Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora

L'alcol non è un farmaco né un mezzo di prevenzione

La replica a un articolo apparso ieri su un quotidiano, che «celebrava» le presunte proprietà benefiche di vino e birra. Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità non esistono livelli sicuri per la salute di consumo di bevande alcoliche

L'alcol non è un farmaco né un mezzo di prevenzione

Riesce sempre difficile prendere in considerazione qualunque tipo di affermazione da parte di chi nella comunicazione pubblica non dichiari esplicitamente di non avere conflitti d'interesse in relazione a possibili collaborazioni o comunque rapporti con i portatori di interessi commerciali, come spesso quando si parla di alcolici avviene. Riesce ancora più difficile comprendere le ragioni di una comunicazione che non si preoccupa di privilegiare il rapporto con il lettore, tutelandolo attraverso l'applicazione del concetto di precauzione. Lo spunto arriva questa volta da un articolo apparso su un quotidiano nazionale, dal titolo inequivocabile: «Quando l'alcol fa bene alla salute. Come curarsi con birra e vino».


Premessa indispensabile da completare con il livello di rispetto della legalità che comunque, nel caso degli alcolici, va tenuto in considerazione da parte di chi ha il compito di comunicare verificando le fonti e attuando la professionale sintesi degli elementi a favore o contro l'ipotesi di merito comprensiva delle valutazioni che dovrebbero ricordare le sentenze dell'Alta Corte di Giustizia Europea, che ha espressamente diffidato dall'usare, nella comunicazione commerciale, elementi rivolti a vantare proprietà salutistiche dell'alcol. Nella sentenza si parlava del vino, ma poco conta la specifica, dal momento che il messaggio è rivolto all'intera categoria delle bevande alcoliche. Non è mai permesso affermare che «fa bene alla salute», come peraltro da sedici anni sancisce la legge 125 del 2001. Molti mi scrivono quotidianamente in merito a trasmissioni televisive, articoli, segnalazioni sul web inerenti l’alcol e la possibile azione di prevenzione su malattie tumorali e cardiovascolari.

Non si può usare l'alcol come «farmaco» né come mezzo di prevenzione. L'Organizzazione Mondiale della Sanità lo afferma da vent'anni e nel tempo è giunto l'endorsment formale di tutte le Nazioni: Italia inclusa. Se se si vuole prevenire il cancro, non bere è la scelta migliore: lo dice il Codice Europeo contro il Cancro. Chi scrive con tanta leggerezza, non comunicando il rischio, dovrebbe porsi il problema professionale ed etico di evitare di semplificare un messaggio che è ormai appurato dall'evidenza scientifica e che comunque deve esser sempre declinato per sesso e per età, in funzione delle diverse fasi della vita che prevedono, al di là del genere di appartenenza, fasi fisiologiche e metaboliche che espongono a vulnerabilità variabili addirittura da individuo ad individuo. Chiunque, indotto dalla lettura dell'articolo, dovesse ritenere di poter mettere in pratica comportamenti ispirati dalle informazioni fornite da una comunicazione fallace, potrebbe rivalersi legalmente nel caso probabile o possibile di pregiudizio alla salute e alla sicurezza individuali.

Quanti volessero approfondire le evidenze scientifiche condivise e validate dalla comunità scientifica possono approfondire, come viene usualmente richiesto dai giornalisti che vogliono raccogliere e riportare certezze ai propri lettori, alla pagina indipendente presente su questo sito o in altre collegate. A tutti i lettori e a tutti i giornalisti la personale disponibilità a rispondere alla domande e porgere elementi di giudizio basati sulla scienza e conoscenza di settore.


Emanuele Scafato
@scafato



Commenti (3)

Emanuele Scafato09-08-2017

Grazie per la segnalazione. Purtroppo i " fake" , privi di consolidata evidenza scientifica, sono all'ordine del giorno spesso sostenuti da portatori d'interessi o da "testate" web sensibili alle notizie bon del tutto disinteressate. Senza generalizzare, diffondere certi "miti" costa poco rispetto ad un certo tipo di economia specifica che può permettersi questi e altri mezzi per garantire profitti non indifferenti. Informarsi giova e questo cerchiamo di porgere dichiarando la personale assenza di conflitti d'interessi. Nel dubbio di eventuali affermazioni dubbie che si leggono chiunque può richiedere alla testata giornalistica se esiste una dichiarazione di assenza di conflitti d'interesse da parte di chi porge le informazioni.

Redazione09-08-2017

Per un disguido tecnico il commento è stato visualizzato con molto ritardo, Emanuele Scafato ha risposto tempestivamente appena gli è stato possibile