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Pediatria

Bambini e Covid-19: meno recettori ACE2 nel naso

pubblicato il 22-05-2020

Una ridotta espressione di recettori ACE2 nell'epitelio del naso potrebbe spiegare perché i bambini sono meno colpiti da Covid-19. Per ora dati preliminari

Bambini e Covid-19: meno recettori ACE2 nel naso

Potrebbe celarsi… nel naso il motivo per cui al momento i bambini sembrano meno esposti al rischio Covid-19. In particolare, stando ai risultati di uno studio descritto su JAMA, la rivista dell’American Medical Association, nei livelli (bassi) di espressione genica di ACE2, recettori attraverso cui il virus si fa strada nell’organismo. Risultati assolutamente preliminari e su numeri limitati di pazienti, che però destano grande interesse (e speranza di trovare conferme scientifiche all’ipotesi che i bambini non siano un bacino infettivo importante per Covid-19).

 

ACE2, LE PORTE D’INGRESSO PER IL VIRUS

Perché fra i pazienti colpiti da Covid-19 ci sono pochi bambini? Si stima un due per cento dei casi accertati di malattia. Per risolvere il rebus i ricercatori del Mount-Sinai Hospital sono partiti dalla constatazione che un ruolo chiave nell’infezione è giocata da una proteina denominata enzima2 di conversione dell’angiotensina, o ACE2. Questa proteina si trova sulla superficie di molti tipi di cellule del nostro corpo e su molti organi diversi, come cuore, vasi sanguigni, fegato, intestino. ACE2 è presente anche sulle cellule epiteliali di naso, bocca e polmoni e si sa che qui funge da recettore, o porta d’ingresso per vari coronavirus. In particolare, sembra un recettore particolarmente efficace nel caso del nuovo Coronavirus SARS-CoV-2 responsabile di Covid-19.

 

LO STUDIO

Il team di ricerca ha valutato la presenza di ACE2 esaminando i campioni di tessuto epiteliale nasale prelevati da pazienti di varie età. Questi materiali erano stati prelevati e conservati qualche anno fa per una ricerca sui possibili biomarcatori nasali dell’asma. Analizzando questi campioni alla ricerca del livello di espressione genica di ACE2, ai ricercatori è balzata all’occhio una differenza importante legata all’età, con un'epressione genica molto bassa nei bambini al di sotto dei 10 anni e via via crescente con l’aumentare dell’età.

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OCCHI PUNTATI SU ACE2

Il ruolo dell’enzima ACE2 è osservato speciale da parte dei ricercatori di tutto il mondo. Queste proteine infatti sono coinvolte in processi importanti, come la regolazione della pressione arteriosa, dell’infiammazione e la riparazione delle ferite. In relazione alla pandemia da Covid-19 si studia la loro azione per capire come la malattia danneggia i vasi sanguigni e i polmoni. La presenza di ACE2 viene valutata per studiare e spiegare il diverso impatto del virus ad esempio fra uomini e donne o anche fra fumatori e non fumatori

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BAMBINI MENO COLPITI MA NON IMMUNI 

I bambini sono duramente colpiti da altri Coronavirus, patogeni della stessa famiglia di SARS-CoV-2, che come ricorda l'Unicef sono responsabili di un quinto delle polmoniti virali e proprio le polmoniti sono la prima causa diretta di morte per i bambini e neonati nel mondo.  Al contrario, le manifestazioni gravi di Covid-19, la malattia respiratoria provocata dal virus, sono rare nei più piccoli (asintomatici o con sintomi lievi- moderati nel 90 per cento dei casi secondo uno studio cinese su oltre 2.000 casi pediatrici in Cina) e l'età media dei contagiati è alta, 62 anni in Italia. Ma le precauzioni non vanno trascurate. C’è ancora molto da capire su quanto e come i bambini siano esposti al rischio di infezione da SARS-CoV-2, ma è importante sottolineare che non sono immuni e vanno inclusi e coinvolti nelle pratiche quotidiane di protezione dal contagio: distanziamento interpersonale, igiene delle mani e degli ambienti, uso della mascherina dai sei anni in su quando si è in luoghi chiusi con altre persone o quando si è all'aperto ma non si è sicuri di poter mantenere la distanza di un paio di metri dagli altri.

 

QUANTI CASI PEDIATRICI DI COVID-19 IN ITALIA?

In Italia nei momenti di massima espansione dell’epidemia i minori rappresentavano l’uno per cento dei pazienti e di questi l’11 per cento aveva bisogno di cure ospedaliere. Considerando invece l'intero periodo dell'epidemia (dati al 20 maggio 2020) i minori di 18 anni rappresentano il 2,1 per cento dei casi di Covid-19 diagnosticati in Italia, con 4 decessi registrati in bambini fra 0 e 9 anni (su un totale di oltre 31.000 vittime). I casi diagnosticati nella fascia d'età 10-19 anni sono circa il doppio rispetto a quelli fra 0 e 9 anni. In una zona ad altissima diffusione del virus, come la bergamasca, sono stati rilevati in numero insolitamente alto (30 volte la normale frequenza) dei casi di malattia di Kawasaki, una rara patologia infiammatoria che colpisce i vasi sanguigni. Gli esperti stanno studiando la correlazione fra virus e questo tipo di vasculite. Il dato positivo è che, con i trattamenti opportuni, tutti i bambini al momento sono guariti. 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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