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19 tappa: Treviso-Pampeago 198 Km Come possiamo avere più cura del nostro cuore?

pubblicato il 30-07-2012

La salute del cuore è importante. Ce ne parla Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino di Milano

19 tappa: Treviso-Pampeago 198 Km
Come possiamo avere più cura del nostro cuore?

La salute del cuore è importante. Ce ne parla Elena Tremoli, direttore scientifico del Centro Cardiologico Monzino di Milano

Le malattie cardiovascolari ancora oggi rappresentano la prima causa di malattia e di morte in Italia, ma molto si può fare per schivarle. Per avere cura del nostro sistema cardiovascolare occorre essenzialmente identificare e tenere sotto costante controllo i cosiddetti fattori di rischio, cioè le condizioni che favoriscono la comparsa e lo sviluppo (che a volte può essere precoce) dell’aterosclerosi e delle sue conseguenze. Di tutte le diverse malattie prevenibili che possono colpire il cuore - per esempio la febbre reumatica o l’endocardite - la più frequente è infatti l’aterosclerosi, una vera e propria minaccia che oggi incombe sulla salute del mondo sviluppato e anche di quello in via di sviluppo. Questa malattia colpisce non solo il cuore ma anche altri organi come il cervello, i reni o gli arti inferiori, e per questo dobbiamo parlare di prevenzione cardiovascolare, piuttosto che di sola prevenzione cardiologica. I fattori di rischio da identificare includono alcune condizioni ambientali e genetiche e anche alcune specifiche alterazioni ormonali, metaboliche o patologiche. Esistono condizioni di rischio che possono essere presenti dalla nascita (ad esempio alcune forme di dislipidemia familiare, cioè la presenza nel sangue di alte concentrazioni di lipidi), altre si acquisiscono durante l’adolescenza (come l’abitudine al fumo di sigaretta), altre ancora compaiono solo in età adulta (come l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete tipo 2).

PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE – I fattori di rischio su cui non è possibile intervenire, e che quindi dobbiamo semplicemente tenere in considerazione, sono pochi: l’essere maschi (gli uomini sono più «in pericolo» delle donne in età giovane), la familiarità per infarto precoce e l’invecchiamento. Molti di più invece sono i fattori di rischio evitabili (primo tra tutti il fumo di sigaretta) o quelli efficacemente controllabili attraverso una sana alimentazione, un esercizio fisico regolare e, quando necessario, l’utilizzo di farmaci specifici. Infine è importante sottoporsi con regolarità agli eventuali esami consigliati dal cardiologo. In caso di arterie severamente ostruite o dilatate infatti la diagnosi tempestiva è fondamentale, perché permette di eseguire, se necessario, interventi di rivascolarizzazione (angioplastica, bypass, rimozione dell’aneurisma) prima che l’organo irrorato vada incontro ad un danno irreversibile.

COS’E’ L’ATEROSCLEROSI - L’aterosclerosi è una malattia causata dalla presenza nelle arterie di infiammazione e di depositi di colesterolo, con conseguente formazione di placche che ostruiscono il flusso del sangue. I tessuti degli organi irrorati dall’arteria malata sono quindi sottoposti a una riduzione della disponibilità di ossigeno, mentre le pareti dell’arteria possono indebolirsi fino al punto di dilatarsi (aneurisma) e addirittura rompersi. Il processo di aterosclerosi si sviluppa nel corso di decenni, ma i sintomi si manifestano generalmente dopo i 40 anni, raramente anche in età più giovane. I disturbi causati dalla malattia aterosclerotica variano a seconda dell’arteria coinvolta. Se le arterie colpite dall’aterosclerosi sono le coronarie gli effetti sono angina, infarto cardiaco, morte improvvisa. Quando sono compromesse le arterie del collo e quelle cerebrali il paziente può essere colpito da ischemia cerebrale transitoria e ictus. L’aterosclerosi dell’aorta addominale può portare alla rottura di un aneurisma con emergenza emorragica, mentre l’aterosclerosi delle arterie del bacino o degli arti inferiori provoca disfunzione erettile, dolore alle gambe e difficoltà a camminare.

Elena Tremoli


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