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Ridurre l'inquinamento dell'aria: ce lo ordina il dottore

L'OMS rivede i limiti raccomandati di inquinamento atmosferico, che fa molto male anche a bassi livelli. Le politiche sanitarie dei governi ne prendano atto

Ridurre l'inquinamento dell'aria: ce lo ordina il dottore

C’erano una volta il pediatra e il dottore di famiglia che venivano a casa, scrivevano le prescrizioni su una ricetta e fornivano raccomandazioni severe ai piccoli (a letto, non si esce… ) e ai grandi (non fumare sigarette, non bere,.. ). Era difficile negoziare le raccomandazioni, se il dottore diceva di non fumare e si obbiettava … almeno una dopo i pasti, il dottore di solito non rispondeva. Era ovvio che non era d’accordo.

NUOVE LINEE GUIDA, NUOVI LIMITI

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è un po' come il dottore di famiglia che fa le sue raccomandazioni sulla base della conoscenza scientifica e della propria esperienza. Le raccomandazioni vengono da una autorità riconosciuta in tutto il mondo. Questo è lo spirito delle Guidelines, in particolare le Air Quality Guidelines, recentemente emesse dall’OMS. Le nuove Linee guida riducono in misura considerevole i valori raccomandati per l'inquinamento atmosferico e esortano le nazioni di tutto il mondo a mettere in campo politiche per ridurre l’inquinamento atmosferico in modo più incisivo e salvare così milioni di vite umane. L’aggiornamento arriva dopo 15 anni, visto che le precedenti AQG erano state pubblicate nel 2006. Il valore guida per l'inquinamento più dannoso – polveri sottili (PM2.5) provenienti dalla combustione di combustibili fossili - è stato dimezzato, da 10 a 5 ug/m3 come media annuale. Il nuovo valore guida per il biossido di azoto (NO2), prodotto principalmente dai motori diesel, è ora inferiore del 75%, da 40 a 10 ug/m3.

IL COSTO UMANO DELL'INQUINAMENTO DELL'ARIA

Questi nuovi valori guida, molto più rigorosi, riflettono la grande quantità di evidenze scientifiche prodotte negli ultimi anni sugli effetti, anche mortali, causati da livelli di inquinamento molto più bassi di quanto si pensasse in precedenza. L'inquinamento atmosferico uccide almeno 7 milioni di persone all'anno, ha detto l'OMS e riduce in media di due anni dalla vita della popolazione globale, e fino a sei anni in nazioni altamente inquinate come l'India, rendendolo un killer più grande del fumo, degli incidenti stradali o dell'HIV/AIDS. Per l’Italia, l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) stima circa 52 mila morti premature all’anno dovute al PM2.5.

UN LIMITE DI SICUREZZA NON ESISTE

I ricercatori in tutto il mondo hanno sottolineato che anche i nuovi limiti non dovrebbero essere considerati sicuri, poiché non sembra esserci un livello al quale gli inquinanti smettono di causare danni. Ridurre l'inquinamento giova alla salute anche nelle nazioni con aria relativamente pulita. L'inquinamento atmosferico può danneggiare ogni organo del corpo, causando malattie cardiache e polmonari, diabete e demenza e riduce le capacità intellettive dei bambini.

I DANNI SULL'ORGANISMO

L'evidenza emergente degli effetti sulla salute dell'inquinamento atmosferico non solo sta aumentando in qualità ma anche nella capacità di indagare i meccanismi fisiopatologici. I polmoni sono ovviamente la prima linea di difesa. Gli studi mostrano associazioni degli inquinanti atmosferici con una scarsa crescita dei polmoni nei primi anni di vita, lo sviluppo dell'asma, l'infiammazione delle vie aeree, l'aumento delle infezioni respiratorie e la compromissione della funzione polmonare. Gli inquinanti causano la produzione di specie reattive dell'ossigeno (stress ossidativo) che a loro volta promuovono percorsi patogeni che portano all'infiammazione, alla morte cellulare e alla disfunzione mitocondriale. I danni degli inquinanti non si fermano ai polmoni; possono verificarsi anche danni diretti o indiretti ad altri organi. Per esempio, l'infarto miocardico acuto o l’ictus sono associati all'aumento delle concentrazioni di inquinanti nei giorni o nelle ore precedenti.

SERVONO SCELTE POLITICHE

I governi e i responsabili politici dovrebbero essere incoraggiati a definire limiti vincolanti. Senza tali misure, la qualità dell'aria e la salute potrebbero essere messe in secondo piano nelle agende dei Governi, come purtroppo è successo in passato. Le linee guida dell'OMS sulla qualità dell'aria sono state pubblicate in un momento appropriato, appena prima del COP26. Con l'opportunità di implementare un cambiamento reale mentre i leader mondiali si incontrano, l’auspicio è che le nuove linee guida siano attentamente considerate e che l'inquinamento atmosferico e il suo carico per la salute siano ai primi posti nelle agende di politica sanitaria. Il killer silenzioso non può più essere ignorato.

PENSARE AI BAMBINI

In Italia, le principali società scientifiche e associazioni in ambito pediatrico e neonatologico hanno appena sottoscritto un documento di consenso nel quale si impegnano a lavorare attivamente, assieme al gruppo di lavoro ‘Ambiente e primi 1000 giorni’, per migliorare la salute dei bambini e delle famiglie, attraverso azioni concrete per ridurre l’inquinamento e il suo impatto sulla salute. Anche le società scientifiche pediatriche, i singoli pediatri, e più in generale gli operatori di salute che lavorano a contatto con le donne e i bambini possono guidare i cambiamenti e le azioni necessarie a ridurre il carico di malattia dovuto all’esposizione all’inquinamento. Questo può avvenire con una particolare incisività in tutti i contesti dell’assistenza sanitaria che hanno una sistematica continuità delle cure pediatriche dalla nascita all’adolescenza. Ecco dunque che il dottore dice … l’inquinamento fa molto male alla salute di piccoli e grandi, anche alle bassi dosi….saranno (finalmente) i Governi capaci di ascoltare?



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