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Pediatria

I consigli per andare in vacanza con un neonato

pubblicato il 24-06-2015
aggiornato il 22-02-2017

Meglio il mare o la montagna? L’auto o l’aereo? L’esperto spiega come prepararsi al meglio per i viaggi estivi con un bambino piccolo

I consigli per andare in vacanza con un neonato

È una domanda ricorrente, nei colloqui che intercorrono tra i pediatri e le giovani mamme. «Dottore, cosa potrò fare quest’estate con mio figlio?». Chi ha partorito da poche settimane è spesso in difficoltà nella pianificazione delle vacanze da trascorrere con un neonato. Meglio il mare o la montagna? Più comodo viaggiare in auto o in aereo? Come difenderlo dalle punture degli insetti? Lo abbiamo chiesto a Marcello Lanari, direttore dell’unità operativa pediatria e nido dell’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola e membro del consiglio direttivo della Società Italiana di Neonatologia.

 

IN SPIAGGIA?

«Il neonato è vulnerabile alle temperature elevate, che lo pongono a rischio di disidratazione. Occorre fare attenzione ad alcuni segni: come la scarsa emissione di urine, la secchezza delle mucose, l’irritabilità e le estemporanee alterazioni della temperatura. Ciò non vuol dire, comunque, che sia vietato trasferirsi in una località di mare con un neonato. Occorre però garantirgli le condizioni climatiche più adatte, portandolo fuori nelle ore più temperate e garantendogli, anche in macchina, un ambiente ventilato. È da evitare l’esposizione diretta ai raggi solari».

 

COME VESTIRLO?

«Nelle ore più temperate, in occasione delle passeggiate, il piccolo va coperto con indumenti chiari e leggeri, di fibre naturali, che lascino scoperti gli arti. Un cappellino chiaro a falda ampia lo proteggerà da eventuali congiuntiviti da esposizione solare».

 

I FILTRI SOLARI?

«La miglior prevenzione delle scottature è una scarsa e mai diretta esposizione solare del neonato. Le creme non sono consigliabili di routine, ma possono essere impiegati in rare occasioni sulle zone esposte prodotti che contengano minerali quali ossido di zinco o titanio che riflettono i raggi solari. Devono essere ad alto potere filtrante e non troppo untuose, per evitare l’occlusione dei pori».

 

IN ACQUA?

«Va fatta una distinzione, in base alla data di nascita. Un bambino che ha già qualche mese di vita, rispettando gli orari indicati, può fare il bagno, facendo anche attenzione alle temperature dell’acqua. Meno consigliabile, invece, è farlo se un figlio è nato soltanto da poche settimane. All’inizio, infatti, può esserci un residuo del moncone ombelicale o una piccola area priva di epitelio, più esposta alle infezioni. Tra il mare e la piscina, comunque, meglio scegliere il primo, per evitare una contaminazione più alta del dovuto».

 

IN MONTAGNA?

«Le temperature più miti sono idonee a una vacanza anche con un neonato. Tuttavia è preferibile andare in montagna non per brevi periodi, così da permettere a un bambino di adattarsi al cambio di altitudine e di pressione atmosferica. Quanto alla quota, meglio fermarsi al di sotto dei duemila metri e fare una tappa intermedia. L’abbigliamento sarà scelto sulla base delle temperature presenti».

 

AUTO O AEREO?

«Nessun problema per la macchina, purché si viaggi al mattino presto o nel tardo pomeriggio, posizionando il neonato nell’ovetto o nella navicella. L’aereo andrebbe scelto soltanto se necessario. È un mezzo di trasporto che sottopone il neonato a stress come gli sbalzi di temperatura, le luci e i rumori. Se non ci sono alternative, il consiglio è di stimolare la suzione del piccolo, riducendo la possibilità che la chiusura della comunicazione tra faringe e orecchio medio crei dolore, in particolare durante il decollo e l’atterraggio».

 

DEVE BERE DI PIU’?

«No, se è alimentato con dosi adeguate di latte materno, che contribuiscono al soddisfacimento dei fabbisogni calorici e dell’equilibrio degli elettroliti. Una dieta completa non necessita di integrazioni di altri liquidi, neppure di acqua».

 

COME PROTEGGERLO DAGLI INSETTI?

«Tenendolo al riparo da zone in cui ve ne sono in eccesso. Per la prevenzione, meglio usare le zanzariere e non i fornelletti e i prodotti repellenti che si spruzzano sulla cute».


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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