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L'esperto risponde

Covid-19: tutte le risposte ai dubbi sul vaccino contro Sars-CoV-2

pubblicato il 28-12-2020

Dall'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Istituto Superiore di Sanità le risposte ai dubbi sull'efficacia e i rischi legati alla campagna vaccinale per Covid-19

Covid-19: tutte le risposte ai dubbi sul vaccino contro Sars-CoV-2

Partita in tutta Europa in occasione del V-Day, la campagna vaccinale contro Sars-CoV-2 prosegue a partire da oggi a ritmo serrato. L’obbiettivo dell’Italia è quello di vaccinare tutta la popolazione entro la fine del 2021. Per riuscirci, però, occorrerà superare le sacche di resistenza presenti in una parte della popolazione.


L’Agenzia Italiana del Farmaco e l’Istituto Superiore di Sanità hanno risposto alle domande che più di frequente capita di ascoltare in questi giorni. Abbiamo integrato i contributi, per fornire le rassicurazioni richieste da chi nelle prossime settimane o mesi sarà chiamato a vaccinarsi.

 

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I vaccini contro il Sars-CoV-2 sono efficaci?

Per essere approvati dalle autorità regolatorie, tutti i vaccini devono aver dato prova di sicurezza, oltre che di efficacia. Nel caso del vaccino prodotto da Pfizer, il primo a essere approvato, le sperimentazioni hanno mostrato un’efficacia del 94 per cento. Nel mondo sono in corso test sull’uomo di diverse decine di altri candidati, alcuni dei quali in fase avanzata, che verranno approvati se si riveleranno efficaci e sicuri.

 


Le sperimentazioni sono state abbreviate per avere presto i vaccini? 

Gli studi sui vaccini anti Covid-19, compreso quello messo a punto da Pfizer-Biontech, sono iniziati durante la scorsa primavera e sono durati dunque pochi mesi rispetto ai tempi abituali. A questo si è però sopperito coinvolgendo un numero di persone dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica. I tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a Rna, alle risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione.

 

 

Come funziona il vaccino Pfizer-Biontech?

Comirnaty, questo il nome del farmaco attualmente in uso in tutti i Paesi europei, è un vaccino destinato a prevenire la Covid-19 nelle persone di età pari o superiore a 16 anni. Al suo interno vi è un Rna messaggero che contiene le istruzioni per «produrre» la proteina «Spike», ovvero il passepartout che Sars-CoV-2 usa per entrare nelle cellule e riprodursi. Una volta iniettato, l’mRna viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi di queste proteine. Segue, da parte del sistema immunitario, la produzione di anticorpi specifici.

 

 

Per la prima volta verranno usati dei vaccini a Rna. Cosa significa?

Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) «indebolito» oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l’«intruso» e produce gli anticorpi che utilizzerà nel momento in cui incontrerà quello «vero». Nel caso dei vaccini a Rna, invece, si inietta l’«istruzione» per produrre una particolare proteina, la Spike, che è quella che il virus utilizza per legarsi alle cellule (tramite i recettori ACE2) e farsi strada al loro interno. La cellula produce quindi da sola la proteina «estranea», che una volta riconosciuta dà avvio alla produzione degli anticorpi.

 

Questa tecnologia può modificare il Dna umano?

Oltre a non avere le «istruzioni» per modificare il Dna, l’Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che contiene il genoma. Di conseguenza, non può alterarlo in nessun modo. Inoltre l’Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo «compito».

Non utilizzando virus attivi, ma soltanto una componente genetica che porta nell’organismo di chi si vaccina l’informazione per produrre anticorpi specifici, il vaccino a mRna in uso in Italia non può causare malattie. Nemmeno, dunque, la Covid-19.

 

Come si somministra il vaccino contro Sars-CoV-2?

Per essere efficace, il vaccino deve essere somministrato in due iniezioni (nella parte superiore del braccio) a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra. 

 


La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?

L'efficacia è stata dimostrata dopo una settimana dalla seconda dose. Per questo, tra un'iniezione e l'altra, occorre rispettare i comportamenti più efficaci in chiave preventiva: il distanziamento sociale, la corretta igiene delle mani e l'utilizzo delle mascherine.

 


Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?

La durata non è ancora definita con certezza, perché il periodo di osservazione è stato di pochi mesi. Ma le conoscenze su altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

 


Quali reazioni avverse sono state osservate?

Le reazioni avverse osservate più frequentemente (oltre 1 persona su 10) sono state in genere di entità lieve (dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre). Più rara è stata la comparsa di nauseaprurito (nel sito di iniezione), dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi e debolezza muscolare.

 

Le persone vaccinate posso trasmettere comunque l’infezione?

Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti Covid-19.

Non ci sono ancora dati sulla intercambiabilità tra diversi vaccini. Per cui chi si sottopone alla vaccinazione alla prima dose con Comirnaty, continuerà a utilizzare il medesimo vaccino anche per la seconda dose.

 

Chi ha già avuto l’infezione deve o può vaccinarsi?

La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione, anzi potenzia la sua memoria immunitaria. Tuttavia, questi pazienti saranno esclusi dalla prima fase della campagna vaccinale.

I virus a Rna come Sars-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto del virus. Molte varianti di Sars-CoV-2 sono state segnalate nel 2020, ma finora nessuna di queste ha alterato il comportamento naturale del virus. Quella segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine presenti sulla superfice del coronavirus. Sono in corso valutazioni sulle conseguenze che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia, mentre appare improbabile un effetto negativo sulla vaccinazione.


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