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SCIENCE for peace

"La guerra non è scritta nel destino dell'umanità"

Alberto Martinelli

Il progetto Science for Peace è nato su iniziativa di Umberto Veronesi nel 2009, per sottolineare che la scienza può e deve contribuire con azioni concrete al raggiungimento della pace. Il movimento e la Conferenza mondiale annuale vedono il sostegno di protagonisti del mondo della scienza, della cultura, dell’economia, fra cui 16 premi Nobel. 

Gli obiettivi

Science for Peace si pone due obiettivi di altissimo respiro, condivisi dai protagonisti della scienza, della cultura, dell’economia che vi hanno aderito:

  1. Diffusione della cultura di pace e superamento di tensioni tra gli Stati.
    Vogliamo promuovere una cultura di non violenza educando alla pace. A partire dai più giovani, nelle scuole, nelle università, nella società civile, ma non solo.
  2. Riduzione degli ordigni nucleari e delle spese militari a favore di maggiori investimenti alla ricerca e allo sviluppo.
    Perché siamo convinti che sia necessario ridurre gli investimenti militari e destinare maggiori risorse alla ricerca e a concreti progetti di pace.

L’impegno per i giovani

La Carta di Science for Peace è un documento redatto nel 2010 da un pool di sociologi, filosofi e genetisti, con l’obiettivo di sfatare i miti sull’ineluttabilità della guerra nel destino dell’uomo. Sottoscritta da 6 Premi Nobel, numerosi scienziati e uomini di cultura, la Carta aggiorna i contenuti della Dichiarazione di Siviglia emanata dall’Unesco nel 1986.

La Carta di Science for Peace è stata adattata per il mondo della scuola ed è diventata uno strumento educativo per diffondere tra i giovani e giovanissimi una cultura di dialogo e di non violenza.

È possibile scaricare versioni per i diversi cicli scolastici, dal nido alle secondarie.

L'impegno nei Paesi in via di sviluppo

Ogni anno nel mondo sono oltre 8 milioni le persone che muoiono a causa del cancro.

Il 70% dei decessi si verifica in Asia, America del Sud e Africa. Il tumore alla cervice dell’utero, ad esempio, rappresenta quasi l’8% del totale dei tumori femminili e nell’85% dei casi colpisce nelle regioni del mondo meno sviluppate. Per questo dal 2010 il movimento Science for Peace ha avviato i progetti internazionali dedicati alla salute delle donne nei paesi in conflitto o in stato di grave necessità

La Conferenza Mondiale

La Conferenza Mondiale Science for Peace è un dibattito internazionale che si svolge ogni anno, in collaborazione con l’Università Bocconi, per analizzare le cause all’origine dei conflitti e proporre soluzioni concrete per il loro superamento.

#S4P2017
Post-verità - Scienza, democrazia, informazione nella società digitale

17 novembre 2017
Università Bocconi, Milano

Il dibattito sulle «post-verità» mostra in modo chiaro come la diffusione di notizie scorrette, o addirittura false, possa influenzare le decisioni individuali e le scelte politiche, con conseguenze negative per la società, per la qualità stessa della democrazia, se non addirittura per la salute dell’individuo.

La scienza, mai come oggi, può e deve contribuire concretamente al dibattito pubblico, formulare ipotesi, proporre soluzioni. Un dialogo costruttivo e informato fra opinione pubblica, istituzioni e comunità scientifica è indispensabile per affrontare in modo positivo i principali problemi presenti e futuri, dalla salute ai cambiamenti climatici, fino a come evolverà il mondo del lavoro.

Ne parleremo a Science for Peace con scienziati autorevoli, rappresentanti delle istituzioni e personalità del mondo dei media.

Scopri il programma della Conferenza

Il Decalogo della Scienza per la Pace

Nel 2009, al termine della prima Conferenza Mondiale di Science for Peace è stato presentato il Decalogo della Scienza per la Pace, dieci punti che sintetizzano i principi guida del progetto:

  1. La scienza si fonda su un linguaggio universale e per questo è lo strumento più adatto per la costruzione della pace mondiale.
  2. La scienza ha dimostrato che siamo animali pacifici e che l'aggressività non è scritta nel nostro DNA.
  3. Poiché è scientificamente dimostrato che la violenza genera violenza, bisogna delegittimare ogni sua forma, in primis la pena di morte.
  4. Bisogna mettere al bando, insieme alla guerra, i suoi strumenti: le armi.
  5. Occorre ridurre le forze militari, addestrando invece i giovani a missioni di pace.
  6. I 28 eserciti nazionali europei andrebbero riuniti in un unico esercito europeo con funzioni di peacekeeping.
  7. Per eliminare le guerre bisogna risalire alle cause: la povertà, la fame, la sete seminano il germe di molti conflitti.
  8. Poiché anche l'integralismo è frequente causa di conflitti, è indispensabile promuovere il dialogo interreligioso e l'interazione fra mondo delle religioni e mondo laico.
  9. La pace deve avere un'identità culturale e come tale deve essere parte integrante del percorso educativo di ogni cittadino.
  10. I Paesi che hanno abolito le forze armate e quelli che hanno ridotto il budget della difesa a valori inferiori all'1% del PIL, inclusi i fondi extra-budget provenienti da Ministeri diversi dal Ministero della Difesa e da allocazioni straordinarie, dovrebbero costituire un'Associazione permanente, riconosciuta nel mondo come allineata alla Carta Costitutiva dell'ONU.

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