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Conoscere i tempi della scienza per superare Covid-19

Il comitato etico invita a rilanciare gli investimenti nella ricerca per superare la pandemia da Covid-19

Conoscere i tempi della scienza per superare Covid-19

L’emergenza da Covid-19 ha posto al centro della discussione pubblica due questioni fondamentali che investono direttamente lo statuto, la funzione e il significato della scienza e della ricerca scientifica nella società e nel nostro Paese. 

 

La prima riguarda il rapporto tra ciò che la scienza scopre e le decisioni che occorre prendere a livello politico, specialmente in merito a quali misure debbano essere adottate per salvaguardare la salute pubblica (lockdown, obbligo di indossare dispositivi di protezione personale, chiusura delle scuole, blocco degli spostamenti). La seconda questione, come già discusso in un post di Alberto Scanni, riguarda il ruolo degli esperti: come punti di riferimento autorevoli, nei confronti delle decisioni prese poi dalla politica e per quanto riguarda la comunicazione della scienza (specialmente sui mass-media e fuori da contesti accademici).

 

Come è oramai evidente, nel corso dell’emergenza sono però stati commessi diversi errori, i quali hanno reso non solo più difficile il contenimento del contagio a livello globale, ma hanno anche impedito la costruzione di un migliore dibattito pubblico su temi che riguardano tutti. In tale scenario, quali strategie dovremmo adottare per riuscire a contenere la pandemia? E come possiamo favorire lo sviluppo di un dialogo migliore che sappia coniugare scienza, politica e cittadinanza?

 

Per rispondere a queste domande, il comitato etico di Fondazione Umberto Veronesi ha prodotto un documento rivolto ai decisori politici e alla cittadinanza nel quale si avanzano alcune raccomandazioni concrete e utili a fronteggiare l’emergenza in corso. Secondo il comitato etico, per affrontare la pandemia da Covid-19 occorre in primo luogo riuscire a comprendere i meccanismi e i tempi secondo cui la ricerca scientifica procede «nel suo stesso farsi». Solo così, infatti, si può capire perché la diversità delle opinioni, i contrasti tra esperti riguardo all’interpretazione dei dati al momento disponibili, la provvisorietà delle conclusioni e l’incertezza dei risultati sono fenomeni naturali del processo di ricerca scientifica, specialmente quando ci si confronta con un fenomeno nuovo come lo è Sars-Cov-2 (il virus che provoca Covid-19).

 

Inoltre, solo a partire da una visione corretta di cosa sia e di come proceda la ricerca scientifica è possibile affrontare le due questioni evidenziate prima. E dunque: individuare un buon modello che faciliti il dialogo tra scienza e politica e stabilire dei limiti e dei doveri che aiutino a definire meglio il ruolo degli esperti nei confronti della comunicazione pubblica della scienza. Comprendere come opera davvero quest’ultima, a parere del comitato etico, è dunque il modo migliore per capire anche perché la ricerca scientifica, nonostante tutti i suoi limiti apparenti, rappresenti lo strumento migliore a nostra disposizione non solo per superare questa emergenza, ma anche tutte le altre sfide che riguardano il futuro dell’umanità.

 

Come dimostrano i notevoli risultati che sono già stati raggiunti sia nella comprensione dei meccanismi di trasmissione del virus sia nello sviluppo dei vaccini (un processo che mai prima d’ora è stato completato in modo così rapido), la soluzione alla pandemia non può che passare da un rinnovato interesse e da maggiori finanziamenti per la ricerca scientifica.

 



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