SCIENCE for peace and health

"La guerra non è scritta nel destino dell'umanità"

Alberto Martinelli


Il progetto Science For Peace è nato su iniziativa di Umberto Veronesi nel 2009 per sottolineare che la scienza può e deve contribuire con azioni concrete al raggiungimento della convivenza pacifica e del benessere dell'umanità. Il movimento e la Conferenza annuale vedono il sostegno di protagonisti del mondo della scienza, della cultura, dell’economia, fra cui 16 premi Nobel.

Nel 2020, giunta alla sua dodicesima edizione, la conferenza si rinnova nel nome: mantenendo l’idea di fondo che ha fatto nascere il progetto, la centralità della salute come condizione necessaria per la prosperità di tutti viene posta in evidenza anche nel titolo che diventa Science for Peace and Health.

Gli obiettivi

Science for Peace si pone due obiettivi di altissimo respiro, condivisi dai protagonisti della scienza, della cultura, dell’economia che vi hanno aderito:

 

  1. Diffondere una cultura di pace soprattutto fra i giovani.

  2. Favorire maggiori investimenti in ricerca scientifica

La Conferenza Mondiale

La Conferenza Mondiale Science for Peace è un dibattito internazionale che si svolge ogni anno, in collaborazione con l’Università Bocconi, per analizzare le cause all’origine dei conflitti e proporre soluzioni concrete per il loro superamento. 

 

Prossimo appuntamento:


#S4PH2020

Vertigini scientifiche

Dal gene editing all’intelligenza artificiale

9-14 Novembre 2020

Il tema portante della dodicesima edizione sarà la riflessione sulle implicazioni che due tra le tecnologie più recenti e promettenti in termini di applicazioni possono avere sul modo in cui viviamo: l’intelligenza artificiale e il gene-editing.


Oltre a indagare in modo chiaro e diretto che cosa sono e a quali campi possono essere applicate, la Conferenza approfondirà le ricadute etiche e pratiche del loro impiego, cercando di capire quali vantaggi potrebbero portare all’umanità e quali sono i rischi impliciti al loro utilizzo.


Entrambe queste tecnologie, infatti, manifestano un grande potenziale per risolvere alcune problematiche di grande rilevanza per la società contemporanea e futura. Ma possono, al contempo, rivelarsi strumenti di controllo e di limitazione delle libertà individuali se non adeguatamente governati.


Il nuovo format

A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, Science for Peace and Health torna quest’anno in una veste completamente nuova: la conferenza si terrà online e sarà fruibile gratuitamente dal sito di Fondazione e dai suoi canali social.

La conferenza sarà trasmessa da lunedì 9 a sabato 14 novembre in fascia preserale (18-20) nelle giornate dal lunedì al venerdì e in mattinata nella giornata di sabato. Previsti interventi singoli, tavole rotonde, videointerviste e la consueta consegna dell’Art for Peace Award.

L’impegno per i giovani

La Carta di Science for Peace è un documento redatto nel 2010 da un pool di sociologi, filosofi e genetisti, con l’obiettivo di sfatare i miti sull’ineluttabilità della guerra nel destino dell’uomo. Sottoscritta da 6 Premi Nobel, numerosi scienziati e uomini di cultura, la Carta aggiorna i contenuti della Dichiarazione di Siviglia emanata dall’Unesco nel 1986.

La Carta di Science for Peace è stata adattata per il mondo della scuola ed è diventata uno strumento educativo per diffondere tra i giovani e giovanissimi una cultura di dialogo e di non violenza.


È possibile scaricare versioni per i diversi cicli scolastici, dal nido alle secondarie, su www.scienceforpeace.it


Carta di Science for peace

L'impegno nei Paesi in via di sviluppo

Ogni anno nel mondo sono oltre 8 milioni le persone che muoiono a causa del cancro.

Il 70% dei decessi si verifica in Asia, America del Sud e Africa. Il tumore alla cervice dell’utero, ad esempio, rappresenta quasi l’8% del totale dei tumori femminili e nell’85% dei casi colpisce nelle regioni del mondo meno sviluppate.


Per questo dal 2010 il movimento Science for Peace ha avviato i progetti internazionali dedicati alla salute delle donne nei paesi in conflitto o in stato di grave necessità.

Il Decalogo della Scienza per la Pace

Nel 2009, al termine della prima Conferenza Mondiale di Science for Peace è stato presentato il Decalogo della Scienza per la Pace, dieci punti che sintetizzano i principi guida del progetto:

  1. La scienza si fonda su un linguaggio universale e per questo è lo strumento più adatto per la costruzione della pace mondiale.

  2. La scienza ha dimostrato che siamo animali pacifici e che l'aggressività non è scritta nel nostro Dna.

  3. Poiché è scientificamente dimostrato che la violenza genera violenza, bisogna delegittimare ogni sua forma, in primis la pena di morte.

  4. Bisogna mettere al bando, insieme alla guerra, i suoi strumenti: le armi.

  5. Occorre ridurre le forze militari, addestrando invece i giovani a missioni di pace.

  6. I 28 eserciti nazionali europei andrebbero riuniti in un unico esercito europeo con funzioni di peacekeeping.

  7. Per eliminare le guerre bisogna risalire alle cause. La povertà, la fame e la sete seminano il germe di molti conflitti.

  8. Poiché anche l'integralismo è frequente causa di conflitti, è indispensabile promuovere il dialogo interreligioso e l'interazione fra mondo delle religioni e mondo laico.

  9. La pace deve avere un'identità culturale e come tale deve essere parte integrante del percorso educativo di ogni cittadino.

  10. I Paesi che hanno abolito le forze armate e quelli che hanno ridotto il budget della difesa a valori inferiori all'1% del PIL, inclusi i fondi extra-budget provenienti da Ministeri diversi dal Ministero della Difesa e da allocazioni straordinarie, dovrebbero costituire un'Associazione permanente, riconosciuta nel mondo come allineata alla Carta Costitutiva dell'ONU.

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