso anticancro del farmaco non è raccomandato

L'aspirina può ridurre il rischio di tumori del colon negli anziani?

Dopo i 70 anni l’assunzione regolare di aspirina è associata a un rischio più basso di tumori del colon-retto, ma solo nelle persone che hanno iniziato la terapia anni prima. È quanto rileva l’ultima ampia ricerca sul più famoso fra i farmaci da banco e uno fra i più diffusi tumori dell’età adulta. Lo studio aggiunge un tassello importante a un filone di studi tanto interessante nelle promesse quanto complesso nei risultati.

 

ASPIRINA E TUMORI DEL COLON

La storia degli studi sull’aspirina e i tumori del colon-retto ha ormai alcuni decenni. Il farmaco, che fa parte degli antinfiammatori non steroidei, noti anche come FANS, viene utilizzato con regolarità da molte persone, per contrastare dolori muscolari e mestruali, mal di testa, mal di denti o febbre; in particolare viene prescritto in alcuni casi per prevenire malattie cardiovascolari data la sua azione antiaggregante (la ben nota “aspirinetta”). E proprio su chi seguiva una terapia prolungata a base di aspirina è stato rilevato un ridotto rischio di sviluppare tumori del tratto digerente. Da qui a considerarlo una terapia preventiva anticancro il passo è però ancora molto lungo: gli effetti collaterali sono importanti, mancano dati omogenei e soprattutto gli anziani dovrebbero assumere l’aspirina solo per effettiva necessità e dietro consiglio del medico.

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LA RICERCA SUGLI ULTRASETTANTENNI

Ora un team di ricerca guidato da Chuan-Guo Guo, Massachusetts General Hospital and Harvard Medical School) ha valutato l’effetto anticancro dell’aspirina su 94.500 persone con più di 70 anni. I dati, pubblicati sul Journal of the American Medical Association, non mostrano un rischio di cancro al colon più basso in chi ha iniziato a prendere il farmaco dopo i 70 anni, mentre il beneficio si rileva nelle persone che avevano iniziato la terapia da più giovani, proseguendola poi nella terza età. Quindi, riassumono gli autori, «mentre resta assolutamente sconsigliato iniziare a prendere l’aspirina all'unico scopo di proteggersi dai tumori colorettali, i risultati sembrano supportare il fatto di continuare ad assumerla se già lo si faceva prima». E, naturalmente, se non insorgono controindicazioni con il tempo.

 

DATI E CAUTELE

Nel 2020 un’analisi aggiornata degli studi disponibili, condotta dai ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha misurato una riduzione del rischio di cancro del colon-retto almeno del 25% negli utilizzatori di aspirina, con un effetto proporzionale alla dose e alla durata della terapia. Lo stesso acido acetilsalicilico è risultato associato a un minor rischio di tumori dell’esofago, dello stomaco, del fegato e del pancreas. Ci sono però dei grossi “ma”. Sebbene i dati depongano per un effetto protettivo del farmaco, gli esperti e le autorità regolatorie hanno mantenuto una grande cautela e non raccomandano l’uso dell’aspirina per prevenire il cancro colorettale. Perchè? In primo luogo, l’assunzione di acido acetilsalicilico può essere associata a effetti collaterali importanti, come il rischio di emorragie, che impongono sempre una attenta supervisione medica per bilanciare rischi e benefici sui singoli individui. Inoltre sono emersi nel tempo effetti controproducenti dell’aspirina fra i pazienti oncologici con più di 70 anni che l’assumevano per contenere il rischio di recidive.

 

LA POSIZIONE DEGLI ENTI REGOLATORI

L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sintetizza la posizione sull’utilità dell’aspirina nella prevenzione oncologica con una nota dal 2018 inclusa nel documento che riassume le caratteristiche del prodotto: «Sebbene dalla letteratura scientifica emerga che l’incidenza di carcinoma del colon-retto nei pazienti già in terapia con aspirina per patologie cardiovascolari, dopo anni di utilizzo, possa essere ridotta, l’effetto preventivo dell’acido acetilsalicilico non è invece noto nella popolazione non in trattamento per la prevenzione cardiovascolare». Per ora, quindi, nessuna nuova indicazione.

Negli Stati Uniti, la Preventive Services Task Force dal 2018 ha pubblicato una raccomandazione secondo cui «assumere aspirina a basse dosi può aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari e il tumore del colon-retto in alcuni adulti, a seconda dell’età e dei fattori di rischio». La Task Force non ne consiglia comunque l'uso prima dei 50 anni e dopo i 70.

 

IN CONCLUSIONE

Si attendono quindi ulteriori dati che possano chiarire se, in quali circostanze e per quali gruppi di persone potrebbe avere senso una vera e propria strategia di chemioprevenzione del cancro intestinale. Nel frattempo resta la raccomandazione - valida per tutti - di consultare sempre il proprio medico prima di assumere aspirina per periodi prolungati e di seguire le linee guida consolidate sulle buone norme per ridurre il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto: seguire una dieta varia, ricca di vegetali e di fibra, povera di grassi animali; evitare il più possibile alcol e fumo; rifuggire la sedentarietà; cogliere l'occasione degli screening organizzati quando è il momento.

 

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Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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