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I precursori neurali che mantengono il cervello giovane e sano

pubblicato il 25-11-2014
aggiornato il 07-02-2017

Enrica Boda a Torino studia come si dividono i progenitori di neuroni e oligodendrociti e come sfruttare questa capacità per ringiovanire il cervello e combattere le malattie neurodegenerative

I precursori neurali che mantengono il cervello giovane e sano

Una ricerca alla scoperta dei meccanismi che regolano le funzioni di alcune cellule del cervello, con l’obiettivo di capire meglio l’invecchiamento e le malattie neurodegenerative: è ciò di cui si occupa Enrica Boda, post-doc nel laboratorio di Annalisa Buffo, presso l’Istituto di Neuroscienze Cavalieri Ottolenghi dell’Università degli Studi di Torino. Ricerca che a settembre è stata pubblicata su Glia, rivista scientifica specializzata nel campo delle neuroscienze. Un ottimo traguardo per una ricercatrice di soli 33 anni: «Sono fortunata», dice Enrica. «Il gruppo in cui lavoro mi ha permesso di occuparmi di argomenti “di frontiera” e di fare ottima ricerca nella mia città, senza essere costretta ad andare all’estero, ma stringendo importanti collaborazioni internazionali». Il lavoro pubblicato su Glia è infatti stato svolto con l’Università Statale di Milano, il Cnr di Milano e l’Università di Basilea. Un esempio di ricerca all’avanguardia realizzata in Italia grazie al talento dei nostri ricercatori, il vero capitale umano del nostro paese.

 

IL FASCINO DELLE NEUROSCIENZE

Fin dagli studi universitari Enrica è rimasta affascinata dalle Neuroscienze. «Lo studio del sistema nervoso mi sembrava l’argomento più intrigante perché si occupa di ciò che ci rende davvero umani: il cervello».  Enrica ha quindi ha scelto la laurea specialistica in Neurobiologia e successivamente un Dottorato in Neuroscienze, entrambi conseguiti all’Università degli Studi di Torino. «Ho deciso di fare ricerca da un lato per interesse personale verso i meccanismi biologici che fanno funzionare il cervello, e dall’altro per fare qualcosa con un impatto positivo sulla collettività».

L’interesse principale delle ricerche di Enrica sono i meccanismi che regolano lo sviluppo, la patologia e le capacità di riparazione del sistema nervoso. Enrica studia i precursori neurali, cellule simili alle staminali che producono neuroni e oligodendrociti, le due principali cellule adulte che compongono il sistema nervoso centrale. «In particolare sono interessata ai progenitori degli oligodendrociti, cioè alle cellule che costituiscono il rivestimento di mielina». La mielina è la sostanza che avvolge i neuroni e che permette una fluida trasmissione del segnale nervoso; come una guaina di gomma intorno a un cavo elettrico.

 

GEMELLE DIVERSE

Perché gli oligodendrociti sono così importanti? «Quando non depositano correttamente la mielina, si va incontro a malattie gravi e debilitanti, come la sclerosi multipla. Sono proprio i progenitori neurali presenti nel cervello adulto che permettono l’acquisizione delle memorie e garantiscono la riparazione della mielina in caso di lesioni acute, come ictus o traumi, e malattie degenerative». Durante l’invecchiamento, i progenitori neurali perdono progressivamente la capacità di generare nuovi neuroni e oligodendrociti e ciò contribuisce a ridurre le capacità di memoria e la capacità di riparare eventuali perdite di mielina. La ricerca di Enrica ha svelato alcuni, importantissimi dettagli della maturazione dei progenitori degli oligodendrociti.

«Queste cellule si dividono in modo asimmetrico, generando due cellule figlie gemelle ma già diverse e predestinate alla nascita: una rimarrà progenitore e continuerà a dividersi per dare origine ad altre cellule figlie, mentre l’altra si specializzerà nella produzione di mielina» continua Enrica. Inoltre, anche l’età del cervello, se è giovane, adulto o anziano, influenza il destino di queste cellule. La ricerca di Enrica ha fornito alcuni preziosi dettagli molecolari sul funzionamento di questa divisione.

«Questa ricerca offre nuovi bersagli per sviluppare farmaci utili a contrastare l'invecchiamento e le malattie neurologiche come la sclerosi multipla e l’ictus, nelle quali il bilancio tra produzione di progenitori e cellule produttrici di mielina è alterato e provoca un danno al sistema nervoso». L’obiettivo finale è agire sulla divisione, reindirizzando il destino delle cellule figlie allo scopo di aumentare il numero di quelle che maturando generano la mielina.

 

IMPEGNATA ANCHE NELLA DIVULGAZIONE

Da qualche anno, Enrica si dedica anche ad attività di divulgazione scientifica, nelle scuole superiori o in occasione di iniziative come la “Notte dei Ricercatori”, dove il mondo della scienza incontra la società. «Il nostro istituto è molto attivo in tema di divulgazione e credo che sia molto positivo. Noi ricercatori dovremmo sentire di più la responsabilità di spiegare il nostro lavoro anche ai non specialisti». C’è una maggior attenzione della società verso la scienza, i suoi metodi e le sue applicazioni, ma per Enrica è giusto che si crei discussione, soprattutto sui temi più delicati: solo la conoscenza di come davvero funziona la scienza in laboratorio però, può portare a un dibattito sereno e senza scontro ideologico.


@ChiaraSegre

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Chiara Segré
Chiara Segré

Chiara Segré è biologa e dottore di ricerca in oncologia molecolare, con un master in giornalismo e comunicazione della scienza. Ha lavorato otto anni nella ricerca sul cancro e dal 2010 si occupa di divulgazione scientifica. Attualmente è Responsabile della Supervisione Scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, oltre che scrittrice di libri per bambini e ragazzi.


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