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Oncologia

Melanoma, gli italiani hanno bisogno di una “educazione solare”

pubblicato il 08-05-2015
aggiornato il 20-02-2017

Gli esperti confermano: la malattia è poco conosciuta. Ma i numeri sono rilevanti: poco più di 1500 i decessi registrati nel 2014. Cure: la nuova speranza è l’immunoterapia

Melanoma, gli italiani hanno bisogno di una “educazione solare”

 

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Rappresenta una percentuale dei tumori della pelle: settemila i nuovi casi registrati nel 2014 in Italia, poco meno di un quinto i decessi. Ma dal momento che l’esposizione alla luce ultravioletta è uno dei principali fattori di rischio, di melanoma si parla sempre a ridosso dell’estate. Numeri, consigli, raccomandazioni sui comportamenti da tenere in spiaggia: la partita della prevenzione di una delle più aggressive neoplasie cutanee si gioca innanzitutto a ridosso della bella stagione.

 

AL SOLE CON PRUDENZA

«L’esposizione eccessiva al sole raddoppia il rischio di sviluppare il melanoma, soprattutto nelle persone di pelle chiara - spiega Paolo Ascierto, direttore dell’unità operativa melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli -. Bisogna evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata: fra le 12 e le 16». Indicazioni che tornano utili in occasione dell’Euromelanoma Day, la campagna europea di informazione in programma oggi e domani anche in Italia, dove 19 centri (ma alcune regioni sono del tutto scoperte) saranno a disposizione dei pazienti per effettuare screening gratuiti. Il messaggio è rivolto all’intera popolazione. Stando ai dati inseriti in uno studio epidemiologico pubblicato su Dermatology, l’incidenza della malattia cresce da Sud a Nord, dove però c’è una più profonda conoscenza della malattia. Un dato spiegabile con il fototipo più chiaro (II-III) che contraddistingue molti cittadini settentrionali, che talvolta riportano anche storie di scottature infantili. 

 

IL PARERE DI MARIO SANTINAMI, DIRETTORE STRUTTURA COMPLESSA CHIRURGIA GENERALE ONCOLOGICA (MELANOMI E SARCOMI) DELL'ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI DI MILANO

 

I CONSIGLI PER I PICCOLI

Le raccomandazioni non sono nuove, ma in questo periodo dell’anno vale la pena ripeterle, se si considera che il trend della malattia è in crescita. A vedersela diagnosticata, più di frequente rispetto al passato, sono anche i giovani, se il 20% dei casi si riscontra in pazienti di età compresa tra 15 e 39 anni. È soprattutto a loro che puntano le campagne mirate a ribadire l’importanza della diagnosi precoce: tanto decisiva - le forme metastatiche hanno ancora alti tassi di morte - quanto difficile da ottenere. «Le scarse pratiche di protezione sono più deleterie quando coinvolgono i più piccoli e, soprattutto, i figli di genitori affetti da melanoma o sopravvissuti a esso - afferma Ketty Peris, direttore della clinica dermatologica del policlinico Gemelli di Roma -. Questi bambini presentano un rischio maggiore di sviluppare il tumore rispetto alla popolazione generale ma, come dimostra un recente studio svolto in California, sono esposti ai raggi ultravioletti e a scottature solari in maniera uguale o addirittura superiore alla media. Ciò dimostra quanto ancora ci sia da fare nell’educazione all’esposizione solare». Quanto ai neonati, meglio evitare qualsiasi esposizione fino al sesto mese.

 

I SEGNI DELLA MALATTIA

Partendo dalla certezza che nessuna crema solare è in grado di proteggere completamente dal melanoma, fondamentale è conoscere il fototipo e utilizzare prodotti adeguati alla propria pelle, soprattutto su giovani di età inferiore a 15 anni. «Occorre non esporsi al sole con profumi ed essenzee utilizzare indumenti adeguati per proteggersi: cappelli magliette e occhiali da sole», dichiara Paola Queirolo, oncologa all’ospedale universitario San Martino di Genova. A tutti, invece, si consiglia di far controllare al dermatologo almeno una volta l’anno la mappa dei propri nei, tenendo poi d’occhio eventuali cambiamenti. C’è un piccolo abbecedario che aiuta a individuare le trasformazioni anomale. Attenzione all’asimmetria, innanzitutto: i melanomi hanno di solito metà della macchia cutanea più grande dell’altra. Bordi irregolari, colorazioni mutate, dimensioni accresciute (oltre 6 millimetri) ed evoluzioni in età adulta devono indurre in sospetto.  

 

I PROGRESSI DELL’IMMUNOTERAPIA

Il melanoma è un tumore caratterizzato da un alto numero di lesioni genetiche e presenta una tendenza a mutare e a sviluppare meccanismi di resistenza ai farmaci. Se si sommano questi aspetti alla difficoltà, più diffusa rispetto ad altre neoplasie, di favorire una diagnosi tempestiva, si capisce perché sono molteplici le ricerche in corso per trovare un antidoto efficace. Gli specialisti di tutto il mondo, ormai, puntano con decisione sull’immunoterapia. È grazie a essa che la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è una realtà che oggi riguarda un paziente su 5.


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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