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Identikit di un ciarlatano

Le cronache sono piene di sedicenti “guaritori” che pretendono di avere la soluzione miracolosa per malattie molto gravi. Come riconoscerli?

Identikit di un ciarlatano

Che si tratti di un rimedio miracoloso contro una malattia incurabile o della dieta perfetta che garantisce al 100% di non ammalarsi mai, i ciarlatani e gli impostori in ambito scientifico, soprattutto quando si parla di salute, non mancano mai. Per fortuna, non è così difficile riconoscerli (ed evitarli); il loro “successo”, infatti, si basa su poche ma tipiche caratteristiche comuni.

Il ciarlatano infatti:

1)      È un eroe che combatte contro il sistema.

Questo è il tratto più caratteristico. Si sa, l’eroe romantico che lotta da solo contro un malefico Potere Superiore ha sicuramente il suo fascino (i libri e i film più famosi sono basati proprio su questa semplice trama di base), soprattutto in un momento di sfiducia generale contro le Istituzioni. Certo, non sempre chi canta fuori dal coro è un impostore, ma le probabilità che lo siano sono molto alte, diciamo il 99%. Spesso il ciarlatano non ha uno straccio di pubblicazioni scientifiche a sostegno. Combatte il sistema della “scienza istituzionalizzata” perché da esso non ha avuto riconoscimenti e nella maggior parte dei casi non lo ha avuto perché non è riuscito a portare delle prove convincenti della validità delle proprie ricerche. In realtà, il sistema ha fatto quello per cui esiste: ha filtrato ciò che è conoscenza scientifica da ciò che non lo è. E questo ci porta direttamente al secondo tratto distintivo. 

2) Fino al giorno prima, era completamente sconosciuto ai “colleghi” scienziati o aveva una pessima fama.

Come sopra, le eccezioni ci possono essere ma sono estremamente rare. Non si è quasi mai nel torto quando ci si domanda: «Se nel settore, presso persone competenti in grado di valutare il lavoro, aveva una pessima fama, magari è un cattivo scienziato?» e la risposta è quasi sempre «Sì». Non basta avere una laurea in Medicina o in Biologia per essere dei buoni scienziati (per non parlare di sedicenti “guru” della medicina che non hanno nemmeno una laurea scientifica, ma in tutt’altre discipline). Si può conoscere a menadito la teoria ed essersi laureati col massimo dei voti, ma ciò che fa uno scienziato è il “lavoro sul campo”, cioè la ricerca. Come si fa quindi a valutare la “bontà” della carriera scientifica di un ricercatore? Lo strumento a disposizione, per quanto sicuramente non perfetto e non esaustivo, è la qualità e il numero di pubblicazioni scientifiche. Per pubblicare uno studio, infatti, è necessario sottomettere il proprio lavoro al giudizio dei propri pari, ovvero altri scienziati competenti in materia. Più uno scienziato ha pubblicato su riviste importanti e più i suoi lavori sono tenuti in buona considerazione dalla comunità scientifica,  più è “ragionevole” pensare che sappia il fatto suo. Ma -qualcuno potrebbe obiettare- non è forse vero che le più grandi rivoluzioni della scienza sono state fatte da chi “remava contro corrente”? È vero, ma avere un’intuizione rivoluzionaria non basta, bisogna anche avere le prove scientifiche. Ne ho parlato diffusamente qui: tutti i più grandi rivoluzionari sono stati anche i più fieri sostenitori del “metodo scientifico”, cosa che quasi mai è applicato da un ciarlatano, per il semplice motivo che la sua tesi non reggerebbe la prova sperimentale rigorosa.

Possiamo aggiungere quindi un corollario al punto 2: un impostore non fornisce mai prove e dati riproducibili a sostegno delle proprie tesi, ma spesso riporta storie personali e testimonianze di singoli pazienti (e mai, guarda caso, riportando casi “contro” la propria teoria). Non voglio certo mettere in dubbio la buona fede dei pazienti che affermano (e pensano) di essere guariti dal tumore dopo aver bevuto succo di limone e peperoncino, ma la vera scienza è un’altra; non si fa con i racconti dei singoli, ma col rigore sperimentale di studi in cui vengono controllate le variabili e i parametri.  Tutti abbiamo uno zio che fumava quattro pacchetti al giorno ed è campato fino a cent’anni, ma ciò non significa che fumare allunghi la vita.

3) Offre una cura o un rimedio miracoloso. Le soluzioni troppo semplici in medicina sono quasi sempre sbagliate. Questo è tanto più vero quanto più si pretende di “curare” le malattie complesse, come i tumori o le malattie cardiovascolari. Si tratta di patologie “multifattoriali”, le cui cause sono talmente complesse e interconnesse che non occorre essere un medico per intuire che la cura non può essere un unico principio attivo, ma una combinazione di farmaci e approcci terapeutici diversi. La medicina tradizionale non è infallibile, e l’impostore sfrutta proprio questo limite, ma quello che fa è in realtà vendere false speranze a persone disperate, che non hanno più niente da perdere.

4) È ossessionato dalla visibilità mediatica. Che sia attraverso la pubblicazione di un best seller, un blog su internet o interviste e partecipazione a programmi TV, il ciarlatano non è mai sazio di visibilità mediatica, perché è l’unico modo con cui può far parlare di sé e raccogliere consensi in una parte dell’opinione pubblica.

5) Vende i propri rimedi a caro prezzo. Benché si presenti spesso come un “benefattore dell’umanità”, se si scava un pochino si scopre che il suo tariffario per le “prestazioni” è paragonabile a quello di un commerciante di diamanti. Ed è curioso, se pensiamo che è lui stesso, spalleggiato spesso dai suoi sostenitori, ad accusare la comunità scientifica di essere “venduta al sistema” o pagati da chissà quale industria o istituzione, ovviamente senza mai averne la minima prova.

6) È un abile comunicatore e conoscitore della psicologia umana. Sa benissimo che strategie utilizzare per “fare presa” sul pubblico. Sa quali espedienti comunicativi sfruttare per aprire breccia nelle naturali preoccupazioni di ognuno di noi quando si tratta di salute e medicina. Punta alla “pancia” delle persone, raccontando storie di disperazione e malattia, a cui nessuno può restare indifferente. Guarda caso, nessun impostore pretende mai di curare piccoli malanni, ma sempre malattie devastanti come il cancro. Chi mai infatti si interesserebbe, anche mediaticamente, a una nuova cura naturale ed economicissima contro i calli dei piedi, quando si può avere molto più seguito “promuovendo” la cura risolutiva contro il tumore?

Leggendo questo breve “identikit del ciarlatano”, vi sono forse venuti in mente personaggi particolari, venuti alla ribalta delle cronache in tempi passati e recenti? 

Chiara Segré
@ChiaraSegre 



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