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L'emicrania può modificare la struttura del cervello

pubblicato il 09-10-2013
aggiornato il 12-01-2017

È la conclusione tratta da una recente revisione degli studi pubblicata su Neurology. I ricercatori: «Quando compaiono delle lesioni, è necessario non sottovalutare i controlli»

L'emicrania può modificare la struttura del cervello

È la conclusione tratta da una recente revisione degli studi pubblicata su Neurology. I ricercatori: «Quando compaiono delle lesioni, è necessario non sottovalutare i controlli»


Fastidiosa lo è sempre, al punto da costituire una delle patologie con i più alti costi sociali, soprattutto nei Paesi del Nord Europa. Ma che l’emicrania, caratterizzata dal mal di testa lancinante in grado di colpire adulti e bambini, potesse portare modificazioni anatomiche del cervello, è una conclusione a cui erano arrivati già alcuni studi, di cui spesso però si ignorava l’esistenza.

LA CONFERMA - Oggi, dopo un’ampia revisione degli studi pubblicata su Neurology, non sembrano esserci più dubbi. Secondo i ricercatori chi soffre di emicrania, con o senza aura, nei test di imaging mostra cambiamenti nella struttura del cervello. La metanalisi, infatti, ha mostrato come chi accusa frequenti mal di testa può arrivare a sviluppare anomalie nella sostanza bianca cerebrale che somigliano a piccoli ictus, oltre ad alcuni cambiamenti nel volume delle aree del loro cervello. «Il significato clinico di questi cambiamenti è poco chiaro - sostiene Messoud Ashina, professore associato e direttore del programma di ricerca sull’emicrania del “Danish Headache Center e Glostrup Hospital” di Copenhagen -. Non si sa bene come e perché si sviluppino queste lesioni, che cosa siano e quali conseguenze nel lungo periodo possano causare in chi soffre di emicrania. Il paziente non deve oltremodo preoccuparsi, ma è giusto raccomandare un controllo e un trattamento costante dei sintomi dell’emicrania».

CERVELLETTO ESPOSTO - L’emicrania, dunque, rischia di lasciare il segno a lungo termine, oltre a rappresentare un enorme ostacolo alla vita di tutti i giorni. Diverse pubblicazioni, nell’ultimo decennio, hanno evidenziato alla risonanza magnetica aree di lesione cerebrale più diffuse nei soggetti affetti da emicrania. Dalla revisione degli studi è emerso come il cervelletto sia l’area più esposta al rischio di lesioni permanenti. Interessanti anche le modificazioni riscontrate a livello della sostanza grigia (l’insieme dei neuroni) e della sostanza bianca (composta dai fasci rivestiti dalla mielina). Sebbene occorrano altri studi per accertare la solidità dell’ipotesi, i ricercatori pensano che queste variazioni - per eccesso o per difetto, si è visto che possono essere presenti entrambe, a seconda delle aree interessate - possano essere la conseguenza di una frequente complicazione dell’emicrania.

Fabio Di Todaro
Twitter @fabioditodaro


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